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“The Outsider”: le mutevoli forme del male

“The Outsider”: le mutevoli forme del male
Written by Simone Baldi

Credits: Sperling & Kupfer

Esistono eventi contrari alla logica, accadimenti che mettono in crisi la nostra fiducia nell’incontrovertibilità delle spiegazioni razionali. È in tali momenti che si misura la nostra capacità di adattamento e la nostra volontà a trovare una soluzione, anche a costo di rinunciare alle proprie convinzioni e superare le proprie paure. Poco importa che si sia dalla parte del giusto o del torto, ciò che conta è non fermarsi alle apparenze e addentrarsi in quel territorio oscuro e indicibile in cui nessuno penserebbe mai di potersi spingere, come accade in “The Outsider” (Stephen King, Sperling & Kupfer, 2020, 529 pp, 19,90€).

Il 10 luglio non è un giorno come un altro, per la piccola cittadina di Flint City. Da poco è infatti stato rinvenuto il cadavere di Frank Peterson, un bambino assassinato dopo brutali e indicibili sevizie, non ultima la sodomia con un ramo di un albero. Fin da subito i sospetti convergono su Terry Maitland, avvalorati da svariate testimonianze di persone che lo hanno visto intorno al luogo del ritrovamento del cadavere o in compagnia del ragazzino prima della sua scomparsa. Ma cosa avrebbe spinto l’integerrimo insegnante di inglese, nonché coach di una squadra giovanile di baseball, oltre che padre amorevole e marito modello, a trasformarsi in un mostro efferato? Apparentemente parrebbe essersi trattato di un raptus, di un istinto incontrollabile, così pensano Ralph Anderson, detective responsabile delle indagini, e Bill Samuels, procuratore capo della città. Tanto da decidere per un arresto plateale, durante una partita con oltre milleduecento spettatori, in modo che tutti sapessero di quell’accusa infamante. Durante l’interrogatorio in centrale, a cui è presente anche Howie Gold, l’avvocato di Terry, vengono fornite tutte le prove rinvenute sulla scena del crimine: impronte digitali, abbondanti tracce di sangue, liquido seminale e, non ultime, le dichiarazioni dei testimoni. Il quadro accusatorio è schiacciante. Peccato che Coach T. (così chiamato dall’intera cittadina) nel momento dell’omicidio si trovasse a diverse centinaia di chilometri, precisamente a Cap City, in compagnia di tre suoi colleghi, a un simposio con uno scrittore famoso, dove era stato pure ripreso da una telecamera. Com’è possibile, dunque, che sia lui l’assassino? Nessuno può essere in due posti contemporaneamente, lo sanno tutti. Eppure, apparentemente è quello che è successo. Inutili i tentativi, per Terry, di scagionarsi dalle accuse: le autorità, contrariamente alla prudenza, hanno deciso di andare fino in fondo, chiedendo un processo e una pena esemplare. Ed è proprio in un clima infuocato, dove la città ha fatto crescere il proprio odio, che il giorno della prima udienza, in seguito ad un’aggressione, Maitland viene ucciso. Caso chiuso? Neanche a parlarne. Ralph, sospeso temporaneamente dal servizio, viene ragguagliato da un suo collega, Yune Sablo, su alcuni strani sviluppi: il ritrovamento dei vestiti dell’omicida in un fienile abbandonato coperti di un liquido in apparenza seminale. Invece di mettersi l’animo in pace, Ralph continua ad indagare di propria iniziativa, nel tentativo di chiarire quel mistero inspiegabile e mettere a tacere la propria coscienza, scossa dopo gli accadimenti di cui si sente in parte responsabile. Ma anche Howard Gold ha proseguito un’indagine parallela, assoldando Alec Pelley, un detective privato che ha portato nuove e inaspettate prove. Tutta la loro costruzione mentale vacillerà e rischierà di crollare quando verranno a sapere da Holly Gibney, una dimessa e allampanata sessantenne co-titolare di una piccola agenzia investigativa, (che si trasforma però nell’aiuto più prezioso e insperato che avrebbero mai potuto ricevere) che, da un’altra parte degli Stati Uniti, in una città in cui si era recato Terry, era stato commesso un altro, doppio brutale omicidio. Coincidenza o oscuro presagio? Ma chi (o cosa) è, allora, l’autentico esecutore materiale di quelle brutali aggressioni? Per far luce (definitivamente?) sugli accadimenti o per addentrarsi in un’interpretazione paradossale della realtà, non rimarrà che seguire queste convergenze, nel tentativo di far luce, attraverso le proprie reticenze mentali, in uno schema quasi impossibile da accettare.

Romanzo carico di suspense, giallo dal pathos crescente, thriller inquietante e horror psicologico, questi gli ingredienti di una storia che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina. Molte e molteplici le anime che attraversano gli eventi, prima con sfumature dichiaratamente da narrazione poliziesca, con le testimonianze e la presentazione degli eventi, poi il cambio di registro, con l’introduzione del tema della fiducia e del dubbio sul proprio operato, seguito dall’inevitabile entrata in scena dell’innaturale (o soprannaturale?). Da King non si ci poteva aspettare altro, eppure, il grande pregio di questo libro è di tenere costantemente sul filo il lettore, presentando gli elementi con maestria e sfidando il suo buon senso: da una parte si sa già che arriverà qualcosa di assurdo ma, tuttavia, non si può fare a meno di cercare una spiegazione logica a questa catena di eventi paradossali. Alto era il rischio di fare un miscuglio banale, e invece, ne esce una perla rara, capace di affascinare per il suo magnetismo e il suo oscuro potere ipnotico. Molteplici e profondi sono i temi intorno a cui ruota tutto il romanzo: le proprie paure inconsce, la rabbia e il perdono, i pregiudizi, l’inaccettabilità di ciò che va al di là della propria comprensione, la natura del male, l’incapacità di accettare i propri errori, passando per l’impossibilità di fermarsi a riflettere davvero sull’incongruenza delle apparenze. Basterebbe questo per farne un capolavoro, ma c’è di più. Gli amanti del giallo e dell’horror, non rimarranno delusi, ma anche chi predilige le storie di costruzione, in cui la psicologia dei personaggi è un elemento predominante, ne verranno rapiti. Interessanti e realistici i cambiamenti di idee e punti di vista dei singoli protagonisti, capaci di fare autocritica (invero alcuni un po’ tardi), così come di abbandonare le proprie idiosincrasie o reticenze, attuando quella sospensione dell’incredulità che mette in secondo piano le incongruenze dell’unica ipotesi in grado di portare ad una soluzione, che però distruggerebbe di tutte le regole che governano le nostre vite. In un mondo dove accade l’impensabile, che spazio ha la possibilità di una spiegazione contraria alla realtà e a tutto ciò che, di sensato, ci è stato insegnato? Scoprirlo potrà solo mettere in pericolo le nostre convinzioni, anche se, con esse, si rischierà di spalancare la porta verso un ventaglio di eventualità capaci di annichilirci e terrorizzarci per la loro concretezza.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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