Medicina

Gli Herpesvirus umani

Written by Angela Vivarelli

Gli Herpesvirus sono una grande famiglia di virus largamente diffusi nei mammiferi. Contengono DNA disposto a duplice elica e sono caratterizzati da una morfologia tipica:sono di grandi dimensioni e hanno un nucleocapside di forma icosaedrica (con diametro di circa 100nm.) che contiene il materiale nucleico genomico.

Alla famiglia degli herpes virus umani appartengono:
i virus Herpes Simplex 1 e 2 (acronimo: HSV1-HSV2)
il virus Varicella-Zoster (acronimo:VZV)
il Citomegalovirus (acronimo:HCMV)
il virus Epstein-Barr (acronimo: EBV)
Per dovere di completezza cito anche l’Herpes Simplex 6, l’Herpes Simplex 7, l’Herpes Simplex 8 che, seppur entità microbiologiche ben definite, sono epidemiologicamente meno rappresentati e diffusi rispetto ai sopracitati .
I virus herpetici infettano l’organismo ospite per via salivare e/o aerogena. Una volta superata la fase acuta dell’infezione instaurano un’infezione latente nell’organismo ospite che accompagna tutta la vita del soggetto infetto con possibili riaccensioni periodiche.

Sintomi Clinici e sindromi
L’Herpesvirus di tipo 1 (HSV1) è il principale responsabile delle manifestazioni erpetiche cutanee e/o mucose, localizzate sulle labbra, nella regione peri-buccale e talvolta a livello della congiuntiva.
L’acquisizione dell’infezione avviene per contagio interumano diretto da parte di soggetti portatori di lesioni evidenti clinicamente, oppure attraverso la saliva da oggetti contaminati quali le stoviglie o i bicchieri.
Il sintomo tipico è rappresentato dalla comparsa di una o più vescicole, rotonde o ovalari, perimetralmente ben circoscritte rispetto alla cute sana, rilevate, dotate di parete sottile, contenenti all’ interno liquido sieroso, giallastro altamente infettante in quanto repleto di virioni che si replicano attivamente.

 

È pertanto fondamentale non toccarle con le dita per l’elevato rischio di una loro rottura con conseguente spandimento del contenuto anche a distanza dalla sede originaria. Spesso le vescicole sono numerose si raggruppano a formare veri e propri “grappoli” più o meno estesi sulla cute interessata.

La localizzazione più frequente è l’orlo roseo delle labbra; altre possibili, frequenti localizzazioni sono il mento, le guance, il labbro superiore, la piega nasale,la mucosa nasale. Una volta formate, si accrescono dimensionalmente e rapidamente, provocando dolore nel sito infetto, tipicamente “urente” (il termine “urente” si riferisce a un dolore simile a quello provocato da una ustione,per questo motivo è definito, appunto, urente, ovvero simile a quello che si prova quando ci bruciamo). Dopo alcuni giorni dalla loro comparsa si essiccano spontaneamente dando origine a “croste” che poi spontaneamente cadono, solitamente senza provocare alcun esito a livello di cute: talora l’esito può essere una piccola cicatrice. Possono completare il quadro sintomatologico il malessere generalizzato e/o la febbre per alcuni giorni, sensibile all’azione del paracetamolo.
L’Herpesvirus di tipo 2 (HSV2) si contrae e si trasmette attraverso i rapporti sessuali e pertanto dà luogo a un’ infezione tipica dell’ età adulta. Il quadro clinico si esprime con le medesime caratteristiche dell’HSV1 dove l’elemento che fa fare diagnosi è la presenza delle caratteristiche vescicole sopra descritte. Ovviamente la localizzazione anatomica è diversa in quanto il virus HSV2 colpisce esclusivamente la cute e/o le mucose della regione genitale maschile e femminile. In questo caso si parla di “herpes genitale tipo 2”. Il tempo medio di guarigione sono 15 giorni, ovvero circa il doppio rispetto al tempo medio di guarigione dell’herpes simplex 1 oro-labiale, stimato attorno ai 7-8 giorni.
Una donna gravida infettata dal virus HSV2 può trasmettere il virus al neonato al momento del parto con possibilità di gravi infezioni neonatali a livello oculare o anche encefalico. Per questo motivo è importante che l’ infezione sia evidenziata, diagnosticata e trattata durante la gravidanza.
Sia il virus HSV1, sia il virus HSV2, una volta giunti alla guarigione clinica,a differenza di altri virus, non sono eradicabili dal sistema immunitario dell’organismo ospite, né dalla terapia eseguita: dalla sede dell’ infezione giunta a guarigione,essi migrano lungo le terminazioni nervose e si localizzano all’ interno dei neuroni che compongono il fascio nervoso di quella specifica regione anatomica, ove rimangono per tempo imprevedibile allo stato di “quiescenza”, ovvero senza dare alcuna manifestazione di sintomi o quant’altro. In seguito a una serie di differenti stimoli a cui può andare incontro l’ individuo nell’ arco di vita, quali stress ormonali,emotivi, fisici, esposizioni prolungate al sole, interventi chirurgici, terapie oncologiche radio-terapiche o chemio-terapiche,il virus può risvegliarsi e passare dallo stato di latenza allo stato di “virus attivato”. Una volta attivatosi, dà luogo alla recidiva di malattia a vari livelli di gravità ed è estensione a seconda dello stato di integrità funzionalità del sistema immunitario dell’ ospite in quel preciso momento: nell’arco della vita le recidive possono ripetersi numerose, più volte nell’arco di uno stesso anno o addirittura anche nello stesso mese.

