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“Vergogna”: l’incomunicabile incomprensione di un sentimento

“Vergogna”: l’incomunicabile incomprensione di un sentimento
Written by Simone Baldi

Credits: © Super ET

Che idea abbiamo delle nostre azioni? Quanto dipende, sull’opinione che abbiamo di noi e del nostro comportamento, il fatto di essere gli artefici o le vittime di ciò che accade? Scevri dal o schiavi del senso di colpa, esiste un sentimento comune a tutti, anche a chi, apparentemente, ne sembra immune: la vergogna. Tuttavia, capire quando e come si prova, non è così semplice, come mostrato nell’omonimo romanzo “Vergogna” (J. M. Coetzee, Einaudi, 2000, 236 pp, 12€).

David Lurie è un docente cinquantatreenne di Letteratura alla Cape Town University, specializzato in Wordsworth e con una passione per Byron. Con due divorzi alle spalle e una figlia che vede poco, la sua vita è incentrata sulle sue lezioni e sull’appagamento intellettuale che ne deriva. Per quanto riguarda quello carnale, invece, esistono modi facili, anche se non proprio economici, per soddisfarlo. Ogni giovedì, infatti, David ha un incontro con Soraya, una escort: non sono amanti, ma lui avverte qualcosa oltre il loro banale amplesso fisico. Quando, dopo averla incrociata per caso in città, lei decide di allontanarsi dal lavoro, lui si ritrova solo, incapace di ritrovare, con altre colleghe della ragazza, la stessa intimità. Poco dopo, quasi per caso, David nota Melanie, una studentessa poco più che ventenne del suo corso, e la invita a bere qualcosa con lui. A quell’incontro casuale e un po’ impacciato, seguiranno altre uscite, culminate con alcuni rapporti sessuali, in cui la ragazza si mostrerà sempre un po’ fredda e imbarazzata, quasi in soggezione di fronte al proprio professore, e lui, invece, comincerà a provare i prodromi di un sentimento più profondo. Sarà dunque una doccia gelata quando Melanie si assenterà per alcuni giorni dal suo corso, prima di abbandonarlo definitivamente, e poi, pochi giorni dopo, presenterà una denuncia contro di lui per molestie sessuali. David è scioccato: ciò che per lui era un amore in nuce è stato recepito come violenza e abuso di potere. Offeso e deluso, di fronte alla commissione d’inchiesta dell’università accetta, senza peraltro esserne a conoscenza, tutte le accuse di Melanie, corroborate anche dal proprio cattivo comportamento di docente, compiuto per coprire la ragazza. La pena inflittagli è esemplare: il licenziamento immediato. Ormai senza più una occupazione, David decide di raggiungere Lucy, sua figlia, nella sua casa in una regione più sperduta del Sudafrica. Una volta giunto lì, scopre che le sue principali attività sono occuparsi di cani altrui, come una sorta di pensione, e vendere alcuni prodotti che coltiva da sola nel suo terreno. Durante il suo soggiorno fa la conoscenza di Petrus, il vicino, un bracciante tuttofare, originario africano. Un giorno, mentre David e Lucy stanno rientrando in casa, vengono avvicinati da tre ragazzi di colore, che chiedono di poter usare il telefono, i sospetti di Lurie non hanno nemmeno il tempo di materializzarsi che gli sconosciuti si sono chiusi in casa con sua figlia. Nel tentativo di liberarla l’uomo viene prima tramortito e poi cosparso di alcool denaturato, a cui viene dato fuoco. Riesce a cavarsela con ustioni superficiali e una brutta bruciatura ad un orecchio, ma quando ritrova Lucy, si trova di fronte una persona incapace di parlare dell’accaduto, ovvero dello stupro che ha dovuto subire. I giorni passano e i tentativi di David di far uscire sua figlia dal guscio della sua solitudine e incomunicabilità si perdono contro un muro di gomma, apparentemente irragionevole. Vani risultano le richieste di farle sporgere denuncia verso quegli sconosciuti, così come quelli di farla tornare per un periodo in Olanda dalla madre. Ciò che David non riesce proprio a spiegarsi è questa muta accettazione dell’accaduto, a cui si somma una tenace caparbietà nel voler rimanere in un posto intriso di dolore e ricordi terribili. Il tempo passa e lui e sua figlia sono sempre più lontani, separati da un deserto di parole: comunicano, senza capirsi mai. Quando alla festa organizzata da Petrus comparirà anche uno dei tre stupratori, David proverà in ogni modo a far ragionare Lucy, pregandola di chiamare la polizia e denunciare almeno quel ragazzo, nel tentativo di ottenere giustizia. Il suo rifiuto segnerà un confine invalicabile da accettare, per tutti, con rassegnazione. Eppure, anche se David farà ritorno a Città del Capo, dove si riscoprirà ancor più indesiderato e inadeguato, ciò non lo allontanerà da Lucy, che continuerà a rimanere in contatto fino al momento in cui sarà impossibile tacere, anche a costo di riaprire profonde e insanabili ferite.

Romanzo dalle molte sfaccettature, dalle molteplici ombre, per molti tratti ideologico nel tratteggiare l’atteggiamento dogmatico dei propri personaggi, soprattutto di David e Lucy, diversi e distanti come idee ma identici nelle reazioni. Se il primo si trincera dietro un rifiuto categorico di un pentimento pubblico, che avrebbe sicuramente potuto salvargli la carriera da professore, la seconda si barrica nella propria chiusura di fronte alla ricerca della giustizia per la violenza subita. Ecco dunque, uno dei veri temi della storia: l’incomunicabilità tra un padre incapace di provare vergogna per le proprie azioni, con le loro implicazioni e conseguenze, e sua figlia, attanagliata e vinta da un senso perenne di vergogna, tanto da voler dimostrare a se stessa e al mondo di essere capace di poter andare avanti in una situazione che non solo non costituisce il suo habitat naturale, ma che nemmeno la rappresenta più. A far da sfrondo alle complesse dinamiche relazionali, il Sudafrica figlio delle proprie contraddizioni, in cui bianchi e neri, semi-autoctoni e nativi, sono visti anche per ciò che sembrano, nel tentativo di non rimanere schiavi delle apparenze.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.