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“La notte alle mie spalle”: la tragica realtà privata delle relazioni famigliari

“La notte alle mie spalle”: la tragica realtà privata delle relazioni famigliari
Written by Simone Baldi

Credits: © Edizioni E/O

Esistono crimini silenziosi dagli effetti devastanti, tragedie annunciate che nessuno ha saputo né potuto evitare, neppure gli stessi interessati. Sono drammi di cui, ogni giorno, veniamo a conoscenza ma in cui pensiamo di non poter essere coinvolti, salvo poi scoprire, nostro malgrado, che tali fatti ci sono più vicini di quanto crediamo, e che possono accadere anche a perfetti insospettabili, persone all’apparenza perfette, ma che nascondono un’anima nera, dalle conseguenze incontrollabili, come ne “La notte alle mie spalle” (Giampaolo Simi, E/O, 2012, 253 pp, 18€).

Furio Guerri, a trentun anni, ha tutto dalla vita: un lavoro come brillante rappresentante per le Industrie Grafiche Aggradi, nel settore culturale della tipografia, una moglie bellissima e perfetta, Elisa Domini, già oggetto del desiderio maschile fin dal liceo e ancora meravigliosa come allora, e una figlia di sei anni, Caterina, innamorata di lui e con cui condivide la sua passione per i Cavalieri dello Zodiaco. A questo si aggiunga la venerazione per la sua auto, una Duetto 1300 del 1970 a coda tronca, in odore di Targa D’Oro per la cura maniacale con cui la mantiene, e la loro casa indipendente nella Valdera, tra Pisa e Firenze, scelta per esigenze logistiche e per l’isolamento della natura e si otterrà il quadro di un uomo felice, lavoratore realizzato e affidabile, marito previdente e padre amorevole. Eppure, nella vita di Furio qualcosa non va. Perché lui, per sua stessa ammissione, due volte alla settimana staziona su una panchina di fronte ad una scuola superiore, cercando di spiare al suo interno. Finché un giorno non riesce ad introdurvisi, fino a trovare un’aula vuota, in cui trova ciò che sta cercando: un maglione di una ragazzina. Non di una a caso, vuole proprio lei. Mentre se ne sta andando, viene fermato da Laura, un’insegnante, che lo scambia per il tecnico informatico e Furio, invece di scappare, si finge chi non è, rischiando. Il suo ardimento è premiato e viene a sapere che lei è l’insegnante di sostegno dell’adolescente che lui sta cercando, che è rimasta vittima di bullismo da parte di altre compagne di classe e che ha avuto un incidente per cui sono stati necessari diversi punti di sutura. Quando finalmente riesce ad uscire, non senza prima aver stretto un legame con la donna, niente sarà più come prima. Ma non era tutta oro splendente, la sua vita? Dietro l’apparenza di rampante rappresentante in carriera si celano le gelosie dei colleghi, le richieste sempre più alte dei suoi capi, gli obiettivi quasi irrealizzabili, i clienti che rimandano in ogni modo i pagamenti e sua moglie che si mostra sempre più insoddisfatta della sua vita da casalinga. Sarà il confronto col fratello, Mariano Domini, brillante primario di una clinica privata, oppure un’esistenza che inizia a starle stretta, fatto sta che Furio scopre prima che Elisa gli nasconde la vera natura di alcune sue uscite serali, poi si propone come segretaria per una sua cara amica, durante la campagna elettorale alle politiche in Toscana. Il rapporto tra loro si sfilaccia, gli attriti aumentano, diventando ogni giorno più forti e aspri, le liti sono la quotidianità e il sesso appagante e spensierato è solo un vago ricordo. Furio cerca in ogni modo di esercitare pressioni psicologiche sulla moglie, facendole presente che è lui a pagare le bollette e regalarle tutto ciò che lei desidera, nel tentativo di instillare in lei il senso di colpa, quel subdolo e strisciante sentimento che dovrebbe ricondurla, nella sua logica perversa, all’amore dei primi tempi. Tuttavia, come facilmente ipotizzabile, scaturiranno in entrambi reazioni opposte alle aspettative, capaci di condurli dove nessuno di loro avrebbe mai pensato di poter giungere. Come un gioco in cui sente di star recitando un ruolo da comprimario, Furio cerca ogni soluzione per riacquistare potere: cercare di manipolare Laura per avere informazioni su quella ragazzina così problematica, ricattare la giovane (ma non avvenente) collaboratrice di una coppia di suoi clienti, da cui ottiene, in cambio del proprio silenzio, di sesso orale. Ecco, dunque, che quel fragile confine tra vita privata e pubblica, lavorativa e famigliare, comincia a sgretolarsi sotto il peso delle bugie e della loro insostenibilità. Ma quindi, perché Furio Guerri è un mostro? Per la sua morbosa passione per una ragazzina di sedici anni, oppure per i ricatti e le menzogne, o forse per i tradimenti e le minacce a Elisa, o ancora, non in ultimo, per i sotterfugi che mette in atto per ottenere ciò che vuole e per cui è disposto a passare sopra tutto e tutti?

Romanzo potente, oscuro e morboso, in cui si fa luce su uno degli aspetti più ricorrenti e ancora, purtroppo, insoluti della nostra società: la violenza famigliare. Furio Guerri incarna il prototipo dell’uomo “normale” a cui, per una serie di motivi, quasi tutti ascrivibili alla sua responsabilità, la propria esistenza sfugge progressivamente di mano, tanto da giungere a quel punto di non ritorno in cui non è più possibile aggiustarla e, inspiegabilmente, l’unica soluzione sembra il ricorso alla prevaricazione fisica. La vita dorata di una famiglia borghese si trasforma così in un incubo di cui nessuno sembra cogliere le profonde e abiette conseguenze, sia per la bravura di Furio a celare le proprie tracce, sia per il superficiale disinteresse che ci attanaglia, ogni volta che siamo troppo impegnati a focalizzarci sui nostri problemi privati. Come in un inferno dantesco, vengono a galla malefatte e peccati da cui non è possibile emendarsi, e che rivelano, in tutto il loro devastante orrore, gli abissi più bui in cui è capace di precipitare la psiche umana, reticente di fronte all’evidenza delle proprie malefatte e sorda ai supplichevoli appelli della propria vittima.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.