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“Ascoltate il matrimonio”: l’amore è un coacervo di contraddizioni

“Ascoltate il matrimonio”: l’amore è un coacervo di contraddizioni
Written by Simone Baldi

Credits: © Bollati Boringhieri

Le relazioni di coppia sono piccoli universi a se stanti, con dinamiche e strutture peculiari. Capita dunque che, per risolvere problemi più o meno strutturali, ci si possa affidare ad una figura esterna, in grado di mettere a fuoco errori e miopie emotive. Quando, però, entrambi i coniugi non sanno bene se staccare la spina al matrimonio, complice anche l’incapacità di fare un quadro personale dei propri sentimenti, il percorso si complica e diventa decisamente meno lineare, come nel caso de “Ascoltate il matrimonio” (John Jay Osborn, Bollati Boringhieri, 2019, 160 pp 17,50€).

Gretchen e Steve sono in crisi: sposati da qualche anno, adesso sono separati e ampiamente sulla strada che conduce al divorzio. Hanno perso la capacità di comunicare, di entrare in empatia con le proprie emozioni e, per riflesso, anche con quelle del partner, di essere sinceri e trovare una soluzione comune ai problemi. Cosa e come fare, dunque, per invertire la rotta e cercare di capire se esista ancora qualcosa, non necessariamente il loro rapporto, da salvare? L’unica soluzione sembra quella di affidarsi ad una terapista matrimoniale, Sandy, che, una volta la settimana, li ospita congiuntamente nel suo studio, cercando di insegnare a loro come far affiorare i problemi, parlarne sinceramente e convivere con rabbia, dolore e frustrazione. Non è un percorso facile, lo sanno entrambi, eppure, nonostante le reciproche reticenze, il fatto di trovarsi lì piuttosto che di fronte ad un avvocato divorzista, lascia aperta la porta ad una flebile speranza. Saranno mesi emotivamente devastanti, in cui Steve dovrà fare dosi elefantiache di autocritica per aver tradito la fiducia di sua moglie, prima con l’adulterio, poi con la sua irresponsabilità, e dove Gretschen dovrà imparare a dire ciò che realmente pensa, invece di nascondersi dietro la facciata dell’ironia e la superiorità. Sarà un percorso contraddistinto da alti e bassi, aperture e retromarce improvvise, recriminazioni e accuse, dove sarà difficile individuare un colpevole (semmai ce ne sia uno), anche a causa dei loro atteggiamenti attuati, uno su tutti il frequentare altre persone durante la terapia, nonostante dicano di voler provare a ricostruire. Potrà sembrare una contraddizione, ma questo è solo uno dei tanti, eccentrici suggerimenti di Sandy, una terapeuta strana e fuori dagli schermi, capace di spiazzare per la sua sincera brutalità (senza per questo dire a nessuno come comportarsi, né cosa dover fare) e i suoi metodi anticonformistici, al limite dell’essere un po’ hippy. Basti pensare che nel suo studio, oltre alle normali sedie per lei e i suoi pazienti, esiste una poltrona verde, completamente avulsa dallo stile della stanza, su cui non si siede mai nessuno, deputata ad ospitare il matrimonio come presenza, per non dimenticarsi mai che lei è parla in nome suo, che è la sua portavoce e, per quanto possibile, la sua paladina. Ciò non vuol dire che voglia, né che debba salvare le unioni ad ogni costo, e questo verrà presto imparato sia da Steve, a più riprese tartassato per i suoi errori pregressi, poi controbilanciati dagli immensi sforzi attuali per cambiare radicalmente, sia da Gretschen, fin troppo spesso ostile e reticente ad una soluzione positiva, o almeno non denigratoria del passato, poi capace di gettare la maschera della propria forza e risolutezza. Attraverso queste sedute si toccherà con mano il nucleo di una coppia, osservandone i nervi scoperti e le fragilità, in un gioco di potere che, se si vuol davvero avere un futuro insieme, bisogna rinunciare a considerare come tale, in nome di una piena e totale condivisione.

Quasi al limite tra romanzo e biografia (è lo stesso autore ad aver svelato di essersi servito della sua personale esperienza nella stesura del testo) “Ascoltate il matrimonio” è una profonda e sfaccettata riflessione sui legami e i processi mentali ed emotivi soggiacenti alle relazioni. Il ruolo di Sandy, come terapeuta, è quello di ‘sminare’ i tentativi di far saltare tutto per aria, riportando lo sguardo sugli aspetti veramente importanti, facendo riflettere sugli errori passati e sul dolore presente, senza fare però confusione e unire elementi separati che, tuttavia, tutti noi tendiamo ad accomunare quando proviamo sofferenza. Spiazzanti (e fastidiosi) i continui ribaltamenti di umore e atteggiamento di Gretschen, all’apparenza di una determinazione corrisponde l’indecisione scaturita dalla sofferenza, mentre la costanza di Steve, che appare in molti momenti superficiale e un po’ ripetitivo, ha un lato commovente e un altro quasi autopunitivo, per quanto è disposto a sopportare, pur di riaggiustare il loro rapporto. Non sarà facile, entrambi lo sapevano, ma non hanno idea a cosa andranno incontro, a ciò che quegli incontri smuoveranno in loro e cosa saranno (volenti o nolenti) costretti ad accettare per fare piena luce dentro se stessi e, di rimando, essere brutalmente sinceri con l’altro. Se non si può spingere per ricucire il matrimonio a tutti i costi si può, e forse si deve, fare il tifo per ciò che è fragile, in pericolo ed entropicamente portato alla scomparsa.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.