Terapia
La terapia si basa essenzialmente sull’impiego di farmaci antivirali che possono essere utilizzati localmente. Nel caso dell’herpes a localizzazione labiale, l’impiego di creme contenenti l’antivirale, quanto più immediato e precoce, tanto più si dimostra efficace nel renderne breve il decorso,e accelerandone la guarigione, alleviandone i sintomi di accompagnamento.
Nei casi in cui la manifestazione clinica sia particolarmente dolorosa ed è estesa si può ricorrere all’ impiego degli antivirali sotto forma di compresse da assumere per bocca; nei casi in cui la localizzazione sia peri-orbitaria o interessi la cornea è preferibile passare alla somministrazione del prodotto per via endovenosa che ne garantisce una più rapida e completa assorbibilità.

Varicella
È una (nota)malattia infettiva, altamente contagiosa che si contrae generalmente in età infantile durante i mesi invernali e nella prima parte della stagione primaverile. Il contagio avviene per via esclusivamente inter-umana diretta respiratoria attraverso la condivisone di ambienti ove soggiornino soggetti malati o soggetti portatori del virus in fase ancora “asintomatica”. L’agente responsabile è il ”Virus Varicella –Zoster (VZV)” e il quadro clinico che ne deriva è facilmente diagnosticabile:inizia con la comparsa di numerose vescicole, solitamente pruriginose,di forma ovalare o rotondeggiante, spesso circondate da un alone eritematoso che compaiono a “ondate” successive, fino a riempire tutto il corpo,arti compresi,il cuoio capelluto e la mucosa orale. Come le lesioni da herpes simplex 1, e 2 l’ evoluzione ne prevede la progressiva, talora lenta, trasformazione in croste che cadono spontaneamente. Il criterio medico per poter giudicare “guarito” e “non più infettante l’individuo è che tutte le vescicole si siano trasformate in croste: finché sussiste anche una sola vescicola l’individuo non può essere considerato “guarito” e pertanto è infettante.
Una complicanza abbastanza frequente nell’adulto è la “polmonite varicellosa”. Si può verificare in adulti sani ma è caratteristica degli individui immunocompromessi: si presenta con febbre, in corso di varicella, naturalmente, tosse stizzosa, talora accompagnata da difficoltà respiratoria. L’evoluzione è comunque favorevole verso la guarigione, senza reliquati a livello polmonare.

Herpes Zoster
È un’infezione tipica ed esclusiva dell’età adulta causata dal virus” Varicella Zoster (VZV)”. Il contagio avviene per via interumana diretta attraverso contatti con soggetti affetti da varicella: nella maggior parte dei casi, però, è legato a un processo di riattivazione endogena del virus dopo molti anni dall’acquisizione della varicella. Il quadro clinico è caratterizzato dalla comparsa di dolori intensi urenti in corrispondenza del segmento coinvolto dove la cute può diventare particolarmente sensibile al tatto. A questo segue la comparsa di vescicole tipicamente disposte “a fascia” in corrispondenza del tronco o della regione lombare che sono le zone anatomiche del corpo più frequentemente interessate. Le vescicole si raggruppano a formare dei veri e propri grappoli che in una settimana-dieci giorni si essiccano dando luogo a vere e proprie croste. L’Herpes Zoster, noto popolarmente come “Fuoco di Sant’ Antonio”, a differenza della varicella,non si diffonde in maniera totale in tutto l’organismo ma si localizza in aree del corpo specifiche,quali gli spazi intercostali, le regioni lombari e/o sacrali, la regione peri-orbitaria e sempre secondo una distribuzione unilaterale.

La comparsa dell’eruzione a “grappolo” può accompagnarsi, oltreché alla ben nota sintomatologia dolorosa(classica la descrizione che ne fanno i pazienti quando ne parlano: ”mi brucia come se ci avessi il fuoco!)a malessere generalizzato, spossatezza, talvolta febbre. Nella maggior parte dei casi, il dolore può persistere sottoforma di formicolii anche per alcuni mesi successivi alla guarigione della regione anatomica interessata: si parla di nevralgia post-herpetica. Solitamente nel 90% dei casi cessa entro due-tre settimane dalla comparsa dell’esantema: in una percentuale di casi può persistere dando luogo a una nevralgia cronica e debilitante con andamento intermittente aggravato dai cambiamenti di temperatura e da riesacerbazioni notturne.

Terapia
Sia nella varicella sia nell’infezione da herpes zoster la terapia consiste nella somministrazione di farmaci antivirali che devono essere assunti per bocca. In casi di soggetti particolarmente fragili in quanto a colpiti da altre morbosità o in caso di lesioni erpetiche particolarmente estese è preferibile la somministrazione per via endovenosa in regime di spedalizzazione.

Bibliografia
Christie, A.B. – Chickenpox. Infectious Diseases. Epidemiology and Clinical Practice pp. 262-277
Ramsey P, Fife KH, Hackmann RC- Herpes Simplex Pneumoniae – Ann Intern Med 97:813-820
Disler RS, Dover JS(1990) Chronic localized herpes zoster …Arch Dermatol 126:1105-1106
Moroni M., Esposito R.:- Malattie Infettive-

About the author

Angela Vivarelli

Pistoiese Doc, consegue il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Classico "Niccolò Forteguerri". Nel 1985 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo di Firenze con il massimo dei voti e lode. Nel 1990 consegue la specializzazione in ”Malattie Infettive” presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Firenze con il massimo dei voti e lode. Dal 1991, ad oggi, esercita la professione di Dirigente Medico Ospedaliero presso l’ Ospedale di Pistoia nelle disciplina di “Malattie Infettive”.
Ha pubblicato svariati lavori su riviste scientifiche internazionali e nazionali ed è co-autrice di numerosi abstracts inerenti a tematiche infettivologiche di interesse clinico. Ha partecipato negli anni a numerose convention nazionali su argomenti di “specialità”. Vive a Pistoia con la sua famiglia.

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