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La scoperta di sé

La_scoperta_di_sè
Written by Carla Sala

Credits: © Edizioni San Paolo

Oggi, nel nuovo millennio, non si sente molto parlare della maschera, se non quando se ne voglia parlare con una sorta di diffidenza e, dunque dandone una valenza negativa. Pirandellianamente la maschera è quella cosa che si indossa per camuffare se stessi, dietro la quale nascondersi.
Nel saggio di Claudio Risé, “La Scoperta di sé”, invece, la caratterizzazione di questo oggetto, che nelle sue mani diviene un concetto è quella di mezzo, strumento, medium, tra un io non ancora formato e il resto del mondo.
Freudianamente identifichiamo nella psiche un es, un io e un super-io; Risé, al contrario, ci parla dell’ombra, dell’io e dell’anima. I concetti, più o meno, si equivalgono, ma qui ‘spostando gli addendi varia il risultato’. Secondo l’autore, infatti, l’io del singolo individuo, ai suoi albori, non è capace di mediare tra le tre componenti del soggetto in maniera concreta e coerente, motivo per il quale ritiene un’ottima occasione per far ritornare in voga la maschera ritenendola quel mezzo opportuno, o meglio, quel taglio di vestito da indossare fino a che non si sia ben armonizzato con l’ombra (la parte istintuale dell’essere umano che, lungi dall’essere soffocata deve armonizzarsi con le altre tre parti). L’io stesso che fa da ‘facciata’ per le tre parti (almeno in un primo momento) e l’anima che è la parte più pura, autentica e genuina dell’individuo.
Nel momento in cui tentiamo di far uscire allo scoperto un io ancora sgangherato in nome di un’autenticità e veridicità di sé errate, il risultato non può che essere, a detta dell’autore, quello di una società altrettanto sgangherata.
La soluzione, a suo avviso, è un uso della maschera funzionale, la quale come nelle inizializzazione tribali si utilizza in segno di ingresso nell’adultità ma viene ben presto messa da parte, quando, una volta armonizzate le parti l’anima, può uscire fuori nella sua interezza e bellezza.
La bellezza del testo non consiste unicamente nel trasporto cui si viene immersi in queste pagine di spessore, ma anche nel suo essere contro tendenza.
Leggendo ho fatto fatica a rintracciare dietro ogni singola parola una mano maschile, anche questo, da donna, restituisce una grande capacità empatica all’autore che tra le righe e nelle pagine mostra la concrezione di millenni di storia in meno di 300 pagine, delle quali non si sente assolutamente il peso. Il ritmo, infatti, è snello e vien spesso smorzato da piccoli capitoli che consentono pause di riflessione e spunti di intellezione.
Opera ricca, teorica nella sua pragmaticità: un vademecum per chiunque stia ancora cercando il proprio sé nascosto.

About the author

Carla Sala

Sono nata, in Sicilia, a Porto Empedocle, la terra di Sciascia, di Empedocle, ma anche di Protagora e Camilleri. Dopo aver frequentato il Liceo Classico ed essermi innamorata della filosofia ho seguito quello che per la mia famiglia era una tappa fissa: sono “emigrata” per proseguire gli studi. Ho conseguito la Laurea in Filosofia all’Università degli studi di Pisa, con una tesi di filosofia teoretica. Oggi, sono un’ imprenditrice agricola, con la passione per la filosofia e i libri. Collaboro con la rivista DELL’AIPED, Associazione Italiana Pedagogisti. Seguitemi anche nel mio blog: SapereAmare.