Storie (Di)Vino

Tannico: intervista a Marco Magnocavallo

Written by Piero Pardini

Credits: Tannico

Ci sono donne e uomini nell’universo dell’imprenditoria, che tramite intuizioni apparentemente semplici, da qualcuno definiti addirittura banali, ma che si fondano su una grande capacità manageriale, hanno dato una propria impronta ai mercati nazionali e non solo.
Marco Magnocavallo è uno di questi uomini illuminati. Ha capito le potenzialità della rete, ha creato, avvalendosi di un gruppo di validi collaboratori, un nuovo modo di fare imprenditoria nella commercializzazione dei vini.
Con “Tannico”, questo il nome della sua creatura, ha strutturato e reso fruibile al pubblico una grande enoteca visitabile comodamente dalla propria abitazione, nel bel mezzo di un parco, tra le mura del proprio ufficio o  comodamente seduti su un treno ad Alta Velocità.

Conosciamo il fenomeno “Tannico” dalle parole del suo ideatore un imprenditore al servizio dell’imprenditoria del mercato vitivinicolo ma non solo.

© Tannico

Le idee apparentemente semplici, si rivelano quasi sempre, quelle vincenti. Lei ha “virtualmente” preso un’enoteca e l’ha trasferita sul web. Com’è nata questa intuizione? Davanti a un bicchiere di vino?

L’idea di “Tannico” nasce nel 2012 quando, all’interno del Fondo di Venture Capital Principia, in cui ero Venture Partner, stavo studiando il mercato dell’e-commerce. Nelle varie analisi avevo individuato come il mercato del vino fosse – in Italia ma anche in altri Paesi Europei – molto indietro e senza alcun player di riferimento. Ho anche immaginato che un’azienda con ambizioni paneuropee non potesse che nascere in Italia o in Francia per questioni di cultura, relazioni con le cantine e professionalità. Siamo, quindi, partiti, a inizio 2013, con la semplice idea di portare online un business di enoteca tradizionale, creando un semplice sito e-commerce. Nel corso degli anni poi, mano a mano che studiavamo le dinamiche del mercato del vino, ci siamo accorti di alcune inefficienze di sistema e di nuove opportunità per “Tannico”.

Negli anni, ha consolidato la presenza sul mercato, diventando un autentico punto di riferimento? Qual è il segreto per questo successo?

La ricetta del nostro successo è abbastanza complessa e composta da tanti diversi ingredienti insieme ad un’infinita tenacia. Gli ingredienti principali a mio avviso sono: team, visione, coraggio. Un altro ingrediente fondamentale è il modo completamente diverso di raccontare il mondo del vino, con un preciso “tono di voce” con cui siamo riusciti ad allontanarci dalle legacy del settore, raccontando il vino in modo più vicino alle persone e, dunque, comprensibile. Altri componenti fondamentale, insieme ai contenuti, sono stati l’ampiezza dell’assortimento e la puntualità del servizio di consegne, stock, customer care. A parte la tenacia e l’entusiasmo che ci ha sostenuti fin dall’inizio, questa non è una ricetta che abbiamo scoperto subito. Si è trattato di un percorso: siamo partiti molto rapidamente e in un primissimo momento senza dar troppo peso a questi elementi ma poi ci abbiamo lavorato in modo intenso. I primi tre anni ci siamo impegnati sull’allargamento del catalogo, negli ultimi tre anni affinando molto il nostro modello da un lato sulla comunicazione e dall’altro su logistica, sul customer care e sul posizionamento del marchio.

© Tannico

Domanda quasi scontata: quanto ha condizionato le vostre attività, l’attuale situazione sanitaria globale? Danno o nuova opportunità?

