Letti per Voi

“Luna di miele a Cape May”: la perdita dell’ingenuità

“Luna di miele a Cape May”: la perdita dell’ingenuità
Written by Simone Baldi

Credits: Einaudi Editore

Esiste un periodo in cui una coppia, a prescindere dal contesto in cui si trova, gode di un’aura di felicità e benessere quasi irreali. Sono rari questi momenti e vanno conservati, nonché protetti. Servono per costruire una sintonia e un’affinità che dovrà poi durare nel tempo. Eppure, quando gli eventi esterni e gli imprevisti giungono a minare una serenità appena costruita, non si può essere certi di ciò che accadrà né delle conseguenze, come in “Luna di miele a Cape May” (Chip Cheek, Einaudi, 2019, 257 pp, 19,50€).

Sul finire dell’estate del 1957 a Cape May, piccola località balneare del New Jersey, giungono Henry ed Effie dalla Georgia. Sono due sposini novelli, giovani (lui ventenne e lei diciottenne), che non hanno mai sperimentato la vita di coppia, né tanto meno la libertà di trovarsi veramente soli, con tutte le possibilità nelle loro mani. La cittadina sembra essersi svuotata dalla frenesia estiva, eppure l’atmosfera è piena di fascino: sospesa nel tempo. I due ragazzi, alloggiati nella grande casa dello zio, si godono queste giornate solitarie e di scoperta dei luoghi e di loro stessi. Devono infatti ancora prendere le reciproche misure, così come quelle della loro nuova condizione, e la mancanza di esperienza si fa sentire, soprattutto nei primi approcci sessuali. Ma non c’è fretta, la loro vita insieme è iniziata adesso. In quelle giornate tranquille, fatte di passeggiate e lunghe conversazioni, cercando di comprendere e memorizzare ogni particolare. Una sera, di ritorno a casa, notano la grande villa accanto a loro illuminata a giorno e vanno a presentarsi, con la segreta speranza di venire invitati a rimanere alla festa che sembra vi si stia svolgendo. Quando ad aprire la porta arriverà Clara, una ragazza allegra ed estroversa, nonché una vecchia conoscenza di Effie, quest’ultima si sentirà in imbarazzo e cercherà di andare via in ogni modo. Purtroppo per lei, Henry rimane ipnotizzato dall’ambiente e fa di tutto, anche se con garbo, per restare. È un mondo sconosciuto, fatto di sfarzo e vitalità, che sembra uscito direttamente da Il grande Gatsby di Fitzgerald. In breve, i due sposini conosceranno anche Richard, il marito di Clara, un signore più che sessantenne (nello stupore generale), Max, un playboy irresistibile e dai modi magnetici, e Alma, a sua sorellastra, apparentemente appena maggiorenne, affascinante e solitaria figura. Da quel momento, per Effie e Henry sarà impossibile sfuggire alle attenzioni di Clara e del suo entourage, e saranno trasportati in un turbinio di cene, uscite in barca e cocktail party. Storditi e ipnotizzati da uno stile di vita agli antipodi del loro, i due ragazzi finiranno per assuefarsi a ciò che non avrebbero mai pensato: Effie vincerà le proprie resistenze verso un passato poco piacevole e Henry osserverà rapito e ammaliato la malizia che pervade ogni gesto dei suoi nuovi compagni. Col passare dei giorni anche loro si sentono cambiati, sono più intraprendenti, quasi sfacciati, il sesso acquista una nuova dimensione ed entrambi sentono di potersi lasciar andare. Eppure, con un cambio di prospettiva, alle prime reticenze di Effie si sostituisce la visione di Henry, che si scopre attratto in modo irresistibile da Alma. Si sorprendono vicendevolmente svegli nel cuore della notte, parlano e captano un forte magnetismo tra loro. Ma lui è in luna di miele, che idea sarebbe mai quella di tradire sua moglie proprio in quei giorni così speciali? Eppure, dopo le prime (tenui) resistenze, alla fine il giovane cede, travolto dal fuoco di una passione per quella sconosciuta che, a suo dire, ha fin da subito amato. Ecco, dunque, il difficile equilibrio di conservare un’apparente normalità e passare, contemporaneamente, tutte le notti ad esplorare quel corpo che lo fa sussultare e gli infonde energie senza fine. Abbandonati i panni del bravo ragazzo ingenuo e timoroso, Henry mette a nudo una seconda natura, doppiogiochista e bugiarda, dipendente dal sesso e, ancor di più, da Alma. Ma quale sarà il suo vero “io”? E per quanto riuscirà, se riuscirà, a tenere in piedi una commedia che, ogni momento che passa, acquista il carattere di una tragedia imminente e inevitabile?

Un romanzo sulla giovinezza e sui suoi turbamenti, sulle piccole indecisioni quotidiane che sembrano essere ostacoli insormontabili, e anche sul pudore della propria inesperienza. Come in un circuito ipnotico il lettore viene condotto in una serie di azioni che, fin da subito, si sa che non possono condurre ad alcun esito positivo, eppure l’allusiva catena di eventi, con le sue inevitabili conseguenze, di volta in volta rimandate da qualche fortuita coincidenza, è un fascino inquietante a cui è impossibile resistere. Uno stile dal ritmo lento e ammaliante, d’altri tempi, capace poi di esplodere in tutto il suo vitale coinvolgimento che però, in pieno canone fitgeraldiano, nasconde un profondo turbamento interiore, a cui si mescola una debordante carica erotica, tipicamente contemporanea, fuori dai canoni del 1957.Ma le vicissitudini dei protagonisti (prima Effie e poi Henry) nascondono prima e acquistano poi un sostrato latentemente malinconico, capace di far da contraltare a tanta inspiegabile felicità, che esplode in tutta la sua violenza con la caduta delle illusioni e la perdita della loro (apparente?) innocenza.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

This site is protected by wp-copyrightpro.com