Food&Wine Storie (Di)Vino

Valentino Tesi – Miglior Sommelier d’Italia 2019

Valentino Tesi - Miglior Sommelier d'Italia 2019
Written by Piero Pardini

Credits: © Associazione Italiana Sommelier

I sogni accompagnano la nostra esistenza.
Si inizia a sognare da piccoli per poi non smettere più.

Se solo un paio di anni fa ci avessero detto che il miglior Sommelier d’Italia fosse diventato un “non addetto ai lavori”, o meglio, un sommelier che nel quotidiano, anziché consigliare vini in un rinomato ristorante, si dilettasse nella difficile arte del consulente finanziario, probabilmente i più avrebbero sorriso.
Invece, grazie al sogno di un giovane sommelier della delegazione AIS di Pistoia, Valentino Tesi, questa eventualità si è trasformata in realtà.
Sogno, frutto di un percorso di studio costante e incessante, iniziato con un corso di avvicinamento al vino, donatogli dal padre, e concluso con il prestigioso traguardo a Verona, in occasione del 53° Congresso Nazionale di AIS, con la finale del Premio TrentoDOC.
Il successo non arriva per caso, Valentino è un vero fuoriclasse. A febbraio 2019, conquista il primo Master del Chianti Classico diventando l’ambasciatore durante le Anteprime di Toscana, a questo prestigioso successo segue il titolo di Miglior Sommelier della Toscana premio Consorzio Vino Chianti, titoli che si aggiungono al riconoscimento, conquistato nel 2017, di Miglior Sommelier del Vermentino.

Non potevamo iniziare l’anno, inaugurando la nuova rubrica “Storie (Di)Vino“, senza incontrare Valentino Tesi personaggio simbolo nel mondo dell’enologia dell’anno appena concluso.

Valentino, descrivici le sensazioni appena hai sentito il tuo nome e hai realizzato che eri il vincitore del Premio TrentoCOC 2019.
“In un attimo vedi concretizzati tutti i sacrifici di anni di studio e tutto sembra un sogno. Poi, passato il primo attimo, che ti fa letteralmente piegare le gambe, capisci che quello che è stato il tuo sogno nel cassetto per tanto tempo, improvvisamente, diventa realtà e il cuore ti va a mille. Devo, comunque, essere sincero solo dopo alcune ore ho veramente realizzato che tutto era realtà: le telefonate degli amici, il confronto e i complimenti di quelli che erano stati i compagni di questo viaggio. Un’esperienza unica, da brividi ancora a distanza di tempo”.

Ogni anno questo rito si ripete, tu però hai dimostrato che un “non professionista” del settore poteva diventare il migliore. Cosa pensi di ciò?
“Il mio percorso nasce con un cambio di rotta da parte dell’Associazione: aprire la scuola concorsi anche ai non addetti ai lavori. Mi ricordo che mi sono presentato alla scuola concorsi alla prima lezione, come da mia natura, in punta di piedi quasi timoroso, ma molto determinato a voler dimostrare che avrei fatto di tutto per dare il meglio di me stesso. Durante le presentazioni tutti si fregiavano di lavorare in questo o quel ristorante famoso, quando è arrivato il mio turno ho semplicemente detto io sono solo qui per imparare”.

Ci racconti il tuo percorso concorsuale?
Ho iniziato, spronato dai docenti della scuola, partecipando in Puglia al concorso sul Primitivo dove, su venti concorrenti sono arrivato quinto, per me fonte di immensa soddisfazione. Poi alla prima partecipazione come Miglior Sommelier d’Italia, a Taormina, sono arrivato anche lì al quinto posto e mi è sembrato di toccare il cielo con un dito. Devo essere sincero, c’è stato un momento che sono rimasto un po’ deluso, quando lo scorso anno nel 2018, al concorso per Miglior Sommelier di Toscana sono arrivato secondo e, sinceramente, credevo di aver fatto una grande prova. Evidentemente, ero il solo a pensarlo. Quell’evento, dopo l’amarezza del momento, è stato un punto di partenza per migliorarmi e provare a crescere ancora e devo dire che, grazie ai sacrifici, i risultati poi sono arrivati”.

I risultati sono frutto del tuo lavoro, ma c’è qualcuno che ti ha sostenuto e ha creduto in te da essere menzionato?
Sinceramente, devo essere grato a tutti quelli che ho incontrato nel mio percorso. Ciascuno mi ha dato qualcosa sia da un punto di visto professionale sia da un punto di vista prettamente umano. Sono fortunato ad essere qua in Toscana, questo mi ha permesso di stare a stretto contatto con Cristiano Cini, presidente AIS Toscana, Simona Bizzarri e Maurizio Zanolla membri della Scuola Concorsi, poi ho avuto, prima, come delegato di Pistoia Roberto Bellini che è, sicuramente, il miglior degustatore di vini in Italia che mi ha dato sempre ottimi e mirati consigli, poi il delegato attuale l’amico Luca Carmignani che mi ha aiutato a crescere non solo come degustatore ma anche come uomo all’interno della delegazione, il campione uscente Simone Logurcio con il quale siamo diventati molto amici, con il quale ho preparato questo concorso, poi ci sono i sommelier della delegazione, persone veramente preparate, che mi hanno regalato utili consigli insomma un luogo dove vige la cultura del vino”.

Ti ripropongo una “vecchia” domanda: è arrivato il momento di lasciare i numeri della banca per approdare definitivamente ai calici del vino?
“I miei impegni nel settore “vinicolo” si sono intensificati già prima di questo traguardo: consulenze e corsi lungo tutto lo stivale, adesso so che tutto aumenterà in modo esponenziale. I primi mesi dell’anno serviranno a fare un punto sullo stato dell’arte della mia vita professionale, ancora non c’è niente di certo ma ci sono tante opportunità da valutare. Ho bisogno di riflettere ancora un po’ poi dovrò prendere una decisione, ma per questo dovremo risentirci”.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.