Inizialmente, come tutti, abbiamo dovuto riorganizzare alcuni nostri processi, dal potenziamento del nostro reparto di Customer Care – per gestire l’aumento di richieste conseguente all’aumento degli acquisti online – e le operazioni logistiche in funzione delle numerose misure di sicurezza e costanti sanificazioni degli spazi e del personale. Abbiamo dovuto rivedere i turni del personale, al fine di garantire una minor concentrazione di addetti per turno e, allo stesso tempo, garantire un servizio adeguato alla crescita di ordini riscontrata. Per due mesi abbiamo, inoltre, eliminato la possibilità di pagare in contrassegno, evitando così il contatto con il personale dei al momento della consegna. Superate queste difficoltà, per la nostra attività l’incremento delle vendite online si è, inevitabilmente, trasformato in opportunità. Il 2020, è stato un anno non solo di boom degli acquisti di vino online ma anche di cambiamenti dei comportamenti di consumo. All’inizio del primo lock-down, ad esempio, abbiamo registrato un aumento del 100% dei volumi, del 10% della frequenza di acquisto e del 5% delle quantità di bottiglie per ordine effettuato. Anche nei mesi successi è proseguita la crescita dei volumi ma con dovute e differenti considerazioni. Se nella prima chiusura i dati manifestavano l’intento degli italiani di fare scorta, nei mesi successivi questa non sembra più essere una regola e anzi, una volta iniziata la convivenza con il virus, ciò che, maggiormente, emerge è il consolidamento dell’utilizzo di questo nuovo canale. A livello di servizio B2C ci siamo adattati ai cambiamenti delle richieste dei clienti sia sul lato tempistiche, accorciandole a 60 min nella città di Milano con il lancio di “Tannico Express”, che sull’ampliamento della nostra selezione, ovviamente in funzione delle nuove esigenze del consumatore come ampliando consistentemente la sezione dei vini naturali (su tannico.it, al Tannico Wine Bar e in Tannico Express) e ingrandendo le nostre importazioni dirette, ad esempio quelle francesi. Ovviamente, essendo cambiate anche le routine degli italiani, abbiamo risposto accelerando anche i progetti di intrattenimento tra le mura di casa e che già erano in fase di sviluppo come “La Tannico Flying School online” e i “Tannico Wine Tasting” via Zoom (che hanno dato la possibilità ai clienti di Tannico, o ai semplici appassionati, di degustare da casa in compagnia dei maggiori esponenti delle cantine italiane: Cantine Ferrari con la presenza di Marcello Lunelli, Antonio Rallo di DonnaFugata e Klaus Gasser di Cantine Terlano). Abbiamo anche sperimentato nuove modalità di fare eventi collaborando ad esempio con Veuve Clicquot nell’organizzazione di due Master Experience direttamente a casa dei nostri clienti (vedi qui dettagli) e stiamo lavorando ancora in questo in senso su progetti che lanceremo nei prossimi mesi.

Sono le aziende a cercare “Tannico” oppure il contrario?

Così come abbiamo riscontrato una rapida adozione del canale online da parte dei clienti finali, anche molte cantine, che fino a prima della pandemia sono rimaste timidamente a guardare, si sono dimostrate molto più determinate nell’abbracciare questo nuovo canale di vendita direct to consumer. Possiamo quindi dire che, ormai, sono definitivamente le aziende a cercare “Tannico”, così come trovano una soluzione vincente anche in WinePlatform, la piattaforma che, dal 2017, supporta le cantine nella vendita online dei propri prodotti ai propri clienti finali. WinePaltform ad oggi conta oltre 200 cantine attive e nel 2020 ha visto più che quadruplicare sia il numero di clienti serviti che di ordini gestiti nel corso del 2020, per un totale di oltre 78.000 bottiglie vendute.

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Quali sono le maggiori difficoltà di una commercializzazione globale. Quali sono quelle incontrate dalla vostra azienda?

Sicuramente, la gestione delle pratiche di esportazione nei diversi paesi che nel mondo del vino sono molto complicate.

A suo avviso, la forza della sua azienda consiste nella grande varietà di offerte proposte oppure nella facilità di fruizione delle stesse, e se esiste una piccola criticità quale potrebbe essere? Il rapporto umano?

