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Gabashvili, la grinta è ancora da “tsunami”

Gabashvili, La grinta è ancora da “tsunami"
Written by Redazione

Credits: Teymuraz Gabashvili © Manerbio Challenger Dimmidisi 2019 – Ph. Carlo Monterenzi

L’ex top-50 ATP sta svolgendo una programmazione coraggiosa per tornare ai livelli di un tempo. Manerbio è una buona chance per raccogliere punti: ha esordito bene contro un buon Jacopo Berrettini. L’Italia perde anche Zeppieri e Bortolotti, ma si salva con Arnaboldi. Mercoledì: big in campo.

Insieme a Paolo Lorenzi e Simone Bolelli, il giocatore più importante al Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra) è il russo Teymuraz Gabashvili. In un passato non troppo distante è stato numero 43 ATP, ha vinto 10 Challenger e – soprattutto – vanta due apparizioni negli ottavi del Roland Garros, nel 2010 e nel 2015. Persona vivace, accompagnato a Manerbio dalla compagna e dalla figlia piccola, ha superato Jacopo Berrettini col punteggio di 6-0 6-7 6-3. A parte un primo set surreale, durato appena 18 minuti, c’è stato grande equilibrio e lo strappo decisivo è arrivato nell’ottavo game del terzo set, quando Berrettini ha commesso qualche errore di troppo. Nonostante abbia 34 anni e il meglio sia inevitabilmente passato, il russo gioca ancora con la grinta dei bei tempi, facendo capire al pubblico di Manerbio perché è soprannominato “Tsunami”. Per il fratello minore di Matteo rimane qualche rimpianto per alcune piccole chance avute nel terzo set. In particolare, si è trovato 15-30 sul servizio di Gabashvili sul 2-2. A quel punto ha sbagliato alcune risposte non impossibili, peraltro sulla seconda palla del russo. Anche sul 3-3 si è trovato 30-30, ma alla fine è stato lui a cedere. “Partita molto complicata, anche se il primo set è stato inaspettatamente facile – ha detto Gabashvili – lui non era pronto, forse era condizionato dal mio passato, non so. Di sicuro ha sbagliato molto. Nel secondo set sapevo che avrebbe dato tutto: è cresciuto molto e io non l’ho fatto. Sapevo che se avessi servito bene avrei avuto la chance di brekkarlo, invece sono finito in svantaggio e ho perso al tie-break”.

“BERRETTINI? SE TIRASSE SEMPRE VINCENTI SAREBBE UN TOP-10…”
C’è stata grande battaglia nel terzo: fino al 3-3, probabilmente, le occasioni migliori le ha avute Berrettini. “Il terzo è stato molto combattuto: lui ha giocato bene, ma sono cresciuto anch’io. Servendo bene, ero tranquillo. In queste situazioni devi aspettare gli errori dell’avversario… e sono arrivati. Faceva molto caldo, le palle volavano e non poteva certo tirare vincenti su ogni colpo. Se lo facesse, sarebbe top-10. Io ne ho approfittato, l’ho brekkato e grazie a Dio ho chiuso la partita”. Sceso al numero 425 ATP, il russo di origine georgiana ha bisogno di risultati per riconquistare una classifica degna di chi ha saputo chiudere cinque stagioni tra i top-100 ATP e raccogliere scalpi importanti come Gonzalez, Roddick, Ferrer e Murray. Non si può dire che non ci stia provando: sta svolgendo una programmazione coraggiosa, con tornei ai quattro angoli del globo. Nell’ultimo mese ha giocato negli Stati Uniti, poi in Kazhakstan, poi di nuovo negli Stati Uniti e infine sta cercando fortuna a Manerbio, laddove è atteso dal n.3 del tabellone Kimmer Coppejans. Per adesso, i risultati lo bocciano: nel circuito Challenger ha raccolto appena due terzi turni (a Gerusalemme e Binghamton), mentre vanta una finale al torneo ITF di Kazan, ormai risalente a gennaio. Non è stato vittima di particolari infortuni, ma è stato “semplicemente” vittima di una crisi di risultati. Tra il 2017 e il 2018 ha raccolto ben 17 sconfitte di fila. Al di là di questo, Il suo nome aumenta ancor di più il prestigio del torneo, e il prossimo match sarà un test molto interessante per valutare le possibilità di tornare ai livelli di un tempo.

