Recensendo

Il nodo magico o la metafora dell’esistenza

Written by Veronica Lavenia

Ulisse ha mille volti tanti quanto le avventure che lo portano lontano da casa per anni. Ulisse ha il volto del coraggio, dell’astuzia, della sofferenza, del timore, dello smarrimento, dell’amore. Per dirla con Pirandello Ulisse è :“Uno, nessuno e centomila”. Ulisse siamo tutti noi, oggi più che mai, naufraghi in cerca di un approdo sicuro.

L’Odissea è uno dei rari capolavori compagni di tutta una vita che, ad ogni tappa dell’esistenza, offre lezioni, emozioni, spunti di riflessione, di volta in volta, diversi. Il ricordo di tanti è legato al non sempre (con)vincente approccio scolastico e, terminati gli studi, l’Odissea non è tra i libri che si (ri)leggono con l’entusiasmo che andrebbe riservato ai classici di ogni tempo.

“Il Nodo Magico. Ulisse, Circe e i legami che ci rendono liberi” di Cristina Dell’acqua (Mondadori, 2021) è un saggio imperdibile per quanti vogliano avvicinarsi (o rileggere) un testo tanto potente e contemporaneo.

L’autrice, docente di Latino e Greco, sceglie un punto di vista poco affrontato dalla critica, eppure, così attuale per raccontare Ulisse. Il tema di fondo è, infatti, un nodo, anzi, il nodo, di cui si accenna nell’ottavo canto (o libro). Protagonista è Arete, la regina dei Feaci.  Arete consegna a Ulisse uno scrigno pieno di tesori (prima del suo ultimo viaggio verso Itaca), e gli suggerisce, data la preziosità del dono, di legarlo con un nodo. In particolare, gli consiglia di cingere il cofanetto con il nodo che Circe gli insegnò anni prima. Un nodo complesso, come la vita, e che è esso stesso metafora dell’esistenza.

Da qui, la lezione di Dell’acqua ha inizio e prende spunto per affrontare i legami di Ulisse, soprattutto con le donne della sua vita.

Il saggio analizza la figura di Ulisse da un punto di vista diverso. Già, perché la figura di Ulisse ha molteplici valenze, eppure, scolasticamente, l’approccio è, il più delle volte, quello dell’eroe forte e risoluto che vince sempre e comunque. Questo è solo un aspetto di Ulisse, di certo avvincente, soprattutto per i più giovani. Come non rimanere affascinati dall’Ulisse temerario che nell’inferno di Dante va oltre le colonne di Ercole? Come non ammirare l’Ulisse che rappresenta anche il mito dell’uomo intelligente e astuto, capace di far costruire il cavallo dentro al quale si nascondono uomini armati che espugnano la città? Come non applaudire all’uomo inventore del paradosso della menzogna? Il paradosso che Ulisse mette in pratica per avere salva la vita dopo aver colpito Polifemo (i Ciclopi chiedono chi abbia ferito Polifemo e Ulisse risponde “Nessuno”). Ulisse è tutto questo, certo, ma è anche tanto altro, come, del resto, sottolinea la stessa Dell’Acqua: “Omero non semplifica, non crea un eroe impeccabile, semmai complica. Ulisse è infatti complesso, come l’essenza dell’essere umano”.

Dell’Acqua analizza tale complessità dal punto di vista femminile, facendo emergere l’importanza delle donne all’interno dell’opera.

Nonostante la misoginia dell’antica Grecia (“Chi si affida ad una femmina si affida ai ladri”, Esiodo, Le opere e i giorni) l’Odissea consegna ritratti femminili di altissimo valore che Dell’Acqua sottolinea acutamente nel suo saggio, dando loro il valore che meritano. Se è vero che ogni figura femminile  nell’Odissea è lo specchio dell’anima di ogni uomo, Dell’Acqua lo conferma, rinforzando tale tesi con la “Teoria del nodo”, quale legame indissolubile che lega ognuno di noi a un altro essere umano (sia esso madre, padre, figlio, moglie, marito…). “Nell’Odissea-scrive dell’Acqua- è fortissimo il legame che lega Ulisse alle donne, umane e divine (. ..) Leggerle è leggere di noi, uomini e donne di tutti i tempi, spesso spaesati e fragili quando cerchiamo di esplorare i nostri sentimenti”.

Così, il ritorno in patria di Ulisse, segnato da numerose difficoltà (e che altro non è se non il cammino evolutivo di un uomo), è accompagnato, di volta in volta, da figure femminili che lasciano nodi indissolubili. Ora è Nausicaa che, sottolinea, l’autrice “con la sua freschezza e la sua gioia empatica regala a Ulisse occhi nuovi per ricominciare”. Ora è Anticlea, “sua madre, che l’eroe incontra nell’Ade, morta di nostalgia per la sua assenza”. Ora è Circe, “il desiderio, non il capriccio, che lo aiuta a stare fermo per un anno nella sua Isola”. Ora è Calipso “che lo accoglie naufrago a Ogigia e che rappresenta il perdersi nel piacere”. E ancora Leucotea, Atena e, infine, Penelope “il centro a cui tornare”.

Nodi da legare, sciogliere e/o riannodare. Nodi che in apparenza (co)stringono ma che, in realtà, come testimonia Dell’acqua, “rendono liberi”.

Nella sua lezione così avvincente e contemporanea, Dell’Acqua propone una carrellata di donne che sono una forza della natura. Elogio della femminilità e della sua complessità. Circe siamo un po’ tutte noi, scrive la studiosa, “proprio per questo suo alternarsi di forza e fragilità”.

“Le donne dell’Odissea sono forti e vogliono scegliere, sanno amare oltre che soffrire e condividere i pensieri e le passioni di un uomo che hanno sicuramente”. Da loro, dalle donne, Ulisse “impara. Impara che la vita può riservarti la magnifica sorpresa del cambiamento, anche quando sei Achille e capisci che la vita, per quanto possa rivelarsi una battaglia, è nella sua essenza, un nodo che ti lega agli effetti più veri”.

Il nodo magico è uno studio brillante e appassionato di una pietra miliare che, come suggerisce la scrittrice, ognuno di noi dovrebbe avere nel comodino. Aggiungo, con accanto un saggio così ben strutturato.

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About the author

Veronica Lavenia

PhD (former University academic).
Italian based writer and magazine contributor.
Authors of six books (five cookbooks), some of her works have appeared in the most popular International food magazine, as "Vegetarian Living"; "Veggie Magazine"; "Lifestyle FOOD"; "Australian Good Food & Travel Guide; "Chickpea"; "Gluten free Heaven";" TML", among others.
EVOO Communicator.
Founder of #evoostories and #storiedievo at @veronicalavenia_