Sicuramente, un nostro punto di forza risiede nella facilità di fruizione dei nostri servizi ma sono allo tempo anche l’ampia selezione, la puntualità del servizio compreso quello di Customer Care, lo storytelling del vino, l’intrattenimento informale e la multicanalità sulla quale abbiamo investito in modo molto consistente nel 2020, arrivando anche offline con l’apertura del primo Tannico Wine Bar di Milano, in via Savona 17.

Dolente nota, la contraffazione dei prodotti. Come si tutela, e quali sono le strategie messe in atto da “Tannico” per fronteggiare questa piaga dei mercati?

In “Tannico” abbiamo un team dedicato di sommelier che si occupano non solo della selezione delle referenze da inserire a catalogo, ma anche dei controlli di qualità e conformità.

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“Tannico”, da non molto, non è soltanto una enoteca online, ma una scuola dove si parla, si degusta, si racconta il vino a 360°. Cosa si aspetta da questa nuova proposta commerciale?

“Tannico” ha fin dalla sua nascita l’obiettivo da un lato di rivoluzionare le logiche di acquisto e vendita del settore enoico e, dall’altro, quello di raccontare e spiegare con il suo inconfondibile approccio sempre fresco e ben lontano dai cliché tutto ciò che ruota intorno al mondo del vino. Abbiamo iniziato a investire sul lato “Educativo” nel 2019 quando abbiamo riscontrato un grande successo in occasioni di incontri informali con i nostri clienti più affezionati nel nostro ufficio di via Chiossetto. Vedendo un riscontro positivo in questo nostro avvicinamento dal digitale all’offline, abbiamo iniziato a organizzare dei veri e propri appuntamenti calendarizzati di corsi di vino – “svecchiati” e per ogni livello di apprendimento – in loco, le Tannico Flying School, che sono, in breve, arrivate a Roma e nel 2020 anche nel Tannico Wine Bar. Nel 2020, per rispondere al confinamento tra le mura di casa degli italiani – abbiamo inoltre accelerato uno dei nostri progetti di multicanilità, ovvero quello di far sbarcare anche online le Tannico Flying School con il lancio della piattaforma in stile “Netflix” che dà accesso a un ampio bacino di video-corsi; percorsi tematici; degustazioni con ospiti, vignaioli, enologi e sommelier; pratici how-to per spiegare in modo semplice e completo tutto ciò che ruota intorno al mondo del vino. L’abbonamento, dal costo annuo di lancio di 79 euro, permette l’accesso a tutti i contenuti presenti sulla piattaforma dal continuo refill mensile. Crediamo molto in questa nostra componente learning e stiamo continuando a lavorare su nuovi progetti.

Come vede “Tannico” tra 10 anni e, inevitabilmente, come la sua figura proiettata nel prossimo futuro?

Sicuramente, tra 10 anni la presenza di “Tannico” sarà molto più consolidata e capillare all’estero. Già, a partire da quest’anno stiamo concentrando molti sforzi in questa direzione e abbiamo l’obiettivo di aggiungere diversi nuovi Paesi ai 18 in cui già siamo attivi e presenti. Ci immaginiamo anche che “Tannico”, con il trascorrere degli anni, potrà giocare un ruolo sempre più fondamentale e decisivo nel cambiamento delle dinamiche di vendita del settore vitivinicolo e l’accordo con ICE ne è l’esempio. Mi immagino quindi “Tannico” come un ecosistema di soluzioni e piattaforme a supporto della filiera del vino sia in Italia che all’estero.

About the author

Piero Pardini

Founder and editor of "The Wolf Post".
Freelance Journalist.
Wine critic and Sommelier.
He has also written about sports and technology for some specialized magazines.
Co-author of the authorized biography "Gianni Clerici - The writer, the poet the journalist", Le Lettere, Firenze.

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