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Teatro Francini di Casalguidi: il programma del 2020

Teatro Francini di Casalguidi: il programma del 2020
Written by Redazione

Credits: © Ph. Gianni Coccia

Con la primavera 2020 torna l’appuntamento con la stagione di prosa del Teatro Francini di Casalguidi, promossa in stretta collaborazione tra Comune di Serravalle Pistoiese e Associazione Teatrale Pistoiese. Sette gli spettacoli in cartellone, da febbraio a aprile (tre serali e quattro in orario scolastico), con proposte ed incursioni tra teatro, musica, umorismo, poesia e letteratura, che si inseriscono nella felice linea di successo degli ultimi anni: l’obiettivo è offrire una stagione per tutti i gusti, capace non solo di stimolare un sempre più stretto legame affettivo fra cittadini e teatro, ma anche di attrarre, nell’accogliente, piccola sala di Casalguidi, il pubblico da fuori comune.
Dopo il gradimento riscosso lo scorso anno dalla serata in musica con Lorenzo Baglioni, la stagione serale si apre sabato 22 febbraio (ore 21) ancora con una proposta musicale, PASSO DOPO, all’insegna dello humour scanzonato e intelligente di un musicista sopraffino come Francesco Bottai che, dopo l’esperienza decennale di grande successo con I Gatti Mézzi, gruppo pisano ‘cult’, ha intrapreso uno carriera solistica, allargando i suoi orizzonti compositivi e testuali per approdare a una forma canzone più ampia e matura. Tra storie e canzoni surreali quanto comiche, si dipana la narrazione, un microfono, una chitarra e un piano luci. Lo spettacolo è stato pensato e messo in scena con la collaborazione de Gli Omini e l’incontro di queste due sensibilità ha dato vita ad una rappresentazione inedita, sicuramente coinvolgente per il pubblico.
Una grande Signora della scena, Monica Guerritore, è l’attesa protagonista del secondo appuntamento, domenica 29 marzo (ore 21) con lo spettacolo, da lei diretto e interpretato, DALL’INFERNO ALL’INFINITO, prodotto dalla Compagnia Orsini: un affascinante ‘viaggio interiore’ attraverso le voci più alte della poesia e della letteratura, che si snoda a partire dalle terzine della Divina commedia (traghettandoci ‘idealmente’ nel clima delle celebrazioni per il sommo poeta del 2021) attraverso i testi di altri celebri autori, (Morante, Pasolini, Hugo, Flaubert, Leopardi, Pavese fino a Valduga, Eco e Galimberti), in un volo ininterrotto di apparizioni e immagini mentali che portano con sé archetipi simili, accompagnati dalla scelta di musiche di grande suggestione, Kancheli e Sakamoto, ma anche Barber e Amalia Rodriguez. Nelle parole della stessa Guerritore, l’intento è di sradicare i versi danteschi “dalla loro collocazione ‘conosciuta’ e restituire loro un ‘senso’ originario e potente, sicura che la forza delle parole di Dante, togliendole dal canto e dalla storia, ci avrebbe condotto alle zone più dense, oscure e magnifiche dell’animo umano”.
Come sempre attenta alle proposte di artisti del territorio e della nuova scena drammaturgica, la stagione serale del Teatro Francini di Casalguidi si conclude giovedì 30 aprile (ore 21) con BELLA BESTIA firmato a quattro mani da Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi, lavoro prodotto da Officine della Cultura e che ha debuttato nel giugno 2019 al Festival “Inequilibrio” di Castiglioncello, registrando un bel successo di pubblico e di critica. Provengono da percorsi paralleli le due attrici e autrici: Francesca Sarteanesi con Gli Omini dal 2006, Luisa Bosi con la compagnia Murmuris, nella quale è attiva anche come organizzatrice. Nato dall’esigenza delle artiste di sperimentare nuove strade e di confrontarsi a partire da vicende autobiografiche, lo spettacolo è un viaggio – riflessione, tra vita reale e realtà immaginaria, nell’intimità di due donne attraverso una drammaturgia che colpisce per il dialogo serrato, quotidiano e un po’ surreale. “È un grande incendio la Bella Bestia. È una fiamma che certe volte stai solo a guardare, certe altre ce l’hai addosso e non cerchi neanche l’acqua per spegnerla, perché quel calore improvviso ti piace. È il bordo, è il ciglio, è quel punto dove ti conviene restare per non dover decidere se tornare indietro o andare avanti…”