ARNABOLDI PARTE BENE, KO ZEPPIERI
In un giornata piuttosto negativa per gli azzurri, l’unico sorriso è arrivato da Andrea Arnaboldi. L’esperto canturino ha giocato un match diligente e non ha lasciato spazio a Gerard Granollers, fratello minore del più noto Marcel. È finita 6-3 6-3 ed è stata una partita piacevole, con tanti scambi spettacolari in virtù dello stile dei due giocatori. Entrambi interpreti del rovescio a una mano, prediligono il gioco di tocco alle botte da fondocampo. La verità è che Arnaboldi è più forte, come certifica la classifica ATP (257 contro 710): Granollers ha tentato diverse volte di giocare la palla corta, ma non ha quasi mai raccolto il punto. Da parte sua, “Arna” (reduce dalla bella qualificazione a Wimbledon) è stato molto “ordinato” e si è distratto solo quando ha servito sul 5-2 nel secondo set. Un altro break ha chiuso l’impegno e lo ha spinto negli ottavi, in cui se la vedrà con il vincente di Cerundolo-Ferreira Silva. C’è un pizzico di delusione per la sconfitta di Giulio Zeppieri. Dopo l’ottimo esordio, si pensava che il 17enne di Latina (accompagnato dall’inseparabile coach Piero Melaranci) potesse effettuare un bel percorso, invece si è arreso un po’ troppo nettamente a Evan King (n.344 ATP), “colored” americano che sta svolgendo una programmazione un po’ particolare: un mese fa era a Milano, poi ha giocato un Challenger negli Stati Uniti, infine è tornato in Europa per giocare sulla terra battuta. Dalle prime battute, onestamente, sembrava che l’azzurro potesse prevalere. Dopo aver sciupato una palla break in avvio, invece, è stato lui a cedere il passo a King (2-1 e servizio) e da lì in poi il percorso di Zeppieri si è fatto in salita. Molto falloso con il dritto, si è fatto prendere dal nervoso sul finire del primo set al punto da scagliare una pallina fuori dal campo. Ha provato a riordinare le idee, ha avuto un’importante palla break sull’1-1 del secondo, ma gli è scappata via dopo uno scambio intenso. A quel punto, le velleità del latinense si sono spente. Incassava un break al sesto game e non aveva più chance per tornare in partita. L’altro italiano in campo era Marco Bortolotti, proveniente dalle qualificazioni. L’azzurro ha provato a fare match pari con Martin “Bebu” Cuevas, fratello del più noto Pablo: c’è riuscito nel primo set, recuperando un break di svantaggio e portandosi sul 6-6. Perso il tie-break, si è disunito e ha lasciato spazio all’uruguaiano. Tra gli altri match, si segnala la buona prestazione del baby taiwanese Chun Hsin Tseng, davvero in gran forma. L’ex n.1 junior non ha lasciato scampo al combattivo Mohamed Safwat, capace di raccogliere appena quattro game. Più o meno stessa sorte per Carlos Boluda, sconfitto con un durissimo 6-0 6-3 dall’argentino Andrea Collarini.

MERCOLEDÌ: ESORDIO PER LORENZI, GIUSTINO E GAIO
Mercoledì sarà una giornata di grande tennis, con l’esordio di tutti i big. In campo le prime due teste di serie, Paolo Lorenzi e Lorenzo Giustino. Il senese chiuderà il programma (non prima delle 17) contro il tedesco Peter Torebko, replica del match durissimo giocato qualche settimana fa al torneo ATP di Umago, vinto 7-6 al terzo dall’azzurro. In precedenza giocherà il napoletano, impegnato contro Martin Cuevas. I due si sono già affrontati l’anno scorso, in finale a Santa Margherita di Pula. In quel caso si impose Giustino con un doppio 7-5. Ma non finisce qui: in campo anche Federico Gaio (n.5 del tabellone) contro il francese Reboul, e Andrea Pellegrino. Il pugliese aprirà il programma su Campo Centrale, alle 10 del mattino, contro Goncalo Oliveira. Nel maxi programma di giornata (in campo ben 14 incontri) ci sarà anche l’esordio di Simone Bolelli. Ormai dedito solo al doppio, il bolognese farà il suo esordio in coppia con l’argentino Andres Molteni. Davvero una giornata da non perdere.

Ufficio Stampa Trofeo Dimmidisì

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