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“La parata”: una strada per riunire gli opposti

“La parata”: una strada per riunire gli opposti
Written by Simone Baldi

Credits: © Feltrinelli

La storia dei paesi divisi e dilaniati dai conflitti interni è lunga e in continuo aumento. Molteplici sono state le soluzioni tentate, per porre fine ai combattimenti e annullare le differenze interne. E se, alla fine, bastasse solo costruire una strada, una unica, semplice e veloce via di comunicazione, in grado di azzerare gli squilibri? Come potrebbe andare ce lo mostra “La parata” (Dave Eggers, Feltrinelli, 2019, 144 pp, 15€).

In un paese non ben precisato del Terzo Mondo, diviso da un conflitto intestino che dura ormai da molti anni, Nord e Sud sembrano finalmente aver trovato una soluzione. Il nuovo leader è riuscito a sedare le rivolte, a far deporre le armi ai ribelli e portare pace e una futura prosperità. Le due anime della nazione, benché divise, stanno per veder attuare una rivoluzione che cambierà completamente le loro vite. A tal proposito sono stati chiamati due lavoratori di un’azienda straniera, Quattro e Nove, in ottemperanza alla regola che vieta l’uso dei propri nomi, per dissuadere fraternità e inutili avvicinamenti, incaricati del compito più importante che sia mai stato affidato: la costruzione di una strada. Sì perché il progetto del loro leader è quello di costruire una perfetta via di comunicazione che unisca le due parti del paese, dove passerà una lunga, faraonica parata, manifestando così la fine delle difficoltà di spostamento, aumentando così la libera circolazione e la possibilità, per gli ex rifugiati, di accedere ai servizi più evoluti e migliori, prima irraggiungibili. Quattro è l’incaricato alla sofisticatissima macchina asfaltatrice, capace di completare fino a venticinque chilometri di strada al giorno, mentre Nove è si occupa del quad, precedendo il suo compagno e sgombrando la strada da ostacoli e facendo allontanare curiosi e teppisti. Condividere il medesimo scopo è, però, l’unico elemento che accomuna i due, visto che non potrebbero esistere due persone più diverse. Tanto Quattro è preciso e metodico, inflessibile e ligio al dovere, tanto Nove è gigione e estroverso, bramoso di scoprire usi e costumi (soprattutto femminili) della popolazione che incontreranno nel loro viaggio. Inutili le reprimende e i tentativi di far leva su regolamento e obblighi aziendali da parte di Quattro, visto che, mentre la sua macchina asfaltatrice procede regolare nel suo compito, il suo compare scompare nel nulla, salvo poi farsi vivo a sera, come una presenza impalpabile. Anche durante le notti Nove è altrettanto aleatorio: esce dalla tenda dentro cui dovrebbero dormire, assaggia il cibo locale (cosa decisamente proibita) e si dedica alle donne (superfluo dire che anche questo contravviene alla politica aziendale). L’irritazione del suo superiore, in quanto ad anzianità lavorativa, cresce col passare dei giorni, tanto da fargli pensare ad un reclamo formale con i loro capi, al fine di punire l’inadempienza e la sconsideratezza del suo collega. Tuttavia, proprio quando l’insofferenza di Quattro raggiunge il culmine, Nove sparisce nel nulla per un giorno e una notte interi, senza dare notizie. Sarà l’arrivo di un indigeno locale a spiegare che il gaudente lavoratore è stato vittima di un male imprecisato, che è impossibile trasportarlo e che non dispongono dei medicinali necessari per curarlo. L’equipaggiamento del duo prevederebbe un kit di pronto soccorso, ma è misteriosamente scomparso nel nulla, sicuramente rubato, indovinate da chi? E qui, per Quattro, sorge un dilemma: abbandonare Nove al suo destino, incorrendo però nelle accuse di negligenza da parte dell’azienda, oppure tentare di salvarlo in qualche modo, rischiando però di rallentare la tabella di marcia e non completando nei tempi stabiliti il lavoro? Tra un tentativo rocambolesco di reperire dei medicinali, l’aiuto insperato di autoctoni disposti (dietro ricompensa) ad aiutarlo e soluzioni improvvisate, il duo tenterà di sopravvivere e, al contempo, di portare a termine il proprio compito. Sarà più forte la testardaggine o l’attaccamento ai propri doveri? E se, dietro la costruzione di questa strada, si celasse un segreto, di cui nessuno è stato messo a conoscenza? Per scoprirlo bisognerà aspettare e stare a guardare se l’improbabile duo riuscirà nel completamento di ciò che sembra, ogni giorno che passa, sempre più un’impresa miracolosa.

Romanzo breve ma incisivo, “La parata” pone, in modo anacronistico e forse provocatorio, di fronte ai problemi umani relativi alle difficoltà caratteriali e organizzative. Le contrapposizioni di Quattro e Nove esemplificano bene i loro punti di vista, polarizzando all’eccesso i loro caratteri. L’insorgere di una criticità, tuttavia, spingerà entrambi ad abbandonare le proprie posizioni pregresse, nel tentativo di non perdere né di perdersi. Il linguaggio asciutto e misurato fa risaltare ancor di più i dilemmi interiori, ponendo sotto gli occhi del lettore continui bivi che Quattro è costretto ad affrontare, senza sapere se le sue decisioni saranno quelle giuste. Il colpo di scena finale, in realtà ben preparato all’interno della storia, risulterà spiazzante e di tremenda attualità, rilanciando il carattere politico-sociale dell’intera storia.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.