Medicina

Perchè la zanzara mi sceglie sempre?

Written by Angela Vivarelli

Molti di voi si saranno chiesti il motivo per cui spesso sono vittime della puntura di zanzara con una frequenza maggiore di altre persone. Ebbene, la risposta è semplice: le zanzare, così come altri insetti, peraltro formidabili vettori di malattie infettive batteriche, virali, protozoarie,” scelgono” non a caso le loro vittime bensì seguono attraverso i sensi determinati stimoli che si trasformano in vere e proprie traiettorie “bersaglio”

Come attraiamo gli insetti?
Gli entomologi conoscono perfettamente i fattori che attraggono insetti e artropodi inducendoli all’attacco sull’ospite mediante la puntura. Le zanzare utilizzano nella scelta della “vittima” stimoli visivi, olfattivi, termici. Ci sono tipologie di zanzara che pungono durante il giorno, stimolate dalla luce del sole (es. l’Aedes aegypti, responsabile della Dengue, attiva nelle prime ore del mattino e prima del crepuscolo) e zanzare che pungono la notte, appena dopo il tramonto (es.: la zanzara Anopheles, responsabile della trasmissione della malaria).
Generalmente le zanzare sono attirate dal movimento dell’ospite e dall’abbigliamento di tonalità scura. Gli stimoli visivi orientano la direzione del volo verso l’ospite in movimento: inoltre, l’anidride carbonica, l’acido lattico, il calore e il tasso di umidità della pelle, così come i profumi, le lozioni corpo profumate, i saponi costituiscono un’eccellente attrattiva per lo sgradito, fastidiosissimo ospite. È dimostrato che esiste una recettività innata in ognuno di noi verso un tipo di zanzara piuttosto che verso un altro: inoltre, appartenere al sesso maschile, essere in età adulta e non infantile, essere in giovane età rispetto ad avere un’età senile, essere in sovrappeso o meglio ancora, essere obeso, sono tutti fattori fisiologici predisponenti. In particolare, i soggetti obesi producono più anidride carbonica nel loro ciclo di respirazione rispetto agli individui normo-peso ed emettono più calore dalla loro massa corporea durante lo svolgimento degli atti fisiologici routinari. Da qui uno dei motivi principali per cui spesso si ritrovano ad essere, loro malgrado “le prede “preferite.

Come attraiamo gli insetti? La protezione personale
Naturalmente a difesa di certi fattori individuali immodificabili, quali il sesso, l’età, la massa corporea, esistono delle strategie per difenderci da questo tipo di aggressioni, tanto più frequenti, quanto più ci avviciniamo alle temperature caldo dell’estate. Visto che siamo in clima di vacanze estive, la programmazione di un viaggio deve tenere presente, a seconda delle zone di destinazione, dell’eventualità di potere essere vittima di punture di insetto con la conseguente eventualità di potere poi sviluppare malattie connesse alla puntura. Così come le zanzare, anche le mosche, le zecche, le cimici, le pulci i pidocchi son i formidabili vettori di numerose malattie per l’uomo. Da qui si evince l’importanza di conoscere le strategie più idonee per evitare, soprattutto durante le vacanze, ma anche all’interno delle nostre abitazioni, di essere prede succulente per questi sgradevoli ospiti.

Nel caso che si debbano programmare soggiorni estivi all’interno di campeggi è basilare la scelta del luogo prediligendo aree ventilate e asciutte, il più possibile distanti dalla vegetazione e da zone ove sia presente acqua stagnante.
Una volta individuati i luoghi a minor rischio per soggiornarvi o nel caso che si programmino escursioni all’aperto il secondo elemento che può fornirci una ragionevole protezione è rappresentato dall’abbigliamento: se ben composto nei vari capi, l’abbigliamento funziona da vera e propria barriera meccanica. Di sicuro una maglia leggera a manica lunga abbinata a pantaloni lunghi rappresenta una valida barriera protettiva per larga parte del corpo: senza dubbio anche una camicia larga a copertura di una canottiera intima ridurrà sensibilmente le punture sulla parte superiore del corpo. Infine, un cappello a tesa larga, meglio se anch’esso di colore chiaro, contribuirà a salvaguardare il collo, la testa da punture non solo delle zanzare ma anche da mosche, tafani e moscerini. Sono senza ombra di dubbio di grande e a completamento, per escursione di durata lunga e in zone montane, guanti, ghette, stivali alti e larghi da poterci far entrare dentro i pantaloni e valida alternativa al cappello può essere costituita da maglie/felpe dotate di cappuccio. L’abbigliamento dovrà tenere conto anche del colore del tessuto: in generale, tutti i colori chiari funzionano da “repellenti” naturali, al contrario, i colori scuri attraggono l’insetto e fungono da traiettoria del volo verso l’ospite bersaglio.
Per coloro,inoltre,che debbono affrontare un viaggio in zone tropicali o sub-tropicali (ma non solo!), a completamento di quanto sopra indicato è assolutamente indispensabile munirsi di una zanzariera per avere la garanzia di una protezione anche durante il sonno: è uno strumento leggero, di minimo ingombro in valigia, semplice da montare sia in camera da letto a protezione di coloro che dormono in spazi interni, sia a protezione di coloro che prevedono di soggiornare all’aperto dormendo dentro i sacchi a pelo. Al momento dell’istallo, è necessario verificarne l’integrità, ovviamente, e aver cura della modalità di montaggio indicato nella confezione, generalmente molto semplice.

