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“Ohio”: le cicatrici invisibili delle questioni irrisolte

Written by Simone Baldi

Credits: Einaudi

Il passato è, per tutti, un momento della propria vita con cui confrontarsi. Che si tratti di un collage di ricordi spensierati o di una serie di errori da dimenticare, chi siamo stati e ciò che abbiamo fatto rappresenta un metro di paragone per la nostra crescita o sconfitta attuale. Impossibile, quindi, non provare un sentimento in bilico tra la nostalgia e il sollievo per qualcosa che non c’è più ma che, proprio per la sua assenza, ci fa sentire indefinitamente incompleti. Da qui parte, ma non si conclude, “Ohio” (Stephen Markley, Einaudi, 2020, 538 pp, 21€).

Tutto ha inizio a New Canaan, Ohio, il 13 ottobre 2007, il giorno del funerale di Rick Brinklan. Un ragazzo come tanti che, una volta finito il liceo, dopo gli attentati dell’11 settembre, aveva deciso di arruolarsi nell’esercito e lì, mentre era in servizio in Afghanistan, era rimasto ucciso. Alla parata in suo onore sembra partecipare l’intera cittadina, salvo quattro persone, quattro tessere mancanti di un puzzle iniziato anni addietro e ancora irrisolto: Bill, Tina, Stacey e Dan. Saranno loro, sei anni più tardi, a tentare un faticoso, artificioso e disomogeneo riassunto delle loro vite, nella speranza di chiudere un cerchio fatto di ricordi, vergogne, dubbi, rancori e felicità intermittenti.

Bill è un attivista politico disilluso dalla piega che il suo paese ha preso negli ultimi decenni, tanto da aver iniziato già al liceo la sua contestazione, fin quasi a meritarsi una esclusione dalla squadra di basket di cui era la stella indiscussa. Adesso si dedica con costante solerzia all’assunzione di droghe e alcoolici. Decide di fare ritorno alla sua cittadina natale per consegnare un pacco di cui pure lui sembra ignorare il contenuto, anche se un’idea vaga pensa di averla. Nel fugace trascorrere delle brevi ore notturne della sua permanenza incontrerà casualmente un suo ex compagno di scuola, da cui proverà ad acquistare altre sostanze illecite, e ripenserà agli anni del liceo, alla loro patina di giovialità che nascondeva un cuore marcescente di faide adolescenziali. Non sfuggirà alla sua nostalgia Lisa, la sua ragazza dell’epoca, e Kaylyn, la fidanzata di Rick, con cui lui aveva una tresca alle spalle di tutti.

Stacey è una dottoranda in letteratura ecologista, sull’importanza che la natura e il rispetto per essa hanno svolto e continuano ad avere nel panorama letterario mondiale. Ha finalmente imparato ad accettare la propria omosessualità, passata attraverso anni difficili fatti di un fidanzato, Ben, poi diventato un musicista quasi famoso e morto a ventisette anni, e la scoperta della propria sessualità con Lisa, dopo la sua rottura con Bill. È stato grazie alla forza dirompente e anticonvenzionale di Lisa che lei ha iniziato a rompere le barriere che la sua rigorosa educazione cristiana le avevano innalzato intorno, ammantando il suo sguardo con la malizia della gioventù e andando oltre i suoi pregiudizi. Eppure, nonostante siano passati ormai anni dalla sua rottura con Lisa, e la sua scomparsa nel nulla da un giorno all’altro, forse in Vietnam o in qualche altro paese del sud-est asiatico, Stacey non riesce ancora ad elaborare completamente il lutto per la perdita dell’amore della sua vita, per ciò che sarebbe potuto essere e che, invece, non è mai stato.

