Recensendo

Cinque quarti d’arancia: ed è ancora Joanne Harris

Written by Veronica Lavenia

“Il mio nome è Framboise Dartingen. Sono nata qui, nel paese di Les Laveuses, a meno di quindici chilometri da Angers, sulla Loira. Avrò sessantacinque anni in luglio, cotta e ingiallita dal sole come un’albicocca secca. Ho due figlie, Pistache, sposata a un bancario di Rennes, e Noisette, che si è trasferita in Canada nell’89.”

Lo stile inconfondibile, solido e caldo di Joanne Harris si delinea  fin dalle prime pagine di Cinque quarti d’arancia (Garzanti) un best seller, anch’esso di sapori e misteri ma meno romantico di Chocolat e Le scarpe rosse.

Diversa, innanzitutto è l’ambientazione. Lasciata la Parigi seducente di Vianne-Yanne e di Zozie de l’Alba, la storia si svolge nell’affascinante ma più cupa Loira: “Les Laveuses è cambiata a stento dalla guerra; guardatela adesso; una manciata di strade, e alcune ancora nulla più che ampie vie in terra battuta, che si diramano sul fondo principale”.

Muta anche la caratterizzazione della protagonista, non più una giovane donna, come Vianne Rocher, ma una signora matura la cui vita è altrettanto affascinante e oscura: Quando ritornai a Les Laveuses ero quasi certa che nessuno mi avrebbe riconosciuto. Eppure mi mostrai apertamente, quasi con sfacciataggine, in giro per il paese.”

L’aroma speziato, rassicurante ma, al contempo, vizioso, della cioccolata è qui sostituito da altri profumi gastronomici dietro cui si celano le passioni segrete e i rancori mai sopiti dei personaggi: Cominciai a fare i dolci e a venderli-la brioche e il pan d’épices della zona, così come alcune specialità bretoni di mia madre, pacchetti di crêpes dentelle, torte di frutta (…), biscotti, pane alle noci, croccantini alla cannella…”. 

Intatta, quindi, rimane la passione della scrittrice anglo-francese, per il cibo, metafora della vita, resa ancora più evidente fin dai nomi dei protagonisti: “Mia madre aveva una passione per tutti i frutti tranne le arance, che si rifiutava di ammettere in casa. Aveva chiamato ognuno di noi, per un apparente capriccio, con un nome da un frutto o una ricetta-Cassis, per il suo ricco dolce di ribes nero, Framboise, per il liquore di lampone, e Reinette, dalle susine regina Claudia che crescevano lungo il muro a sud della casa.”

La stessa Framboise proseguirà con la tradizione di famiglia chiamando le figlie una Pistache, Pistacchio e l’altra Noisette, Nocciola.

Tornata nel suo paese natale, dove compra e ristruttura la casa in cui visse da bambina con la madre e i fratelli, Framboise, come Vianne-Yanne, ha un passato coperto dal mistero, una macchia nera che le fa ritenere più opportuno conservare il nome del marito piuttosto che ripresentarsi con il suo: “Qui sono Françoise Simon, la vedova Simon e a nessuno verrebbe in mente di collegarmi alla famiglia Dartigen che se ne andò in seguito a quella terribile vicenda.

La storia, narrata dalla stessa Framboise, prende spunto dal quaderno di ricette lasciatole in eredità dalla madre con la quale il rapporto è sempre stato conflittuale. Le ricette, le frasi più o meno enigmatiche di Mirabelle Dartigen permetteranno a Framboise di tracciare un ritratto duro ma schietto della madre, e le daranno modo di scoprire verità nascoste, ad esempio sul padre ma non solo.

Le ricette di cucina di Mirabelle diventano l’asso vincente della fattoria portata a nuova vita da Framboise tanto da richiamare l’attenzione dei giornalisti. E proprio quel quaderno di ricette diventa motivo di astio tra Framboise e il nipote (figlio del fratello maggiore, Cassis) che vorrebbe impossessarsene.

Quale segreto ruota intorno al quaderno di ricette di Mirabelle e quale colpa pesa sul passato della protagonista tanto da costringerla a vivere nella più assoluta riservatezza?

Se il lettore ha risposta alle sue domande nel corso della lettura, Framboise trova nel quaderno della madre quello specchio metaforico che le  permette di tornare indietro nel tempo a quando lei e i fratelli vivevano con la madre nella fattoria.

Il ritratto che emerge dai ricordi di Framboise restituisce alla memoria una ragazzina crudele in perenne lotta con la madre.

Framboise e i fratelli non perdonano a Mirabelle la sua freddezza. Una durezza giustificata dal dovere crescere i piccoli senza l’aiuto del marito perché rimasta vedova e dalle strane emicranie che la costringono a lunghi isolamenti in camera: “I brutti malesseri di mamma (…) iniziavano con una vaghezza, una sensazione di tensione alle tempie”.

Convinta per questo di non essere amata dalla madre, proprio lei, Framboise, che, invece, è la prediletta, organizza un piano diabolico per far peggiorare le condizioni di salute già precarie della donna. I mal di testa di Mirabelle aumentano anche con il solo profumo delle arance. Così, Framboise, inserisce all’interno del cuscino della madre delle bucce d’arancia che causano mal di testa lancinanti alla povera Mirabelle, costretta a usare la morfina per alleviare il dolore: “Muovendomi rapida e silenziosa, tolsi il cuscino dalla sua coperta a righe, poi, con la punta del mio coltellino, feci un piccolo taglio nella cucitura e ci infilai dentro il sacchetto di mussola. Lo spinsi più in giù che potevo con il manico del coltello, così che nessun rigonfio potesse tradire la sua presenza.”

I cinque quarti d’arancia rappresentano per Framboise e i fratelli la libertà di poter uscire senza chiedere alcun consenso tanto la madre è incapace di intendere.

La libertà, però, ha sempre un prezzo molto alto, soprattutto, se per ottenerla si è costretti a giochi meschini quanto pericolosi.

Non vi è intenzione da parte dell’autrice di giustificare i piccoli, consegnando al lettore un ritratto senza peccato dei bambini. Chi sbaglia paga e non importa se la vita consegnerà il conto in tarda età.

È davvero difficile non amare i libri di Joanne Harris, impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle storie narrate con arguzia, dovizia di particolari e profonda conoscenza dell’arte narrativa.

 

Non perdere:

Le scarpe rosse

The Help o il cibo per l’anima

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About the author

Veronica Lavenia

PhD (former University academic).
Italian based writer and magazine contributor.
Authors of six books (five cookbooks), some of her works have appeared in the most popular International food magazine, as "Vegetarian Living"; "Veggie Magazine"; "Lifestyle FOOD"; "Australian Good Food & Travel Guide; "Chickpea"; "Gluten free Heaven";" TML", among others.
EVOO Communicator.
Founder of #evoostories and #storiedievo at @veronicalavenia_