Molte attese ogni anno anche le proposte della sezione “A Teatro con la Scuola!”, destinate alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado, programmate alle ore 10.30.
Il sipario si alza martedì 4 febbraio con Brutta novella. Buongiorno, come posso aiutarla?, un progetto targato Funaro e Associazione Teatrale Pistoiese, che lo produce. Scritto da Francesca Giaconi, vede in scena Ornella Esposito con la partecipazione straordinaria, in video, di Massimo Grigò e la collaborazione artistica e gli oggetti di scena di Antonella Carrara. Uno spettacolo che, attraverso lo U.I.F. Ufficio Informazione Fiabe e la sua centralinista Novella (abilissima nel dare suggerimenti a nonne e mamme del mondo reale su come raccontare le storie…), ci fa capire quanto le fiabe ci aiutino a crescere e siano uno strumento fondamentale per entrare in contatto con il mondo delle emozioni, sviluppare l’immaginario ed avvicinarsi al mondo reale (fascia d’età: 5/8 anni).
La storia la conosciamo tutti: un soldatino di stagno senza una gamba e lei, la splendida ballerina del carillon; tra di loro, un grande sentimento nato su un castello di carta, nella stanza da gioco di un bimbo e a dividerli, un sacco di disavventure, tra cui ragazzacci di strada, tanta acqua, un enorme pesce, topi e tombini. Mirco Zoppello firma testo e regia de Il Soldatino di stagno, originale adattamento de Lo Schiaccianoci di Ciajkovskij, ispirato alla fiaba di Andersen, interpretato da Giorgio Castagna e Lorenzo Bachini, che esegue anche, dal vivo, le musiche di scena. Lo spettacolo è prodotto da Nata/Stivalaccio Teatro – T.I.R. Teatri in residenza (lunedì 17 febbraio; fascia d’età 4/10 anni).
Non potevano mancare nel programma 2020 i burattini de I Pupi di Stac, ‘storica’ compagnia di Firenze diretta da Enrico Spinelli, che si rivolge stavolta ai suoi giovanissimi spettatori proponendo una versione de I TRE PORCELLINI, per la regia di Andrea Monticelli, assai aderente alla storia originale ma con l’uso di molta ironia per stemperare … la paura del Lupo. La compagnia ha lavorato molto sulla ‘costruzione’ dei personaggi, delle casette e dei vari materiali e come sempre sarà il dialogo con il pubblico ed il ritmo teatrale assai serrato alla base della vivacità e dell’imprevedibilità della narrazione (mercoledì 4 marzo, fascia d’età: 3/10 anni).
Torna infine, giovedì 26 marzo, anche Gianluigi Tosto con una nuova tappa del progetto “Il Canto e la Memoria”. Dopo l’Odissea proposta nella stagione 2019, l’artista, che da alcuni anni ha fortemente orientato il proprio lavoro alla narrazione, ponendo particolare attenzione alla musicalità del verso e della parola e alla loro relazione con la musica (attraverso l’uso di strumenti inusuali ed evocativi come djembé, gong, ciotole tibetane), porta in scena la sua lezione-spettacolo dedicata all’Iliade. La voce dell’attore incarna di volta in volta il punto di vista più oggettivo del narratore o quelli, più emotivamente sentiti, dei vari personaggi, sullo sfondo delle battaglie raccontate da Omero e ponendo in primo piano i grandi, eterni sentimenti dei personaggi umani, con virtù e debolezze, passioni e sofferenze che, ancora oggi, dopo migliaia d’anni, toccano con le loro corde gli animi di tutti noi (fascia d’età: 11/14 anni).
La prevendita per gli spettacoli serali si effettua alla Biblioteca Eden di Casalguidi (0573 917414 biblioteca@comune.serravalle-pistoiese.pt.it) nei giorni indicati nel programma; dal giorno seguente all’inizio della prevendita sarà possibile prenotare i biglietti anche alla Biglietteria del Teatro Manzoni di Pistoia (0573 991609 – 27112). Rimangono invariati i prezzi dei biglietti: 11 euro per gli spettacoli serali, 5 euro per gli appuntamenti per le scuole.
Info: Ufficio Cultura – Comune di Serravalle Pistoiese 0573 917204 www.comune.serravalle-pistoiese.pt.it cultura@comune.serravalle-pistoiese.pt.it