L’efficacia della proiettività è incrementata se la si impregna fino dall’inizio con repellenti per insetti come, ad esempio, la permetrina che resiste al lavaggio dei tessuti ed è scarsamente assorbito dalla cute dei mammiferi.

Come attraiamo gli insetti? I repellenti
Molto dibattuto è il quesito su quale sia il repellente migliore: ancora oggi una risposta e una definizione definitiva su quale sia il repellente ideale non c’è. Comunque, le caratteristiche principali di un repellente ottimale sono le seguenti, deve essere:
– utile contro zanzare, ragni e artropodi in generale
– persistente per ameno otto ore dall’applicazione
– non tossico, non irritante per cute e mucose-resistente all’acqua
– non dovrebbe essere dotato di una unica modalità di azione ed essere attivo verso il più ampio numero possibile di insetti e artropodi, tra loro entomologicamente differenti
Molteplici sono i parametri chimici che rendono efficace un prodotto finalizzato a tutto ciò, incluse la sua concentrazione, la frequenza di applicazione nell’arco della giornata e della sera e l’uniformità di applicazione da parte di chi lo usa. Uno studio ha dimostrato che perfino il sesso dell’individuo “ospite” gioca un fattore importante nel determinarne l’efficacia finale: nel sesso femminile i prodotti a base di DEET, ad esempio, hanno una efficacia inferiore rispetto allo stesso prodotto utilizzato nel sesso maschile. Anche i processi di evaporazione e di assorbimento dalla superficie cutanea, il tasso di sudorazione presente nell’arco della giornata, la pioggia o l’acqua sono tutti fattori riducenti l’efficacia di azione del prodotto. Anche i fattori ambientali giocano un ruolo significativo nel condizionarne a resa: un incremento della temperatura di circa 10 gradi può comportarne la perdita di efficacia di circa il 50% a causa di una più rapida evaporazione dalla cute. Al di là di questi dettagli, è necessario sapere che in ogni caso la limitazione più grande degli insetto-repellenti è che comunque è sufficiente che anche una piccola parte rimanga scoperta dalla loro applicazione per vanificare il corretto impiego nella restante parte di superficie corporea.

La DEET
È in assoluto la sostanza insetto-repellente più efficace, diffusa e utilizzata in tutto il mondo, disponibile in lozione, spray, gel, stick soldi con un profilo di sicurezza assolutamente comprovato. Si ritrova come componente base in tantissimi prodotti antizanzara con concentrazioni che variano dal 5 al 35% ed è un componente del notissimo “OFF” formulazione spray o in formulazione “attive” in lozione: una concentrazione pari al 15% garantisce una protezione di circa 4 ore da zanzare, zecche e tafani.

L’ICARIDINA
L’Icaridina è un ottimo insetto-repellente: si differenzia dalla DEET per la sua formula molto delicata che la rendono fruibile anche sulla pelle dei bambini di età superiore ai due e anni e ha un’efficacia protettiva dalle tre alle dieci ore a seconda della quantità applicata sulla cute e difende dall’attacco di zanzare, tafani e zecche. Facendo riferimento al prodotto ove si trova maggiormente impiegata cito l’Autan family spray che la contiene a concentrazioni al 10% e la versione “protection plus” che la contiene a concentrazioni del 20% con persistenza di circa 8 ore dopo una singola applicazione e piena attività contro zanzare comuni, zanzara tigre, zanzara tropicale, zecche e tafani.
Ampia è inoltre la scelta dei repellenti che ci vengono offerti dalla natura di cui il più noto è sicuramente rappresentato dalla citronella, venduto per questo scopo sotto forma di “candele profumate”: il limite del prodotto è la brevissima durata d’azione: anche l’eucalipto è noto per le sue proprietà e la sua efficacia verso gli insetti, così come il geranio, la lavanda, il bergamotto. Tra essi il più noto e utilizzato è senza dubbio l’olio di eucalipto che assicura una protezione di circa due ore: tutti i repellenti naturali sono accomunati dall’attività estremamente fugace che ne rende indispensabile il loro utilizzo a elevatissime concentrazioni per garantire una protezione prolungata è l’applicazione ripetuta in intervalli di tempo brevissimi. Trovano una loro applicazione nei bambini molto piccoli con età inferiore a due anni.

Bibliografia:
– Bock GR, Cardew G.: Olfaction in Mosquito-Host Interaction
– CurtisCF: -Personal Protection from blood-feeding arthropods in Auerbach PS et al. in Wilderness Medicine 4th edn. St. Louis: Mosby; 2001: 754-768
– Fradin MS: Mosquitoes and mosquito repellents: a clinician guide Ann. Int. Med 128(11):931-940
– Insect Repellents Med.Lett Drugs Ther 31:45-47

About the author

Angela Vivarelli

Pistoiese Doc, consegue il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Classico "Niccolò Forteguerri". Nel 1985 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo di Firenze con il massimo dei voti e lode. Nel 1990 consegue la specializzazione in ”Malattie Infettive” presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Firenze con il massimo dei voti e lode. Dal 1991, ad oggi, esercita la professione di Dirigente Medico Ospedaliero presso l’ Ospedale di Pistoia nelle disciplina di “Malattie Infettive”.
Ha pubblicato svariati lavori su riviste scientifiche internazionali e nazionali ed è co-autrice di numerosi abstracts inerenti a tematiche infettivologiche di interesse clinico. Ha partecipato negli anni a numerose convention nazionali su argomenti di “specialità”. Vive a Pistoia con la sua famiglia.

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