Storie di EVO

Extra vergine di oliva: Cosa c’è da sapere

Pillole di EVO
Written by Veronica Lavenia

Considerato un alimento benefico su vari fronti, l’EVO è alla base di una cucina sana, come quella Mediterranea, dichiarata, nel 2010, dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Selezionare un olio EVO di qualità, buono e sano, è un esercizio di conoscenza, di degustazione che se allenato, porta a scoprire realtà affascinanti e tutte diverse, secondo la zona di origine, le cultivar e la cura dedicata alla lavorazione da parte dell’azienda. Non necessariamente occorre essere professionisti del settore. Anche un consumatore appassionato ed attento, con la pratica, può quanto meno imparare a discernere la qualità di un EVO rispetto ad un altro.

C’è molto da scoprire e da scrivere sull’olio EVO. Alcune curiosità, di tipo divulgativo, sono utili per quanti, spesso usano l’olio EVO per abitudine, prestando poca attenzione alla storia del prodotto acquistato, alle sue potenzialità, alla modalità di conservazione ed altre caratteristiche che consentono di selezionare il prodotto già dal confezionamento.

Forse, non sapete che:
  1. L’olio EVO è ricco di oleocantale,una sostanza con azione antinfiammatoria (riconoscibile quando si degusta perché si avverte una nota pungente in gola) che, studi scientifici, hanno paragonato all’Ibuprofene, potente antinfiammatorio chimico.
  2. Il sapore con note amare dell’olio EVO non è un difetto ma un pregio. Esso indica, infatti, quanto l’olio EVO sia ricco di polifenoli, antiossidanti benefici.
  3. Un olio di oliva è definito “extravergine” se ottenuto senza processi chimici (come accade, invece, per gli oli di semi), tramite metodi meccanici, con una temperatura al di sotto dei 28° ed un’acidità massima dell’ 0,8%.
  4. L’olio Extra vergine di oliva svolge un’azione protettiva per il sistema cardiovascolare, contribuendo a mantenere stabili i livelli di colesterolo “cattivo” e alzando il livello di quello “buono”.
  5. L’olio EVO andrebbe consumato entro l’anno di produzione, per mantenere intatte le proprie caratteristiche organolettiche.
  6. Il colore non è sinonimo di qualità di un olio EVO. Per questo, durante una degustazione, l’olio di oliva extra vergine è contenuto in bicchierini di colore blu che nascondono il colore e preservano le proprietà dalla luce ambientale.
  7. L’olio d’oliva di qualità dovrebbe sempre essere imbottigliato in bottiglie scure e non trasparenti. Per conservarlo deve stare al buio, al chiuso e a temperature inferiori ai 18 gradi centigradi. Questo, perché l’olio EVO assorbe gli odori e si altera velocemente. Di solito, l’olio EVO scade nell’arco di un anno e mezzo dall’apertura della bottiglia ma può deperire prima se erroneamente conservato.
  8. Per scoprire se la vostra bottiglia di olio EVO in dispensa, magari acquistata al supermercato, è davvero olio di oliva versate in un bicchiere e riponete in frigo. Se esso solidifica vuol dire che è vero olio di oliva e non mescolato con altri oli. Tale processo di solidificazione è legato alla composizione chimica dell’olio di oliva e non influisce sulla qualità del prodotto.
  9. L’olio Extra vergine di oliva nasce dalla spremitura di un frutto, mantiene, pertanto, tutte le proprietà organolettiche. Anche per questo, esso è il più digeribile fra gli altri oli e non ha controindicazioni.
  10. L’olio Extravergine di oliva è il frutto della semplice estrazione dalle olive mediante procedimenti meccanici. Le olive non sono soggette ad alcun trattamento tranne il lavaggio, la decantazione, la centrifugazione e la filtrazione.
  11. L’acidità è uno dei principali indicatori della qualità dell’EVO. Più l’acidità è alta, più scadente è l’EVO. Per legge, l’olio extravergine di oliva è un olio con un’ acidità libera, espressa in acido oleico, non superiore a 0,8 g per 100 g di olio e in assenza di difetti.
  12. Estratto a freddo significa che l’olio EVO è stato ottenuto con un processo di lavorazione a temperatura controllata inferiore ai 27°C. Si tratta di una certificazione che parte dal frantoio di lavorazione delle olive e che attesta un processo di estrazione attento alla qualità.
  13. Per assicurare la rintracciabilità dell’origine dell’olio EVO è obbligatoria indicare sull’etichetta lo Stato membro (o il Paese Terzo) corrispondente alla zona geografica nella quale le olive sono state raccolte.
  14. Per legge, la data di scadenza dell’olio è calcolata in base alla data di imbottigliamento e non a quella di produzione.
  15. L’indicazione dell’anno in cui sono state raccolte e trasformate le olive, è obbligatoria solo per gli oli IGP e DOP.

 

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
(Speech) Writer and magazine contributor, some of her works have appeared in the most popular International magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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