Letti per Voi

“Nel cuore della notte”: la catarsi delle proprie vergogne

“Nel cuore della notte”: la catarsi delle proprie vergogne
Written by Simone Baldi

Credits: Einaudi Editore

Esiste una parte di noi indicibile e segreta. Una serie di azioni di cui vorremmo liberarci attraverso un percorso catartico, capace di mondare i nostri errori e le nostre debolezze. Ciascuno ha opinioni e sfumature di gravità differenti e individuali, ma nessuno dovrebbe avere l’arroganza o la presunzione di giudicare gli altri sulla base di ciò che hanno fatto. Trovarsi di fronte a queste vergogne, anche solo raccontate, presuppone quindi di sospendere il giudizio e lasciarsi rapire dal flusso degli eventi, per far risuonare in noi le sensazioni che la messa a nudo dell’intimità altrui genera. Propri come “Nel cuore della notte” (Marco Rossari, Einaudi, 2018, 155 pp, 18€).

Su una strada senza nome, in un luogo sperduto ad Oriente, in direzione di un vulcano su cui ammirare un’alba rivelatrice e poetica, Chiara e il suo fidanzato stanno percorrendo gli ultimi, faticosi chilometri a bordo di un autobus di fortuna, scassato e malandato. È un mezzo che si imbavagli anella notte, perdendo se stesso e i propri passeggeri nei recessi del buio che anima la notte, un viaggio dall’anima conradiana, immobilmente e fatalmente attendista come ne La linea d’ombra. Breve il tragitto che devono compiere, eppure, qualcosa sembra intralciarli, dilatare la loro odissea. Ecco, dunque, nel tedio del tempo, che al ragazzo si rivolge uno sconosciuto, un uomo solo, col solo conforto di un sacchetto di birre. Bastano pochi sguardi, parole solo accennate e, da lì, il racconto ha inizio.

Quest’uomo senza nome è un poeta, lo è stato in gioventù e prima di perdersi in quelle lande orientali. Narra della propria adolescenza, dell’illusione della bellezza, della forza e precisione delle parole, dell’incontro silenzioso con Anna, la ragazza con cui ogni giorno divide un pezzo di strada, la scoperta della sua indole ideologica, del suo impegno politico. Come una bilancia in parità, con pesi complementari ed equilibrati, le loro identità si fondono, comprendendo le loro contraddizioni: lui schivo e riservato, ma dalla parlata forbita e piacevole, lei impegnata e cocciuta, ma chiusa nel suo ermetismo silente. Lui diventerà libraio, lei giornalista. Quasi per caso avranno una figlia, inconsapevoli e impreparati, che, nell’ineluttabilità del destino, scomparirà prematuramente, ancora infante. La coppia non può reggere un lutto così atroce e inspiegabile, cercare e scambiarsi inutilmente colpe reciproche scaverà una cicatrice insanabile. Da quel momento, lo sconosciuto si trasforma in predatore sessuale, schiavo di una coazione a ripetere, un lungo, interminabile coito senza soluzione di continuità, dipendente dal web in cerca di donne che, proprio come lui, abbiano solo bisogno di sfogare degli impulsi: attimi lascivi e irrefrenabili. Sarà vittima di un lungo, autoindotto incubo dai contorni esistenzialmente oscuri di Cuore di tenebra, di quel Conrad che non sembra abbandonare mai il sottofondo (e il sottotesto) dei personaggi, permeando l’atmosfera che li circonda e le azioni che li muovono. E poi, alla fine di tutto quella frenesia, il vuoto. La consapevolezza di aver toccato il fondo e il tentativo di tornare alla normalità. Il caso favorisce un riavvicinamento con Anna, il ritorno insieme, la ricostruzione fragile di una coppia stabile. La scoperta dei loro corpi, di una sessualità solo loro, figlia delle esperienze ma completamente nuova, personale. La felicità, un tempo esiliata, adesso sembra una concretezza tangibile. E sempre per caso Anna viene notata dal fondatore del Partito del No, in cui si agglomerano le ribellioni e gli istinti degli italiani, un contenitore di protesta e populismo becero e ignorante, in cui tanti si ritrovano e, fideisticamente, credono. L’elezione a deputata è il coronamento di una parabola ascendente, col suo compagno costantemente al suo fianco, anche lui baciato dalla fortuna, con la pubblicazione di una raccolta di poesie, dal tono erotico, sfrontato, che raccontano con arte il corpo di Anna, le sue unicità e i suoi segreti. Inaspettatamente, scoppia uno scandalo, montato ad arte dalla rete, solo per il puro gusto di lucrare sul niente. Sono accuse prive di fondamento, farneticazioni senza sostrato, travisamenti palesi e consapevoli, eppure, nel tempo storico della superficialità eletta a minimo comun denominatore, l’attacco va a segno, corroborato da un video porno amatoriale privato, hackerato e reso di dominio pubblico. Anna perde il lavoro e il suo compagno, nel frattempo diventato maestro di scuola, pure. La coppia, che si era ricostituita e aveva retto alla perdita di una figlia, si sgretola per la seconda volta, di fronte allo scandalo. Come conciliare, allora, la vergogna con l’integrità, il lavoro con l’ostracismo, la verità con la menzogna?

Un romanzo attuale, dalle molte anime: confessione privata, racconto erotico e pornografico, racconto politico e d’impegno. Ogni direttrice ha un suo spazio, un suo momento per la ribalta, che poi abbandona per far spazio alle altre, eppure, in ogni momento, si averte, sullo sfondo, la presenza delle altre tematiche, in una commistione che, procedendo, acquista forma e consistenza. Assistiamo ipnotizzati, e a tratti increduli, al dipanarsi del racconto di uno sconosciuto che ci offre, con un linguaggio netto e senza vergogna, ma al tempo stesso emotivo e coinvolgente, la storia della sua vita, dei suoi errori e delle sue colpe. E se, come scrive Rossari, «scrivere è sempre sedurre, adescare, portare a te», il suo romanzo ha una capacità magnetica continua e mutevole, una forza attrattiva a cui è difficile resistere, che scava nel nostro profondo, nelle nostre pulsioni più animalesche e primordiali, mettendole a nudo senza timore di giudizio. Non scandalizzi il sesso, non si respinga l’erotismo, non si condanni l’inazione, non ci si schieri partigianamente, ma si osservi tutto, dall’esterno, con sguardo assorto e per niente distaccato. Se vera catarsi sarà, appannaggio del protagonista o del lettore, non rimane che scoprirlo.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.