Opinion

Dieta Mediterranea sì, ma solo per i ricchi

Written by Piero Pardini

La notizia è rimbalzata sui quotidiani nel corso di questa lunga estate torrida. In una clima che cambia, con le stagioni estreme e conseguenze dirette per frutta e verdura che diventeranno sempre più care, la Dieta Mediterranea (Patrimonio Immateriale UNESCO) rischia di diventare un privilegio per pochi. E tale privilegio consentirà ai più abbienti di vivere meglio e più a lungo.
Secondo uno studio condotto dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRCCS Neuromed, su un campione di circa 18mila adulti, reclutati nell’ambito dello studio Moli-sani (progetto che ha coinvolto circa 25mila cittadini, residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori) a parità di adesione alla Dieta mediterranea, vi è una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari solo nelle persone che hanno un livello di istruzione elevato e in chi ha un reddito familiare più consistente.
Al contrario, nessun beneficio degno di nota è stato riscontrato nelle classi sociali più deboli.
La ricerca ha rivelato che l’alimentazione delle persone con alto reddito e un livello di istruzione maggiore, risultava più ricca di antiossidanti e polifenoli, oltre a presentare una maggiore diversità in termini di frutta e verdura consumate. Tali differenze si sono riscontrate anche per quanto riguarda il consumo di prodotti integrali e i metodi di cottura degli alimenti.
Il cibo è diventato un lusso, proprio come nel dopoguerra. I privilegiati che possono variare la dieta o permettersi frutta e verdura biologica, riducendo grassi animali e carne rossa hanno una migliore qualità della vita, se confrontata con chi deve limitarsi nell’acquisto di cibo buono e di stagione.
L’Italia cambia. Anzi, l’Italia è cambiata. A quanto pare, non in meglio.
La disparità socio economica presente nel nostro Paese ha, chiaramente, inciso anche sulle nostre scelte culinarie un tempo accessibili a un più vasto gruppo di persone.
All’estero, continuiamo a essere considerati la Nazione della Dieta Mediterranea e del mangiar bene. L’augurio è che tale immagine non venga offuscata del tutto da un’Italia che, nonostante gli sforzi, arranca ancora per trovare l’uscita del tunnel di una crisi economica devastante che ha peggiorato la qualità e le aspettative di vita di buona parte della popolazione.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.