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“Il regno delle ultime possibilità”: l’instabile bilanciamento tra compromessi, bugie e rassegnazione

“Il regno delle ultime possibilità”: l’instabile bilanciamento tra compromessi, bugie e rassegnazione
Written by Simone Baldi

Credits: © Nutrimenti

In ogni matrimonio c’è un momento di instabilità, un allontanamento figlio delle convergenze tra gli eventi esterni e il nostro modo di reagire ad essi. Scevri dal concetto di colpa, i nostri atteggiamenti rivelano molto dei nostri dispiaceri, ferite, disillusioni e speranze: un germoglio insperato, a volte una seconda opportunità, che si rivela come un errore madornale, potrebbe generare delle positività insperate, a patto di sopportare il dilemma morale circa l’altra persona che vive al nostro fianco, come ne “Il regno delle possibilità ultime” (Steve Yarbrough, Nutrimenti, 2019, 285 pp, 18€).

Kristin e Cal sono una coppia di cinquantenni che stanno attraversando un grosso sconvolgimento nelle loro vite: per colpa della crisi, lei viene licenziata da vicedirettrice del personale di una prestigiosa università californiana. Nel tentativo di ricominciare si vedono costretti a trasferirsi sulla costa Est, nel Massachussets, dove lei riesce ad ottenere una carica pressoché equivalente in una università di medio livello. Seppur non paragonabile al suo precedente lavoro, è un’opportunità per un altro inizio. Mentre lei cerca di adattarsi al nuovo impiego suo marito, musicista provetto ma dal talento cristallino e carpentiere tuttofare, si adopera per rimettere a posto la casa dove sono andati ad abitare, bisognosa di cure e sistemazioni. Nei primi tempi in cui cercano di trovare un ritmo alle loro rispettive occupazioni, ciascuno trascorre il proprio tempo dietro alle proprie mansioni, in un tentativo di bilanciare lavoro e vita sentimentale. È in questo contesto di cambiamenti e instabilità che Kristin conosce Matt, il loro vicino, un quarantenne separato e con due figlie, che si occupa della preparazione dei panini in una specie di tavola calda, ma segretamente appassionato di letteratura, tanto da regalare a lei una copia de “Le braci” di Sandor Marai, un romanzo sul tradimento, dove la protagonista principale ha il suo stesso nome: Krisztina. Anche per lui quel lavoro è stato un nuovo inizio, dopo essere stato scoperto a rubare nella libreria cittadina, aver visto fallire il suo matrimonio ed essersi sentito un fallito. Durante una serata in cui Cal è andato ad un concerto, a Kristin si allaga il seminterrato e Matt è l’unico di sua conoscenza in grado di darle una mano. Risolto il problema, e prima che lui se ne vada, lei gli chiede un abbraccio. Ma ciò che per lei è solo un gesto isolato, per lui è la possibilità iniziale di una storia a cui non aveva minimamente pensato. Da lì a poco i due diventano, nella loro stessa incredulità, amanti, vedendosi segretamente e ritrovandosi in una casa disabitata di cui lui possiede le chiavi. Sono incontri in cui i due condividono lo stupore per questa insperata felicità ritrovata, un’opportunità tardiva, ma anche la solitudine di non avere una persona accanto, una che sappia completarli e renderli veramente felici, dove Kristin racconta di Philip, il suo primo marito e della fine improvvisa, e per questo traumatica, della loro unione. Neppure Cal sembra aver lenito questo dolore e riportato una vera felicità in lei, perché le distanze e i segreti che i due nutrono vicendevolmente appaiono essere molti. La gestione della loro unione, secondo cui ciascuno lascia all’altro i suoi spazi, si rivela più un meccanismo di comodo che una vera fiducia reciproca, vista l’assenza di interesse, empatia e reale conoscenza nei confronti del partner. A fare da cornice a questi terremoti emotivi, il nuovo lavoro di Kristin, che le riserverà un’amara sorpresa, una rapina in cui finirà coinvolto Cal, e che ne rivelerà una natura sconosciuta anche a lui, e le bugie che tutti, inevitabilmente, metteranno in gioco, pur odiando il fatto stesso di farlo, senza peraltro poterlo evitare. Su un terreno disseminato di cicatrici e disinteresse, un nuovo amore, seppur con una grande differenza d’età, potrebbe rivelarsi come una nuova pugnalata o l’ultimo, insperato afflato di vita, la boccata d’ossigeno necessaria per la propria sopravvivenza. Per Kristin sarà più forte l’egoismo o il senso di responsabilità verso la propria stabilità matrimoniale? Potrà Cal ignorare, ed eventualmente affrontare, quei piccoli ma evidenti cambiamenti in sua moglie? E, in ultimo, come farà Matt a conciliare le sue fantasiose aspettative con la concreta realtà?

Romanzo sulla imprevista e imprevedibile conseguenza che crisi esistenziale ha sul matrimonio, delle ragioni che ci spingono lontano dalle abitudini consolidate, per la semplice ragione che, una volta esaurita la spinta propulsiva dei sentimenti (ammesso che si siano mai stati), una routine rodata non può essere la base necessaria e sufficiente perché due persone continuino a stare insieme. L’allontanamento progressivo di Kristin e Cal ha origini remote, radicate in ciascuno di loro, tanto nel disamore di lei scaturito dal fallimento del primo matrimonio quanto per la muta rassegnazione di lui nei confronti di un presente che sembra sempre la riproposizione di una colpa passata. A fare da sottofondo c’è una narrazione compassata, dalla tensione emotiva pulviscolare, capace di scivolare tra le pieghe di un’atmosfera rarefatta ma definita al tempo stesso, in cui si percepiscono le criticità personali senza però avvertirne l’inevitabile crollo individuale, capaci di definire la situazione della società americana della crisi degli anni Duemila.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.