Un ringraziamento alla Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo

IL PROGRAMMA 2020

sabato 22 febbraio 2020, ore 21
PASSO DOPO
di e con Francesco Bottai (ex Gatti Mézzi)
con la collaborazione de Gli Omini
prevendita da lunedì 17 febbraio
“Lo spettacolo è un viaggio buffo nel mio mondo, fatto di storie e canzoni surreali quanto comiche, attraverso le quali si dipana la narrazione. È uno spettacolo di Teatro Canzone, asciutto e sincero, che privilegia l’empatia alla scenografia: un microfono, una chitarra e un piano luci. Dopo l’esperienza decennale con I Gatti Mézzi c’è la voglia di allargare gli orizzonti compositivi e testuali per approdare a una forma canzone più ampia e matura e che rispecchi lo stato attuale della propria esistenza. In questo senso mi libero dai vincoli della sola toscanità per sondare la molteplicità dei territori che mi appartengono e mi stimolano. Lo spettacolo è stato pensato e messo in scena con la collaborazione della compagnia teatrale de Gli Omini, molto attiva sul territorio e che ha ormai un’identità vera nell’ambiente teatrale nazionale. L’incontro di queste due sensibilità ha fatto scaturire una rappresentazione inedita e coinvolgente.” (Francesco Bottai)
Francesco Bottai, cantautore e attore di teatro, nasce a Pisa nel 1977. Nel 2005 fonda, insieme a Tommaso Novi, “I Gatti Mézzi” progetto con il quale incide 6 dischi vendendone oltre 50.000 copie. Intorno a 700 i concerti fatti (tour in Canada, Francia e Belgio), vince vari premi come il Premio Ciampi, Premio della Satira, Premio Barezzi e arriva in finale al Premio Tenco. Svariate le collaborazioni: Stefano Bollani, Dario Brunori, Bobo Rondelli, Paolo Migone, Petra Magoni, Dario Fo, Ascanio Celestini, Andrea Kaemmerle, Gianmaria Testa, Bandabardò, The Zen Circus, Alessandro Fiori, Nico Gori, Beppe Scardino, Mirko Guerrini, Tony Cattano, Francesco Carmignani e altri… Nel Maggio 2017 esce “Vite Semiserie”, per l’etichetta Labella, suo primo disco solista. Nel 2018, sempre per l’etichetta Labella, il singolo “Passo dopo”.

