Books Letti per Voi

“Dark Harlem”: la rivincita dell’emulo del Dottor Watson

“Dark Harlem”: la rivincita dell’emulo del Dottor Watson
Written by Simone Baldi

© Fazi Editore

Ragione e mistero sono un duo complementare: il secondo non ha senso senza il primo, che però non ha ragion d’essere senza la sua nemesi. E quando al mistero si assomma la componente esoterica, il mix diventa ancor più intrigante. Sullo sfondo della Harlem dei primi anni ’30, regno degli afroamericani e loro territorio d’elezione, tra le luci notturne e la vita frenetica di un quartiere che non dorme mai, una strana coppia di amici si reca in un posto ancor più strano, dando vita all’incredibile serie di eventi al centro di “Dark Harlem” (Rudolph Fisher, Fazi Editore, 2017, 314 pp, 16€).

Jinx Jenkins e Bubber Brown, infatti, sono un duo scalcagnato che, quasi per caso, si ritrova nello studio del più famoso medium della città: Frimbo. Attirati dalla sua fama, saranno venuti sicuramente in cerca di risposte e suggerimenti per uscire da una vita mediocre e d’insuccessi. Eppure, qualcosa non va, perché dopo poco che il primo di loro viene fatto accomodare nello studio, questi esce tutto trafelato, bianco in volto quanto un uomo di colore possa esserlo, sconcertato dall’aver scoperto della morte del paragnosta. Brown, quindi, corre in giro alla ricerca dello studio di John Archer, un medico. Hanno bisogno di sapere le cause della morte di Frimbo, se ci sia qualcosa che possa aver contagiato anche loro o semplicemente se debbano o meno temere per la loro vita. Quando il medico arriva, ne constata il decesso e, chiamata la polizia, vengono raggiunti da Perry Dart, l’investigatore più famoso di tutta Harlem. Da questo momento, l’indagine può cominciare. Come un emulo di colore di Sherlock Holmes, Dart interroga Jinx e Brown, chiedendo loro i motivi della loro visita e facendosi raccontare dettagliatamente i particolari della stanza dove il medium è stato ritrovato. Ad ogni teoria dell’investigatore fanno da contrappunto le osservazioni di Archer, come un Watson redivivo e in odore di rivincita, che smontano le possibili ricostruzioni dell’accaduto, facendone notare le incongruenze, e propongono soluzioni alternative. In breve, i sospetti ricadono su Jinx, visto che una sua impronta è stata ritrovata sul fazzoletto che era stato ritrovato nella gola di Frimbo, come causa del suo decesso. È uno shock quando il corpo del defunto scompare misteriosamente nel nulla. Come ha fatto Jenkins, costantemente sorvegliato, a trafugare il cadavere? E dove lo ha nascosto? Se prima la sua posizione era solo indiziaria, adesso le aggravanti si sommano, ultima anche la scoperta che suo fratello Hicks si è ammalato dopo una maledizione ricevuta dal medium in persona. E la vendetta, si sa, è il primo dei moventi. Ma potrebbe essere stata anche la malavita di Harlem, stufa delle continue vincite del mago alle scommesse, e non più disposta a sborsare denaro invece che incassarlo. Potrebbe essere stato chiunque allora. Ma dopo un lavoro d’ipotesi, proprio quando le piste si assottigliano e convergono tutte in modo deciso verso Jinx, accade l’inverosimile: Frimbo torna dal mondo dei morti, risorto a nuova vita. È mai possibile un simile ritorno dall’aldilà o si è trattato di un trucco fin dal primo momento? Tra lo sconcerto di Dart e lo scetticismo di Archer, l’indagine riparte per la seconda volta, dovendo ricostruirsi fin dal principio, nello stupore generale.

Giallo ironico e brillante, dai continui colpi di scena e capovolgimenti di fronte, primo romanzo pubblicato da un afroamericano (nel 1932), ricalca le orme di Conan Doyle e del suo più celebre personaggio: Sherlock Holmes. Ma, ribaltandone le gerarchie, stavolta è John Archer, medico anche lui, a prendersi la rivincita sull’investigatore Perry Dart, con le precisazioni puntuali e corrette circa lo svolgimento degli eventi. Le ipotesi vengono proposte e smontate di fronte agli occhi del lettore, che può seguire passo passo i ragionamenti, tentando di indovinare cosa (e come) sia accaduto in realtà. Tra una battuta di spirito, uno humor nero e confessioni a mezza bocca, la verità verrà macabramente a galla, dipanando una matassa oscura e paranormale.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.