Storie di EVO

Presente e futuro dell’olio extra vergine di oliva

Presente e futuro dell’olio extra vergine di oliva
Written by Veronica Lavenia

I Paesi del Mediterraneo possiedono circa il 95% della produzione mondiale di olio extravergine di oliva.

L’Italia è la nazione con il più alto consumo di olio extra vergine di oliva al mondo e il secondo per produzione. Il patrimonio olivicolo Italiano vanta 500 cultivar, 42 DOP, 76 Presidi Slow Food e 5 Igp.

Eppure, tutto ciò ancora non basta a far decollare la cultura olivicola (Italiana e non), ricca di tradizione, cultura e qualità.

Il paradosso consiste nella tutt’ora limitata divulgazione della cultura dell’olio extra vergine di oliva proprio all’interno delle nazioni produttrici.

L’extra vergine di oliva è considerato dal consumatore medio un “prodotto da scaffale” e, come tale, spesso considerato “tutto uguale”. La disparità di prezzo tra gli oli industriali e artigianali è tale, poi, da allontanare l’utente non dall’acquisto di oli industriali, spesso di dubbia provenienza ma dall’olio che “costa di più”.

Così, l’olio extra vergine di oliva vero, frutto di lavoro, competenze e certificazioni è acquistato come “bene di lusso” da usare sporadicamente per le occasioni.

Le nuove generazioni di olivicoltori, alcuni dei quali hanno ereditato l’azienda dai genitori sono la speranza per un rinnovamento di immagine del settore e per una divulgazione culturale massiccia e costante che possa portare il settore olivicolo a una posizione, se non pari, quanto meno vicina a quella del comparto vinicolo, sebbene con i dovuti distinguo del caso.

Gianfranco Cosmano, co-titolare con i fratelli dell’azienda olivicola Calabrese “Deliba”, spiega limiti e potenzialità del comparto Italiano.

La mia domanda è, volutamente, provocatoria: il settore olivicolo ha bisogno di uno scandalo come accadde per il vino al metanolo, sì da poter risorgere a nuova vita o vi sono margini, a medio termine, affinché la cultura dell’olio extra vergine di oliva possa radicarsi per primo nei paesi produttori come quella viticola?

Non credo, anche perché in Italia gli scandali ormai fanno poco rumore. Credo che una comunicazione efficace ed efficiente in primis sull’alimentazione e sui benefici dei singoli  alimenti è la base di partenza. Noi, come produttori olivicoli, ci dobbiamo soffermare su quelli che sono i benefici dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità e cercare di far comprendere la differenza da un olio extra vergine industriale. Avvicinare e coinvolgere i più giovani in un processo di conoscenza dell’olio evo di alta qualità può essere il passo iniziale per diffondere la cultura dell’olio buono, sfatare il mito che un olio vale l’altro o che sia solo un mero condimento è la missione di noi giovani produttori.

Presente e futuro dell’olio extra vergine di oliva

L’extra vergine è ancora, per lo più, acquistato nei supermercati mentre “l’olio buono” è riservato alle occasioni speciali. Quali strumenti possiede il mondo olivicolo per ribaltare nel tempo questa attitudine che rende, peraltro, difficile ai produttori artigianali competere sul mercato?

 Per dare il giusto valore ad un prodotto, chi sia un olio evo o altro, bisogna conoscere i benefici che questi ci possono dare. Oggi, in Italia si consuma tantissimo olio di dubbia qualità e provenienza. Ogni giorno troviamo super offerte, “sottocosto”, sugli scaffali della Gdo. Questo, ci ha portato all’omologazione del prodotto: il prezzo diventa l’elemento distintivo, il prodotto perde la sua identità e il suo valore benefico per la salute del consumatore. Uno vale l’altro e a vincere è il prezzo più basso. Tutto ciò fa sì che l’olio di alta qualità non risulti economicamente competitivo, visti gli alti costi di produzione. Lo strumento fondamentale che noi possediamo per ribaltare questa situazione è la comunicazione, far parlare i nostri oli, che, attraverso profumi e varie note aromatiche, possono raccontare il territorio, evocare ricordi e sensazioni piacevoli. Solo così si potrà dare il giusto valore ad un olio artigianale di alta qualità e rompere questa omologazione forzata tra prodotti.

Quali limiti ulteriori ha evidenziato questa pandemia per il settore?

 La pandemia ha limitato e, in molti casi interrotto, il processo di crescita di molte aziende, soprattutto di quelle che si rivolgevano, principalmente, al mercato horeca.

Oggi, i ristoratori, gli chef, sono gli ambasciatori dei prodotti gastronomici del Made in Italy e, causa Covid, questo è venuto meno. Un ulteriore limite è la mancanza di turisti che sappiamo assorbono gran parte degli acquisti di prodotti di alta qualità.

Quali obiettivi si pone l’olivicoltura Italiana per il 2021 e per i prossimi anni e, nello specifico, la sua azienda?

 Io credo che oggi l’olivicoltura italiana debba puntare a far crescere sempre di più la qualità degli oli che vengono prodotti. È impensabile ancora oggi che, gran parte degli uliveti vengono destinati a produzioni di bassa qualità. Bisogna fare rete, alzare lo standard qualitativo per contrastare tutti quei fenomeni che portano al sottocosto e alla svendita del prodotto.

Noi di “Deliba”, ogni anno, cerchiamo di aumentare la qualità dei nostri oli. L’obiettivo principale su cui stiamo lavorando, in modo particolare, è quello di far vivere la nostra azienda, far conoscere il nostro territorio, attraverso visite guidate nei nostri uliveti, far conoscere i processi di coltivazione dell’ulivo e di produzione dell’olio, rendere vivo il periodo della raccolta, e far conoscere il mondo dell’olio evo attraverso percorsi gastronomici.

Deliba

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Alla scoperta dell’olio extra vergine di oliva Italiano: Deliba

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About the author

Veronica Lavenia

PhD (former University academic).
Italian based writer and magazine contributor.
Authors of six books (five cookbooks), some of her works have appeared in the most popular International food magazine, as "Vegetarian Living"; "Veggie Magazine"; "Lifestyle FOOD"; "Australian Good Food & Travel Guide; "Chickpea"; "Gluten free Heaven";" TML", among others.
EVOO Communicator.
Founder of #evoostories and #storiedievo at @veronicalavenia_
Columnist for "The Wolf Post ("EVOO Stories; Food & Wellness; books reviews).