domenica 29 marzo 2020, ore 21
DALL’INFERNO ALL’INFINITO
diretto e interpretato
da Monica Guerritore
Compagnia Orsini
prevendita da lunedì 23 marzo
“Nella mia intenzione, il desiderio forte di sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione ‘conosciuta’ per restituirgli un ‘senso’ originario e potente, sicura che la forza delle parole di Dante, togliendole dal canto e dalla storia, ci avrebbe restituito un senso originario, ci avrebbe condotto all’interno delle zone più dense, oscure e magnifiche dell’animo umano. Sicura che, seguendo un percorso di incontro con le sue figure di riferimento (Virgilio, il suo super-Io, Beatrice/Francesca e gli aspetti del Femminile, il Caos dell’Inferno, Ugolino, il Padre) si sarebbe potuta avvicinare intimamente l’ispirazione originale di Dante nell’affrontare la Divina Commedia. Senza paura dei tagli e senza paura di proseguire quel racconto con parole, e testi altissimi di altri autori, più vicini a noi, come Morante, Pasolini, Valduga.
A noi solo il merito di ‘esserci’ e ‘dire’ e ‘ascoltare’. A voce alta… Col cuore e con la testa… E alla fine e naufragar m’è dolce in questo mare (…) e quindi uscimmo a riveder le stelle. Forse…” (Monica Guerritore)
La potente forza creativa dell’Immaginazione delle pagine di Hillmann e Citati accompagnano e forse spiegano (in parte) la discesa nel nero, nell’intima natura umana, che Dante mette in versi nei canti iniziali dell’Inferno (Divina Commedia); la sua ricerca e il suo incontro con le parti del Sé. Nelle bellissime parole di Wagner, la forza della musica (che accompagna tutta la performance) diventa motore emotivo e precede, accompagna e amplifica il tormento delle passioni amorose (Paolo e Francesca), di abbandono (La Tentazione della Valduga), di ferocia come nel canto del conte Ugolino. Di abissi naturali che portano in scena anche figure materne e paterne: Pasolini, Morante. Tutto rende la ricerca e il racconto interiore e poetico di Maestri lontani tra loro per epoca, un’unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del Sé.. Le parole di Umberto Eco e del grande psicanalista Galimberti accompagnano, noi uomini di oggi, nella comprensione del nostro Inferno interiore e dell’Infinito intuìto…Tutto percepito e a noi consegnato da un’unica fonte, l’Intuizione artistica, di uomini e donne che hanno “cercato se stessi.” (C. Pavese).
Testi | Dante Alighieri – La Divina Commedia I canto – II canto (Incontro con Virgilio/Beatrice) – III canto (Ingresso nell’Inferno) – V canto (Paolo e Francesca) – XXXIII canto (Conte Ugolino) – XXXIV canto (uscita dall’Inferno) Pier Paolo Pasolini: Supplica a mia madre – Elsa Morante: Menzogna e sortilegio (inizio) – Patrizia Valduga: Cento Quartine (la Tentazione) – Gustave Flaubert: Madame Bovary (estratto) – Victor Hugo: Pathmo – Giacomo Leopardi: L’Infinito – Cesare Pavese: Ultimo scritto
Musiche | Giya Kancheli: Largo molto da Opera, diretto da Rudolf Werthen – Alberto Iglesias: Alice vive – Ryūichi Sakamoto: Heartbeat – Samuel Barber: Adagio per archi e oboe, diretto da Leonard Bernstein – Musica etnica indiana – Amalia Rodriguez: Caminhos dos deus – Eleni Karaindrou: Depart and Eternity theme – Craig Armstrong: Laura’s Theme
Lo spettacolo ha aperto le giornate della lingua italiana 2015 all’Accademia della Crusca e nell’Aula Magna dell’Università la Sapienza di Roma

giovedì 30 aprile 2020, ore 21
BELLA BESTIA
di e con Francesca Sarteanesi e Luisa Bosi
Officine della Cultura
con il contributo di Regione Toscana
con il sostegno di Armunia Festival Inequilibrio
Centro di Residenza della Toscana Armunia/Capotrave Kilowatt
prevendita da venerdì 24 aprile
La Bella Bestia un giorno arriva e si piazza lì. Attraversa le città, ferma il tempo e inverte i giorni. Decide lei quali saranno le feste comandate. Decide lei. Ti prende per mano e ti accompagna passo passo laggiù in quel posticino che avevi sentito dire, ma che non avevi mai visto. Prende le parole, gli cambia significato. Si nasconde, ricompare e non ti dà pace. La Bella Bestia disabitua.
È un grande incendio la Bella Bestia. È una fiamma che certe volte stai solo a guardare, certe altre ce l’hai addosso e non cerchi neanche l’acqua per spegnerla, perché quel calore improvviso ti piace. È il bordo, è il ciglio, è quel punto dove ti conviene restare per non dover decidere se tornare indietro o andare avanti. La Bella Bestia ti fa scordare che se piove ti devi riparare.
Ti ci affezioni, cerchi di addomesticarla ma un giorno gira la testa all’improvviso e ti porta via una mano. E tu la carezzi con l’altra.
Francesca Sarteanesi lavora con la Compagnia Gli Omini dal 2006. Attrice, autrice e artista.
Luisa Bosi lavora con la Compagnia Murmuris dal 2008. Attrice e organizzatrice.
Lo spettacolo ha debuttato nel 2019 al Festival “Inequilibrio” di Castiglioncello.

“A TEATRO CON LA SCUOLA!”
spettacoli per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado

