Opinion

Le fiere dei libri nell’Italia che non legge

Written by Piero Pardini

Una volta la “capitale” dei libri era Torino con una Fiera fiore all’occhiello dell’Italia. Nonostante, infatti, la Fiera del libro di Torino non abbia mai raggiunto l’importanza delle sue “colleghe” di Francoforte, Londra e New York, è sempre stata, comunque, una tappa importante per chi fa affari nel campo dell’editoria.
La scelta di proporre anche a Milano una Rassegna del Libro (che non poche polemiche e lotte intestine ha creato), pur continuando a dividere addetti ai lavori (e non solo) ormai, è una concreta realtà.
Di certo, Milano e Torino saranno un appuntamento da non perdere per chi ama i libri. È mia personale opinione, però, che due capitali della lettura, nella Nazione classificata tra le meno amanti della lettura, siano troppe. Il rischio, a lungo termine, è di disperdere risorse importanti per l’economia del settore.
La Fiera di Milano del 2018, presentata a giugno, ha tutta l’aria di dominare la scena. Sarà la prima fiera dell’anno (da giovedì 8 a lunedì 12 marzo) e si terrà in città (Fiera Milano City al Portello), dove maggiore sarà l’afflusso di visitatori.
Gli organizzatori si dicono soddisfatti e fiduciosi di raccogliere l’interesse anche di non legge.
L’appuntamento con la rassegna storica di Torino sarà, come sempre a Maggio (10-14) e, anche qui, si spera in quanto di buono è stato seminato negli anni.
I numeri di entrambe le fiere non saranno, però, paragonabili a quelli degli eventi stranieri.
Nell’Italia delle divisioni (su vari campi) non resta che augurare lunga a e prospera vita a entrambe le rassegne.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.