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“Il sale della terra”: la salvezza è la meta di un viaggio disperato

“Il sale della terra”: la salvezza è la meta di un viaggio disperato
Written by Simone Baldi

Credits: © Feltrinelli

Cosa si è disposti a fare per salvaguardare l’ultimo affetto rimasto? Chi rimane vittima di violenze e soprusi è costretto ad una scelta dolorosa: restare o fuggire. Ma, se rimanere vuol dire condannarsi da soli, anche abbandonare la propria quotidianità non garantisce la salvezza, né tanto meno l’abbandono della paura e dell’insidia in agguato, come ne “Il sale della terra” (Jeanine Cummins, Feltrinelli, 2020, 416 pp, 18€).

Acapulco, la città un tempo meta dei vacanzieri e sogno di una vita rilassante, oggi, ha cambiato aspetto: all’agiatezza e la tranquillità sono subentrate la paura strisciante e l’insicurezza costante per lo strapotere dei cartelli della droga. Lo sa bene Lydia, proprietaria di una libreria in città, perché Sebastián, suo marito, è un famoso giornalista locale, che ha fatto della denuncia dei narcotrafficanti la sua bandiera, tanto da esporlo in prima persona e metterlo seriamente in pericolo. Con loro vive il piccolo Luca, otto anni e già un’intelligenza acuta e precoce. Le loro vite, come quelle di troppi altri, sono minacciate dalla violenza, eppure la convinzione di una costante preoccupazione è la loro massima aspirazione. Per questo, l’irruzione di sicari al quindicesimo compleanno della nipote di Lydia, che terminerà con lo sterminio di tutta la sua famiglia, a cominciare dal marito, lasciando miracolosamente illesa la donna con suo figlio, è un colpo al cuore tanto improvviso quanto devastante. Ma nel Messico controllato dai signori della droga, rimanere vittime della loro ferocia è ormai all’ordine del giorno. Ecco perché Lydia sa di dover abbandonare l’esistenza che hanno condotto fino a quel momento per rifugiarsi più lontano possibile, nel disperato tentativo di scappare, sperando che basti mettere più distanza possibile tra lei e Javier Crespo Fuentes, per tutti La Lechuza (la Civetta), potentissimo boss cittadino. Ma cosa può mai volere un uomo tanto influente da lei? Sicuramente l’articolo che Sebastián aveva scritto la settimana prima ha avuto il suo peso, avendo rivelato al mondo la vera identità di quell’uomo così sfuggente, la mente nell’ombra dei Los Jardineros, temutissima e ferocissima banda di sicari, dalla macabra fama in costante ascesa. Ma c’è dell’altro: un passato condiviso. Perché Lydia aveva conosciuto Javier nella sua libreria, e fin da subito avevano stabilito un feeling particolare, speciale, con quello sconosciuto misterioso. Da quel primo, insignificante tassello di affinità letterarie alla totale infatuazione dell’uomo il passo era stato breve. Respingere chi occupa una posizione tanto potente poteva essere un’arma a doppio taglio, ma anche continuare una frequentazione così ambigua non era certo consigliabile. Così, quella orribile mattanza, aveva decretato quale strada percorrere. E adesso, col cuore spezzato e l’anima in frantumi, Lydia deve solo trovare un modo per sopravvivere, abbandonando le certezze passate e le abitudini consolidate, trasformandosi da madre a migrante senza scrupoli con un bambino piccolo. Da quel momento la paura sarà la loro inseparabile compagna di viaggio, minando forse irreparabilmente la loro fiducia nel prossimo. Nel pericoloso viaggio che dal profondo sud li condurrà verso l’agognato northe, il territorio degli Stati Uniti, toccheranno con mano il destino di chi, come loro, ha dovuto abbandonare tutto per inseguire la speranza di una vita migliore. Solo pochi ce la faranno davvero e Lydia lo sa bene. Non vorrebbe tutto questo per suo figlio, non è pronta ad infliggere una maturità anticipata a un ragazzino di otto anni, ma quando si hanno le spalle al muro la scelta è un lusso che non ci si può permettere. Perciò anche prendere decisioni assurde e insensate, come quelle di saltare sulla Bestia, uno dei terribili treni che attraversano tutto il Messico, in piena corsa, sarà un tassello ineludibile della propria sopravvivenza. Non basteranno forza, resistenza e abilità, anche la fortuna sarà una componente essenziale, e glielo dimostreranno, sia in positivo che in negativo, due sorelle con cui si sentiranno da subito in sintonia e un misterioso ragazzo che sembra seguirle ovunque, senza motivo apparente. Una domanda, una volta arrivati al confine tra Messico e Stati Uniti, s’impone: troveranno qualcuno in grado di condurli verso la loro meta o saranno acciuffati dai sicari di Javier, pronti ad intascare la ricca taglia sulle loro teste, e riportarli indietro?

Uno spaccato del Messico contemporaneo, in cui la normalità è un groviglio inestricabile di corruzione, violenza, paura e indifferenza. Un romanzo che parla del destino comune a migliaia di persone, vittime dello strapotere dei boss della droga, che decidono delle vite altrui a proprio piacimento. Una storia di forza e coraggio, di scelte obbligate e della possibilità di cambiare, di abbandonare le abitudini consolidate per mutare pelle, trasformandosi in chi non si pensava di poter essere, attingendo energie dalla disperazione. Lydia è disposta a fare di tutto pur di salvare Luca e garantirgli un futuro, lontano dalla quella città che ormai rappresenta, per loro, solo morte e disperazione, e il viaggio intrapreso la metterà duramente e costantemente alla prova, sgretolando le sue convinzioni più profonde. Chi decide di abbandonare tutto per l’incognita di una vita migliore lo fa, coscientemente, a proprio rischio e pericolo, ma ciò che non sa, e che invece scoprirà dolorosamente sulla propria pelle, è quanto sia disposto a calpestare i propri principi pur di ottenere il proprio scopo. Un linguaggio duro e pragmatico, psicologico e disilluso, capace di creare pathos dal niente e far esplodere la tensione in un attimo. Splendida (anche se un po’ fuorviante) la copertina, un po’ meno il titolo, che nell’originale “American dirt”, rimanda alla considerazione che hanno gli statunitensi dei messicani: spazzatura.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.