Opinion

Carne rossa: ancora sotto accusa

Written by The Wolf's eye

Nuovi studi pubblicati sul prestigioso British Medical Journal (link) confermano quanto un consumo eccessivo di carne rossa sia causa di patologie serie.
L’aumento di neoplasie, malattie cardiovascolari e respiratorie, ictus, diabete, Alzheimer, secondo la ricerca effettuata, sono da collegare al consumo smisurato di carne rossa e insaccati.
Ormai se ne parla da anni e a poco sembrano valere schiere di nutrizionisti che, soprattutto in Italia, invitano a non creare allarmismi, citando la sicurezza della filiera Italiana.
Il consumo di carne, sebbene sia sceso visibilmente, rimane comunque importante a livello mondiale. Ed è per questo che i ricercatori promuovono sempre più mediaticamente i risultati dei loro studi.
L’ultimo studio, pubblicato sul British Medical Journal si è basato su un campione di oltre cinquecento adulti statunitensi, in un’età compresa tra i 50 e i 70 anni. Aumentando il consumo di carne rossa, maggiori sono risultati i decessi (il campione di persone è stato suddiviso in cinque fasce, basate sul quantitativo di carne consumata). Un eccesso di ferro, i nitriti e i nitrati contenuti negli insaccati sono tra le cause dell’accresciuta mortalità oncologica.
L’Italia ha una qualità del cibo e di controllo degli alimenti superiore a qualsiasi Paese, né il nostro consumo è paragonabile a quello Statunitense. Di certo, però, lo studio è chiaro. Tali patologie diminuiscono sensibilmente tra i consumatori di carni bianche e/o pesce e tra chi mangia carne rossa solo poche volte l’anno.
La giusta misura è la chiave di tutto, in ogni campo, incluso quello alimentare. In più, ridurre il consumo di carni sappiamo bene quanto sia utile anche al benessere del Pianeta che ci ospita.
Una fiorentina una tantum (lo dico da toscano) non uccide di certo. L’importante è fare in modo che essa non diventi un’abitudine quotidiana.

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