martedì 4 febbraio 2020, ore 10.30
BRUTTA NOVELLA
di Francesca Giaconi
con Ornella Esposito
collaborazione artistica e oggetti di scena Antonella Carrara
con la partecipazione straordinaria di Massimo Grigò
Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
(fascia d’età indicata: 5/8 anni)
Le fiabe ci aiutano a crescere, sono uno strumento fondamentale per entrare in contatto con il mondo delle emozioni, sviluppare l’immaginario e attivare quei meccanismi di crescita necessari ad avvicinarsi al mondo reale. Affrontare il bene e il male attraverso il filtro dei personaggi delle fiabe, aiuta i bambini nella comprensione di ciò che è giusto e cio che è sbagliato. Tutti i personaggi hanno un ruolo importante all’interno della storia ma a volte le storie si dimenticano, i particolari ci sfuggono. Per questo esiste la UIF Ufficio Informazioni Fiabe, il servizio di aiuto del mondo delle fiabe dove la centralinista Novella oltre ad aiutare nonne e mamme del mondo reale a raccontare le storie, aiuta il lupo a capire il suo vero valore. Il mondo delle fiabe infatti sta vivendo un momento di crisi, il lupo non ha più voglia di essere considerato cattivo e di fare paura a tutti, vorrebbe divertirsi, fare una vita normale come tutti gli altri personaggi, conoscere l’amore, la compassione e la felicità. A volte però avere paura è necessario, come ogni altra sensazione la paura fa parte di un bagaglio necessario di emozioni.Così tra telefonate ansiose dei 7 nani, mele perdute e principi ritrovati, il lupo ritorna a vestire i suoi panni di cattivo. Novella con la collaborazione dei bambini riuscirà a convincere il lupo che la paura è un’emozione importante, necessaria alla comprensione dell’istinto del pericolo e che quindi il ruolo del cattivo è importantissimo, deve far parte del mondo delle fiabe insieme a tutti quei personaggi che rappresentano le emozioni positive.
Tutto questo accade alla U.I.F. Ufficio Informazione Fiabe, l’ufficio per il quale Novella lavora, un piccolo ufficio composto da una scrivania sulla quale si trovano diversi telefoni che durante lo spettacolo aiuteranno Novella ad animare l’immaginario dei bambini attraverso conversazioni surreali con personaggi diversi / voci registrate.

lunedì 17 febbraio 2020, ore 10.30
IL SOLDATINO DI STAGNO
testo e regia Marco Zoppello
con Giorgio Castagna e Lorenzo Bachini
scenografie Marco Zoppello
musiche dal vivo Lorenzo Bachini
Nata/Stivalaccio Teatro
(fascia d’età indicata: 4/10 anni)
La storia la conosciamo tutti: lui, un soldatino di stagno senza una gamba e lei, la splendida ballerina del carillon; tra di loro, un grande sentimento nato su un castello di carta, nella stanza da gioco di un bimbo e a dividerli, un sacco di disavventure, tra cui ragazzacci di strada, tanta acqua, un enorme pesce, topi e tombini. Un originale adattamento dello Schiaccianoci di Ciajkovskij, ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen, narrato con la musica eseguita dal vivo.
È una di quelle storie che quando te la raccontano, non te la scordi più, forse perché parla d’amore, di diversità, di coraggio; tratta della vita, con le sue ombre e luci e le sue trasformazioni, che avvengono perché succedono e basta, senza drammi. Poiché nulla finisce, ma tutto si trasforma.

mercoledì 4 marzo 2020, ore 10.30
I TRE PORCELLINI
di Enrico Spinelli
regia Andrea Monticelli
burattini originali Roberta Socci
oggetti di scena Beatrice Carlucci
con Beatrice Carlucci e Enrico Spinelli
Pupi di Stac
(fascia d’età indicata: 3/10 anni)
La mamma è arrabbiata coi suoi tre porcellini che litigano di continuo. Decide che debbano andarsene da casa ed affrontare ciascuno la sua vita. I fratelli, non trovandosi d’accordo, decidono che ciascuno di loro costruisca la propria casa. Si assiste alle tre costruzioni, dalla più accurata a quella rapida e sbrigativa del più piccolo. C’è però in giro un lupo affamato che deve anche compiacere la moglie petulante. Col potente soffio fa volare via la paglia della casetta del piccolo Ciccio che però riesce a sfuggirgli e a rifugiarsi nella casa di legno del fratello Bernardo, che ama fare lo sbruffone. Con uno spintone il Lupo riesce a sgangherare anche la seconda casetta, ma non acchiappa i due porcellini che si rifugiano dal maggiore, Andrea, che ha costruito una bella casa di mattoni e calcina. La Lupa dà l’ultimatum al marito: vuole in tavola al più presto una pietanza di maialino. Gianrico, così si chiama il Lupo pasticcione, le prova tutte ma la costruzione è fatta a regola d’arte e dunque resiste. Si traveste da vecchietta ma viene smascherato. Cerca di introdursi, infine, dal comignolo ma cade nel pentolone preparato apposta dai tre porcelli e finisce bruciato dall’acqua bollente e bastonato dalla moglie. La mamma, pentita della sua severità, teme che i piccoli siano stati preda del lupo, ma li ritrova sani e salvi assieme ad una buonissima pastasciutta!!I Pupi di Stac si rivolgono questa volta ai più piccini, interpretando la celebre fiaba nel loro stile inconfondibile e con l’uso di molta ironia per stemperare la paura del Lupo. Una versione, comunque, molto aderente alla storia più famosa. La compagnia ha lavorato molto sulla ‘costruzione’ dei personaggi, su quella delle casette e sui materiali. Molto farsesca l’introduzione della sposa Lupa che ridicolizza il marito affamato e perdente.

