Books Letti per Voi

“Sfacelo”: il collasso apocalittico della società

“Sfacelo”: il collasso apocalittico della società
Written by Simone Baldi

Credits: © L’Orma Editore

Cosa accadrebbe se, per un caso o un guasto, tutta la nostra tecnologia smettesse di funzionare? Quali sarebbero le conseguenze di un ritorno al primitivo e basilare agire umano? Saremmo davvero in grado di sopravvivere con le nostre scarne conoscenze o finiremmo per non saper usare quei congegni da sempre adoperati, ma mai conosciuti fino in fondo? L’ipotesi di un futuro non così lontano da noi ce la mostra, in tutta la sua terrificante potenza apocalittica, “Sfacelo” (René Barjavel, L’Orma Editore, 2019, 279 pp, 21€)

Nel 2052 il mondo è dominato da uno sviluppo tecnologico senza precedenti. Gli esseri umani demandano ogni loro bisogno alle macchine, che hanno il preciso compito di rendere loro la vita più semplice, dalla produzione di cibo ai trasporti: si possono attraversare migliaia di chilometri in poche decine di minuti e osservare, seduti comodamente sul proprio divano, una realtà che si può anche toccare e odorare. Questo benessere è stato creato per sopperire al sovrappopolamento del globo e, almeno in Eurasia, l’agglomerato di stati che va dall’Atlantico all’estremità orientale opposta, la pace regna sovrana. In una Parigi figlia della calma e della prosperità incontriamo François Deschamps, studente di scienze idealista e sognatore, Blanche, la sua più cara amica d’infanzia, che sta per diventare la voce di Radio-300, l’emittente più famosa di tutta la nazione, e Jérôme Seita, il suo capo, che si è terribilmente invaghito di lei. La sera del debutto della ragazza, tuttavia, un inspiegabile black-out paralizza la capitale, rendendo inservibile qualsiasi tipo di macchina, e gettando la città nel caos più totale. A differenza dei disservizi del passato, stavolta l’elettricità sembra essersene andata per sempre e nessuno ha una spiegazione per l’accaduto. Come prima conseguenza i cittadini, contravvenendo ai proclami delle autorità, cercano di sopravvivere razziando e depredando i beni di prima necessità. Al disorientamento subentra velocemente la ferocia e non passa molto tempo prima che i singoli disperati si uniscano in bande. È il ritorno allo stadio primitivo, alla legge del più forte. François, dopo aver ritrovato Blanche e averla curata per una malattia anch’essa sconosciuta, vince la propria diffidenza verso il prossimo e dà vita ad un primo, rudimentale nucleo di persone, nel tentativo di abbandonare il centro e dirigersi verso sud, nella fattoria della sua famiglia. Il viaggio, tuttavia, non sarà facile. Uscire da quel groviglio di macerie, in cui i morti galleggiano dentro la Senna e si accumulano lungo le strade, sembra già proibitivo; quando poi un incendio si propagherà lungo la riva nord del fiume, inghiottendo ogni edificio e sostituendo le tenebre notturne da un bagliore ininterrotto, la fine appare ormai inevitabile. L’unica speranza è difendersi dagli altri gruppi armati di sopravvissuti e puntare a sud, abbandonando i resti di una capitale ormai inesistente, e attraversare i boschi e la natura. Come ulteriore bastone tra le ruote di un ingranaggio che sembra girare sempre più faticosamente, quelle giornate d’agosto in cui il gruppo è costretto a muoversi sono flagellate da un sole cocente, che già fin dalle prime ore del giorno non risparmia afa e calore, così forte da riuscire ad incendiare persino i boschi ormai stremati dall’arsura di quel mese terribile. Come conseguenza, anche la vegetazione in cui si stanno addentrando assume la medesima sorte di Parigi, bruciando in ogni direzione e minacciando i fuggiaschi. Sarà una corsa contro il tempo, in cui l’unico appiglio saranno le proprie capacità, il senso dell’orientamento e la determinazione di non soccombere in quell’inferno di fuoco e cenere. La lotta per la vita sarà un impegno al di là di ogni più fosca immaginazione.

Visionario e profetico “Sfacelo” è un racconto distopico del destino di un mondo, il nostro, che si è consegnato totalmente alla fiducia cieca nel progresso e la scienza, in nome del benessere e dell’abbandono dei sacrifici. La costruzione, nella prima sezione del romanzo, di un sottofondo idilliaco, in cui l’unico pathos è quello del triangolo amoroso François-Blanche-Seita è il giusto prodromo alla catastrofe imminente e inaspettata. Nella seconda parte, infatti, la Natura sembra ribellarsi al bavaglio che l’uomo ha deciso di imporle e, con un gesto inspiegabile, toglie la fonte primigenia di ogni comodità: l’elettricità. Da lì è il caos. In una società che ha perso la capacità di agire, disabituata alla manualità e al fare da sé, chiunque eserciti la forza otterrà il potere. Come un ritorno ad una condizione primitiva, si formano gruppi in lotta fra loro per la supremazia e il controllo delle risorse primarie: acqua e cibo. Fino a questo momento si odono richiami fortissimi all’apocalisse sociale urbana de “Il condominio” di Ballard, in cui la società collassa su se stessa, nel tentativo di sovvertire l’ordine dello status quo, in nome della sopravvivenza. Quando, invece, il centro narrativo si sposta sull’esterno, sui boschi e la vegetazione, si percepisce tutta la disperazione di chi percepisce vicina la fine, inesorabilmente prossima, e fa di tutto per sfuggirle, come ne “La morte dell’erba” di Christopher. Il che, a ben pensarci, è un paradosso, se pensiamo che “Sfacelo” è un libro del 1942, mentre “La morte dell’erba” del 1956 e “Il condominio” addirittura del 1975. Da qui si intuisce la determinante e profonda influenza di questo romanzo sul genere distopico degli anni a venire. Geniali le trovate scientifiche al suo interno, anticipatorie e in gran parte ancora irrealizzabili, senza che però vengano percepite come una fantascienza lontana da noi. Il pregio è quello di servirsi di intuizioni futuribili per creare un corollario di accessori capaci di incanalare l’attenzione del lettore sui protagonisti e sulla loro umanità, in lotta prima contro il caos urbano e poi contro una natura che sembra fare di tutto per ristabilirsi come unica e sola abitante del pianeta.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.