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Al teatro Manzoni di Pistoia va in scena “Il costruttore Solness”

Al teatro Manzoni di Pistoia va in scena “Il costruttore Solness”
Written by Redazione

Credits: Umberto Orsini © Ph. Alessandro Serra

Umberto Orsini, ospite a Pistoia più di chiunque altro e sicuramente un amico del Teatro Manzoni, è soprattutto uno dei massimi interpreti del nostro Teatro. Al lavoro con i grandi registi (da Visconti a Zeffirelli, da De Lullo a Patroni Griffi, oltre ai lunghi sodalizi con Ronconi e Lavia), ha alternato un confronto vivace con le nuove voci della scena: da De Capitani a Delbono, da Longhi a Roberto Valerio e da Massimo Popolizio fino ad Alessandro Serra, il regista pluripremiato delle ultime stagioni, che firma lo spettacolo Il costruttore Solness dal capolavoro di Henrik Ibsen, di cui Orsini è protagonista nel ruolo del titolo. Il lavoro, prodotto da Compagnia Orsini e Teatro Stabile dell’Umbria, arriva sul palco del Manzoni dal 7 al 9 febbraio (feriali ore 21, festivo ore 16), tappa di una lunga tournée di grande successo: con Orsini, in scena un cast di livello composto da Lucia Lavia (Hilde), Renata Palminiello (Aline), Pietro Micci (Dottor Herald), Chiara Degani (Kaja), Salvo Drago (Ragnar) e Flavio Bonacci (nel ruolo di Knut Brovik),

Per il ciclo “Il teatro si racconta” Umberto Orsini incontra il pubblico nella platea del Manzoni sabato 8 febbraio (ore 17.30); conduce Andrea Nanni, critico di teatro.

Come illustra Alessandro Serra nelle note di sala, “Solness è un grande costruttore che edifica la propria fortuna sulle ceneri della casa di famiglia della moglie derubandola di ogni possibile felicità futura. È terrorizzato dai giovani che picchiano alla porta e chiedono ai vecchi di farsi da parte. Ma la giovane Hilde non si preoccupa di bussare, irrompe con implacabile energia. Solness si nutre della vita delle donne che lo circondano ma quest’ultima gli sarà fatale e lo accompagnerà, amandolo, fino al bordo del precipizio.”

“È da moltissimo tempo – commenta Umberto Orsini – che nutro per Solness un interesse vivissimo. Paradossalmente le ragioni di questa passione stanno nella consapevolezza delle difficoltà che questo capolavoro di Ibsen può creare a chi osasse metterlo in scena. È la storia di tanti assassinii. Giovani che uccidono i vecchi spingendoli ad essere giovani e vecchi che uccidono se stessi nel tentativo di raggiungere l’impossibile ardore giovanile. Una storia segnata da uno spregiudicato esercizio del potere. Cercavo un regista di grandi capacità visionarie per metterlo in scena e sono convinto di averlo trovato in Serra che mi ha messo al centro di uno spettacolo in cui la coralità dei personaggi, che circondano Solness come in una morsa che non dà scampo, gioca un ruolo fondamentale. Sono orgoglioso di presentare una compagnia di giovani talenti che si confrontano con attori di più navigata esperienza con un senso della disciplina e della dedizione che mi fa ricordare le grandi compagnie di quel passato nel quale io ho ancorato le mie radici più profonde. Grazie a Flavio, a Lucia, a Renata, a Pietro, a Chiara e a Salvo che hanno reso possibile il miracolo di farmi ancora una volta sognare”.

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La Redazione di The Wolf Post