giovedì 26 marzo 2020, ore 10.30
ILIADE.
progetto IL CANTO E LA MEMORIA
lezione-spettacolo di e con Gianluigi Tosto
N.E.M. Nuovi Eventi Musicali
(fascia d’età indicata: 11/14 anni)
Nell’Iliade i sentimenti non conoscono mezze misure e da tale integrità scaturisce la struttura netta, decisa, a tinte forti, della narrazione. L’ira di Achille, la superbia e l’arroganza di Agamennone, la celebrazione della potenza dell’esercito greco nel celebre catalogo delle navi, la cruenza delle battaglie, lo slancio giovanile di Patroclo, l’eroismo di Ettore, il dolore di Priamo: tutto assume dimensioni epiche e un sapore ancestrale, quasi primitivo, ogni situazione esprime un sentimento nella sua totalità.
La voce dell’attore incarna di volta in volta il punto di vista più oggettivo del narratore o i punti di vista più emotivamente sentiti di alcuni dei personaggi coinvolti nella vicenda. Sullo sfondo delle battaglie raccontate da Omero, necessariamente ridotte nella loro ampia articolazione, si è voluto porre in primo piano soprattutto questi grandi sentimenti dei personaggi umani, le loro virtù e le loro debolezze, le loro passioni e le loro sofferenze che, ancora oggi, dopo migliaia d’anni toccano con le loro corde gli animi di tutti noi. Quanto agli strumenti, il suono di guerra del djembé accompagna la lite fra Achille e Agamennone o l’esibizione di forza dei Greci nel catalogo delle navi; delle mazze di ferro ritmano le cruente battaglie fra i due eserciti; il gong annuncia l’intervento sempre decisivo degli dèi; i campanellini indiani fanno emergere dal mare Teti, la madre di Achille, e la innalzano in cielo al cospetto di Giove; la ciotola tibetana evoca il sogno di Agamennone o celebra le esequie funebri di Ettore.
La traduzione utilizzata è, di base, quella di Vincenzo Monti che, rispolverata dalla patina scolastica, si è rivelata la più evocativa e la più adatta a lasciare emergere l’andamento lirico e musicale dell’opera, senza nulla togliere alla concretezza e allo spessore emotivo dei sentimenti espressi. Ma ho voluto alternare, per variare il linguaggio e i ritmi, anche altre traduzioni, quale quella del Romagnoli, o altre più moderne come quelle di Calzecchi Onesti e di Giammarco.
La prevendita per gli spettacoli serali si effettua alla Biblioteca Eden di Casalguidi (0573 917414 biblioteca@comune.serravalle-pistoiese.pt.it) nei giorni indicati nel programma; dal giorno seguente all’inizio della prevendita sarà possibile prenotare i biglietti anche alla Biglietteria del Teatro Manzoni di Pistoia (0573 991609 – 27112).

PREZZI BIGLIETTI
Posto unico non numerato Spettacoli serali € 11,00
Posto unico non numerato Spettacoli per le scuole € 5,00

INFORMAZIONI
Ufficio Cultura – Comune di Serravalle Pistoiese 0573 917204 www.comune.serravalle-pistoiese.pt.it
cultura@comune.serravalle-pistoiese.pt.it a seguire Biblioteca e ATP

Associazione Teatrale Pistoiese
0573 991609 – 0573 27112
www.teatridipistoia.it
atp@teatridipistoia.it

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Redazione

La Redazione di The Wolf Post