Storie (Di)Vino

Vino: tra gli scaffali della grande distribuzione

Written by Piero Pardini

Credits: Photo The Wolf Post

Quando ho deciso di creare “The Wolf Post”, dando spazio prevalentemente al vino, il mio obiettivo era creare un contenitore utile per i consumatori amanti del genere ma non solo per gli specialisti del settore.
Accanto ai professionisti e a chi, pur non praticando professionalmente il mondo del vino, ha una certa dimestichezza, vi sono i consumatori abituali che poco conoscono e che, di solito, hanno timore reverenziale rispetto a una realtà che, forse, dovrebbe avvicinarsi con una comunicazione più agevole a chi fa il mercato: il consumatore medio.
Le rubriche dedicate al vino, disponibili sul magazine, sono rivolte non solo agli addetti ai lavori ma, soprattutto, al consumatore che frequenta cantine ed enoteche, ma anche la grande distribuzione (oggi, ben più fornita di un tempo) dove può leggere indisturbato le etichette e fare una scelta senza temere di sentirsi inadeguato.

Come scegliere un buon vino per i pasti? Come selezionare un vino per le occasioni più importanti? Come leggere le etichette? A queste ed altre domande ho cercato di dare risposta, sulla base di un vissuto, di studi oppure, molto semplicemente, sull’istinto che, talvolta, deve avere il suo spazio sulla mera razionalità. Non sono certo qui per influenzare, parola tanto in voga in questo periodo, ma per invitare il consumatore ad una riflessione prima dell’acquisto.

1. L’acquisto di un vino richiede tempo, sia per un esperto, figuriamoci per un neofita.

2. Non si può acquistare una bottiglia di vino come si acquista uno yogurt o una scatoletta di tonno. Il vino (come l’olio EVO) richiede un momento di riflessione. Se non ci credete, osservate in un supermercato i flussi tra i vari scaffali, in quello dei vini il consumatore ha quasi un senso di soggezione nei confronti del prodotto.

3. Quanto si deve spendere per una discreta bottiglia di vino? Il budget è, sicuramente, importante, ma con una spesa dai 9 ai 15 euro, nella grande distribuzione, si possono trovare dei vini molto interessanti. Qualche euro in più in enoteca, ma qui è consigliabile affidarsi ai consigli del personale, che sulla base delle vostre disponibilità, saprà consigliarvi il prodotto più adatto per le vostre esigenze. Personalmente, non scenderei mai sotto i 6 euro, perché? Pensate ai costi da sostenere prima di arrivare sullo scaffale: gestione della vigna, della cantina, costo della bottiglia, del tappo, dell’etichetta, del trasporto, il guadagno per il produttore e per il venditore solo per citare i principali.

4. Vini regionali o altro? Sicuramente i vini regionali sono, in percentuale, quelli che garantiscono una maggiore scelta sullo scaffale. Io mi orienterei su queste etichette. Se desiderate, ovviamente, in relazione alle vostre preferenze regionali, potete orientarvi su altre realtà: i marchi DOCG, DOC e IGT sono certificazioni di qualità.

5. Diversificare, abituiamoci a trascrivere su un block note il nome e le caratteristiche riportate dietro l’etichetta del vino acquistato. Dopo aver bevuto proviamo a descrivere le sensazioni che abbiamo provato. Con questo esercizio pian piano, seppure in modo molto “casereccio”, potremo confrontare, secondo il nostro personale giudizio, i vini che acquistiamo e questo potrà servirci per i nuovi.

6. Ricordarsi che il vino deve essere servito alla giusta temperatura, per poter apprezzare al meglio le sue caratteristiche, che possono variare dai 4° ai 18°C a seconda della tipologia del vino, per questo consiglio una ricerca su internet sul sito del produttore, cercando l’informazione nella scheda tecnica del vino.

7. Sconsiglio di scegliere un vino sulla base dell’etichetta, aspetto meramente estetico. Purtroppo, sono ancora molte le persone che si lasciano sedurre da questa opzione.

8. Ultimo consiglio, sicuramente il più importante, bere con moderazione. A tavola ci si disseta con l’acqua, il vino ci permette di apprezzare al meglio il cibo, quindi un calice di un buon vino può essere più che sufficiente per un pasto intero.

About the author

Piero Pardini

Founder and editor-in-chief of "The Wolf Post".
Freelance Journalist.
Wine critic and Sommelier.

He has also written about sports and technology for some specialized magazines.
Co-author of the essay "Gianni Clerici - The writer, the poet the journalist", Le Lettere, Firenze.

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