Opinion

Eroi oggi, dimenticati domani

Eroi oggi, dimenticati domani
Written by Piero Pardini

Credits: © Ph. Francesca Mangiatordi

Il 16 marzo del 1978, 42 anni fa, un comando delle Brigate Rosse trucidava la scorta dell’On. Aldo Moro. Cinque vite spezzate dalla follia di un gruppo di fuoco con una preparazione militare.
La notizia, oggi, è passata quasi inosservata. Adesso lo Stato, e i suoi servitori, sta combattendo un’altra tremenda battaglia con un nemico, che si sta portando via la vita di tantissimi concittadini.
Gli eroi di questa guerra, sono i medici e gli infermieri che stanno lottando ormai da settimane per strappare alla morte quante più persone. Ma questa pandemia, come l’ha definita l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sembra, al momento, avere il sopravvento, a causa, anche, del comportamento scellerato che nostri connazionali stanno avendo, a discapito di tutte le indicazioni che esperti, badate bene sottolineo esperti, da tempo stanno veicolando su tutti i mezzi di comunicazione: tv, giornali, social media.
Oggi, questi operatori sono considerati degli eroi. Ci affacciamo ai balconi per applaudirli, oppure accendendo a sera la torcia dei nostri cellulari per far sentire il nostro supporto, il nostro incoraggiamento a chi rischia la propria vita, è il caso di sottolinearlo, per salvare quella altrui, quella di un nostro genitore, amico, un semplice conoscente oppure di uno sconosciuto che ha avuto la sfortuna o la colpa di aver incontrato il nemico invisibile, dal nome strano, COVID-19.
Ieri, una di questi tanti eroi, che oggi tutti ammiriamo, è tornata a casa ma non ha visto e sentito all’imbrunire le voci festose di chi osannava il suo lavoro. È crollata sul divano, proprio come l’infermiera della foto che ha fatto il giro del mondo, dopo dodici ore di turno. Perchè adesso gli orari sono saltati, non esistono più i turni o, meglio, esistono ma sono regolarmente disattesi vista la criticità del momento. Mentre le parlavo dicendo: “Guarda fuori stanno facendo festa per voi” lei già non mi ascoltava, crollata non solo dal duro lavoro di tenere una maschera sul viso che ti taglia la faccia, di indossare abiti particolari pesanti,dove ogni movimento diventa uno sforzo immane, trovando, nonostante la fatica, la lucidità di prendere la decisione giusta.
Gli ospedali di tutt’Italia sono pieni di questi eroi, eroi che, una volta passata la tempesta, torneranno ad essere quelli della sanità che non funziona, e per colpa di alcuni veramente non funziona, ma nessuno si ricorderà di loro, di quanti, per salvare gli altri,perderanno la vita e già si stanno contando questi nuovi servitori dello Stato. Giovanni Falcone scrisse: “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere“. Loro lo stanno facendo, facciamo che non sia un sacrificio inutile, facciamolo anche noi il nostro dovere di cittadini, se possiamo, restiamo a casa.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.