Dan è un reduce dai conflitti in Iraq e Afghanistan, durante i suoi tre periodi in guerra ha conosciuto un’umanità che andava al di là dello stereotipo degli infervorati ed esaltati della patria che avevano scelto di andare a combattere il terrorismo lontano dal proprio paese. Ha imparato che, anche in un momento di pura azione e ferocia, possono racchiudersi persone speciali, delicate e attente. E perdere un occhio in uno scontro a fuoco, alla fine, è il minore dei suoi problemi. Tornato a New Canaan per incontrare Hailey, la sua fidanzata del liceo, di cui è sempre stato innamorato (e ora più che mai) incontrerà Bill per caso, che lo porterà a fare al cimitero dov’è sepolto Rick e a farsi una bevuta in onore dei vecchi tempi. Sarà in quei momenti che riaffioreranno i ricordi contrastanti degli anni vissuti da lati opposti delle stesse esperienze. Durante la cena con Hayley verranno a galla il dolore e la sua insostenibilità da parte di Dan, convinto di avere l’esclusiva di azioni deprecabili e ingiustificabili. Ma anche lei gli farà capire, con una rivelazione scioccante, di non essere l’unico depositario di una vergogna senza fine.

Tina era la più bella matricola del suo anno, una cheerleader notata da tutti, soprattutto da Todd, il più famoso e osannato giocatore di football del liceo, di cui riesce a diventare la ragazza. Lei e lui si considerano vicendevolmente il trofeo da esibire alla comunità degli adolescenti di cui loro due sembrano essere gli astri più fulgidi. Ma, come sempre, dietro la brillantezza si nasconde un alone, un’opacità capace di risucchiare ogni positività. Già, perché Tina, poco prima che Todd la mollasse, era divenuta famosa per un altro, sconcertante fatto: un filmino in cui veniva ripresa mentre faceva sesso con tutti i componenti della squadra di football del suo fidanzato. Da lì il soprannome che l’aveva accompagnata per gli anni a venire: Tina la troia. Ma perché lo aveva fatto? Si era trattato di esibizionismo o un disperato, contorto atto d’amore verso chi le aveva chiesto un gesto così estremo e depravato? E chi altri aveva visto questo fantomatico video? Sicuramente Kaylyn, ma non solo. Obnubilata dall’idea di essere ancora innamorata di chi l’aveva ferita, decide di tornare a casa per provare, se non a spiegare né a capire, almeno a mettere un punto alle atroci sofferenze che la perseguitano dai tempi del liceo, per le quali è stata incapace di rifarsi una vita.

Si dice spesso che l’arte imita la vita, che tenta di farsi arte a sua volta, in un circolo vizioso senza soluzione di continuità. Ma quando un romanzo riproduce fedelmente una realtà che sembra scaturire da uno spaccato vivido e tangibile, questi confini sembrano perdere le proprie ragioni d’essere. “Ohio” è il canto disilluso, solitario e straziante della provincia americana, la sua elegia più attuale e nostalgica, sempre perennemente in bilico tra il presente e il passato. Caratterizzato dalle tematiche dei classici americani (la solitudine, le speranze, le illusioni, il tradimento e il senso della propria sconfitta e inutilità), ogni capitolo fa proprio un linguaggio peculiare, differente dagli altri, capace di ricreare lo stato mentale del protagonista e rendercelo in tutta la sua unicità. A ciascuno dei quattro protagonisti toccherà dipanare il proprio personale e individuale vissuto che, in unione con i ricordi, le esperienze e le convinzioni degli altri, formerà una trama policroma e non lineare, capace di (ri)creare i tempi della loro gioventù, di quell’adolescenza sofferta e che ha, inevitabilmente, gettato le basi per le loro esistenze separate e frammentarie. Siano loro alla ricerca della verità o follemente in fuga da essa, si ritroveranno ad essere, di nuovo, attori su una scena stavolta mutata, arricchita da informazioni nuove e che, inevitabilmente, li costringeranno a rivalutare la loro idea su chi erano all’epoca e sull’impatto delle loro azioni sulle vite degli altri. Nel loro intricato e cervellotico tentativo di ricostruire la verità ad ognuno dei quattro amici mancherà una tessera del puzzle che, implacabilmente, si sarebbe potuto ricomporre, se solo ciascuno avesse condiviso le proprie informazioni ed esperienze con gli altri. Ma la solitudine e il dolore sono sentimenti personali e, come tali, implicano insoddisfazioni e vergogne impossibili da condividere, custodite gelosamente nell’intimo delle nostre individualità.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.