Calcio Sport

Tifo arancione: Massimiliano Giannoni le ragioni di un addio

Written by Piero Pardini

Credits: © Massimiliano Giannoni

In un caldo pomeriggio di luglio, dopo aver annunciato, quasi due settimane fa, la conclusione del proprio mandato di presidente del Centro Coordinamento Clubs Arancioni, incontro Massimiliano Giannoni per conoscere le motivazioni che lo hanno spinto alle dimissioni.

Massimiliano, a mente ferma, solo motivi personali?
“Le questioni familiari hanno avuto un peso specifico importante in questa mia decisione, lo stato di salute non eccellente dei miei genitori e dei miei suoceri hanno sicuramente indirizzato la mia scelta, come i miei impegni professionali, che hanno ridotto drasticamente il mio tempo libero, ma non sono state le uniche cause scatenanti di questa mia, sofferta, decisione”.

Detto così è chiaro che c’è dell’altro, credo sia giunto il momento di parlarne, visto che il tifo pistoiese ti ha sempre riconosciuto un ruolo importante.
“Sicuramente, si è incrinato qualcosa anche all’interno del Coordinamento, visioni diverse sulla gestione. Per carità, niente di grave, ma alcuni atteggiamenti non mi sono sembrati in linea con il nostro statuto e con le direttive F.I.S.S.C.. Evidentemente, qualcosa stava cambiando, ho preferito mettermi da parte e lasciare ad altri decisioni che, non mi vedevano più concorde. Lascio la presidenza del C.C.C.A. dopo aver onorato gli impegni presi, con una gestione economica in attivo e certo di aver gestito, con gli inevitabili pregi e difetti, come la regola del “buon padre di famiglia” impone”.

Situazioni familiari, questioni interne al Coordinamento, ma i rapporti con la società che ruolo hanno giocato in questa tua decisione?
“Alla società riconosco una gestione oculata, professionale limitatamente alle mere questioni societarie, ma non è mai sembrata interessata nel costruire un rapporto diretto e collaborativo con i tifosi. Il nostro è stato un viaggio percorso su rette parallele, incontrandosi soltanto in limitate occasioni”.

L’assenza dalle premiazioni di fine anno, ti hanno segnato, non è vero?
“Non solo. Certo non è stato un bel gesto da parte loro, ma questo è stato solo l’ultimo atto di una serie di situazioni. Eppure, come Centro Coordinamento abbiamo sempre offerto disponibilità, non abbiamo mai creato tensioni, anzi, abbiamo sviluppato iniziative volte a creare un sodalizio tra il mondo dei tifosi e la squadra. Ciò non è stato sufficientemente apprezzato o lo è stato solo in quelle occasioni dove non se ne poteva fare a meno. Le uniche telefonate ricevute sono state per chiederci qualche benefit in più rispetto a quelli già programmati e approvati dal consiglio. In oltre dieci anni di trasferte, sempre al seguito della squadra in ogni parte d’Italia, ci hanno omaggiato di 8 biglietti poi portati a 11 in occasione di una trasferta a l’Aquila, grazie all’intervento del presidente Ferrari. Le persone in trasferta erano 11 e che non si poteva certo lasciare 3 tifosi con l’obbligo di acquistarsi il biglietto da soli”.

Da questo sfogo emerge una grande amarezza, eppure erano in molti a credere che il CCCA avesse degli aiuti dalla società. A questo punto, è lecito pensare che la latitanza della società abbia giocato un ruolo fondamentale in questa tua decisione.
“Quasi quotidianamente, sono in contatto con rappresentanti del Coordinamento di altre società sia della serie A sia della serie C, in tutta franchezza nessuno mi ha mai segnalato il senso di abbandono, che ho vissuto in questi anni. Se penso che non ho ricevuto, per l’ultima premiazione di fine anno, neppure una telefonata di scuse sull’impossibilità di presenziare all’evento da parte di un qualsiasi membro della società te la dice lunga sulla considerazione del nostro lavoro. È evidente, le priorità sono altre e non devono certo essere giustificate. Lascio dopo 10 anni e credo, con tutti i miei limiti, di aver dato tutto per il CCCA e i colori arancioni. Colgo l’occasione per ringraziare tutte quelle persone che, una volta appreso della mia decisione, mi hanno manifestato la loro stima e il loro affetto, mi riferisco ai tifosi, anche in questa occasione la società, nella persona di Marco Ferrari, mi ha invitato a contattarli, onestamente dopo 10 anni di trasferte, cene con lo staff, ceste natalizie e quant’altro, credo che un ringraziamento ufficiale, per quanto fatto, lo avrei meritato.
Desidero inoltre esprimere un sincero e affettuoso “grazie” a Vannino Vannucci per aver sempre dimostrato stima e rispetto verso la mia persona e verso tutto il gruppo del CCCA, coinvolgendoci in ogni iniziativa legata al mondo arancione e non solo.
Ovviamente, la mia fede calcistica non verrà meno e, compatibilmente con le esigenze familiari, continuerò a seguire la squadra auspicando che la società si muova per costruire un vero rapporto con i propri sostenitori. Forza Pistoiese, che il futuro possa regalare grandi soddisfazioni a chi le vuole veramente bene. Infine, auguro al Consiglio del CCCA un buon lavoro e al suo nuovo presidente un grande in bocca al lupo”.

Ultima domanda: progetti per il futuro?
Ho avuto alcuni contatti da importanti società ma, per il momento, la famiglia è l’unica priorità. Poi, per il futuro, potremo sempre parlarne.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.