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A palla ferma: tra una stecca, una vittoria e tanta felicità

A palla ferma: tra una stecca, una vittoria e tanta felicità
Written by Piero Pardini

Credits: © Ufficio Stampa U.S. Pergolettese 1932

Non so voi, ma io, in tutta sincerità, sono felice che questo estenuante e infinito calcio mercato sia terminato.
La finestra “per gli acquisti” è decisa da chi, suo malgrado, ha poco calpestato il rettangolo di gioco o, se lo ha fatto, non ha capito che un allenatore per poter lavorare al meglio, necessita di tempo per amalgamare, plasmare, modellare una compagine di ragazzi a “sua immagine e somiglianza”.
Mister Pancaro ha visto arrivare un po’ alla volta questo giovane manipolo di giocatori impreziositi da un pistoiese verace come Francesco Valiani, che ha deciso di concludere nella propria città la sua, onorata, carriera calcistica.
La campagna acquisti, con le nuove regole, è stata imbastita dal nuovo direttore sportivo Giovanni Dolci, (con il quale, in conferenza stampa, ho avuto un piccolo “qui pro quo”, immediatamente chiarito sulla questione campo di allenamento), che ha “regalato”, con il plauso della proprietà (famiglia Ferrari), un gruppo giovane, dinamico di belle speranze arricchito da alcuni giocatori di esperienza, pochi per qualcuno, per puntare, senza troppi giri di parole, al mantenimento della categoria e, successivamente, provare a entrare nell’Olimpo dei play-off.
La prima partita di campionato, non valuto le amichevoli estive, è stata una “stecca”.
Gli avversari, probabilmente più affamati, hanno approfittato delle occasioni e hanno portato a casa i tre punti.
Il pubblico ha perdonato la debacle sperando in momenti migliori, giustificando l’operato del Mister come il frutto di un lavoro ancora da completare.
Poi è arrivata la prima trasferta sul campo di una neo promossa desiderosa di muovere la classifica fin dalle prime giornate.
La Pistoiese, grazie ad alcuni nuovi inserimenti e accorgimenti tattici, è sembrata un’altra squadra e il risultato finale è stato la cartina di “tornasole”: gli arancioni non potevano essere quelli visti una settimana prima tra le mura amiche del Marcello Melani. Adesso, però, c’è la necessità, anzi l’obbligo, di cambiare il trend negativo che attanaglia gli arancioni nelle partite interne, tutti sappiamo a cosa mi sto riferendo: non possiamo ripetere un campionato come il precedente, ma per questo avremo modo di fare analisi nei mesi a venire.
Come dico sempre, i giocatori hanno bisogno dei tifosi. A Crema i tifosi sono stati ricompensati per il lungo viaggio e il caldo insopportabile, speriamo che con i risultati siano sempre più i supporters al seguito degli arancioni.
Mi permetto adesso una riflessione da padre, ieri è arrivato nella famiglia Ferrari il piccolo Giovanni, figlio di Marco Ferrari, e nipote del presidente Orazio, ai quali credo, a nome di tutti i tifosi pistoiesi, di poter esprimere i nostri auguri di benvenuto in questo “mondo arancione”, che sia di buon auspicio per tutto l’ambiente perché i giovani sono il futuro e creano, con la loro innocenza, tanta felicità.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.