Medicina

La Malaria

Written by Angela Vivarelli

Glossario
Malattia endemica: malattia costantemente presente in un determinato territorio
Vettore: organismo vivente necessario affinché un’infezione sia trasmessa all’interno di un’altra specie

La malaria è una parassitosi causata da un protozoo, il Plasmodio, trasmesso all’ uomo tramite la puntura di zanzara: la Zanzara Anopheles. Ancora oggi, a distanza di oltre 100 anni dalla scoperta del suo agente causale, ha larghissima incidenza su scala mondiale, seconda soltanto, per morbilità e mortalità, alla tubercolosi, con 230 milioni di casi clinici all’anno (di cui il 90% in Africa tropicale) e circa 500.000 decessi l’anno.

La malaria: uno sguardo sul mondo
Nella prima metà del XX secolo la malaria è stata eradicata da gran parte delle aree temperate: oggi è endemica nei Paesi della fascia tropicale e sub tropicale, altamente rappresentata in Africa, dove si verificano il maggior numero di casi e di decessi in tutte le varie fasce di età, compresa l’infanzia e largamente diffusa con diversi gradi di endemia in Paesi del Sud-est asiatico, del Medio Oriente e dell’Asia Centrale, del Pacifico occidentale, dell’America Centrale meridionale.
Ogni anno dai 10.000 ai 30.000 viaggiatori europei e americani si ammalano di malaria, anche se si ritiene che in realtà questo dato sia ampiamente sottostimato in quanto un alto numero tra essi, solitamente i viaggiatori “abituali” (per turismo o per motivi professionali) pratica l’autodiagnosi e l’auto-cura, sfuggendo agli obblighi di notifica di malattia infettiva. Numeri a parte, è più che evidente che l’aumento dei viaggi internazionali (spesso offerti a prezzi low-cost e pertanto fruibili ai più) e la presenza di flussi migratori da paesi maggiormente colpiti hanno comportato un aumento di casi nei paesi ove la malattia non è rappresentata per l’assenza del vettore: la “zanzara Anopheles – famiglia Culicidae”. I casi notificati ogni anno in Europa sono tutti casi di importazione, ovvero casi in cui il contatto è avvenuto nel paese ove la malattia è endemica in tutti i mesi dell’anno.
Già dai primi anni ’50 l’Italia era di fatto un paese “quasi” libero dalla malaria: le bonifiche delle aree paludose che ebbe inizio nel 1928, la meccanizzazione dell’agricoltura, la messa in coltura di aree fino ad allora incolte, i miglioramenti del regime alimentare e delle condizioni igieniche ambientali contribuirono a eradicare la Zanzara Anopheles dal nostro territorio rendendolo “ufficialmente libero da malattia” come dichiarato dall’OMS nel 1970. Ad oggi è attivo su territorio nazionale un sistema di sorveglianza che monitora annualmente i casi di malattia su territorio nazionale. Anche da noi, come nel resto d’Europa i casi che vengono registrati da sono “casi importati”, ovvero ove l’infezione si è verificata in paesi ove è endemica grazie alla presente del vettore, appunto la famigerata Anopheles. Possono dunque contrarre la malaria tutti coloro che per motivi professionali debbono soggiornare nelle zone che ho sopra elencato, chi programma le vacanze ai tropici e nei paesi sub-tropicali e inoltre tutti coloro che, seguendo i flussi migratori, per motivi prevalentemente politici, sono costretti ad abbandonare le loro zone di provenienza ad alta endemia, dirigendosi in Europa in cerca di asilo.
La malattia, una volta contratta attraverso la puntura dell’agente vettore, la Zanzara Anopheles, NON si trasmette da UOMO a UOMO, ovvero chi si ammala di malaria NON trasmette la malattia ad altra persona che con lui ha avuto/ha contatti nella comune vita di relazione.

La malaria: il vettore, ovvero la Zanzara Anopheles
In tutto il mondo ci sono più di 400 diverse specie di zanzare Anopheles, di cui solo 30 quelle che hanno la maggiore importanza come vettori di malaria. Le zanzare adulte possono riprodursi e sopravvivere a temperature ambientali non inferiori ai 15-18°C e a un elevato grado di umidità atmosferica, sempre in presenza di raccolte d’acqua, preferibilmente acquitrinose e stagnanti, essenziali per il loro ciclo di sviluppo. Infatti è in acqua che avviene la deposizione delle uova,la loro schiusa con la fuoriuscita delle larve che daranno origine all’insetto adulto. Gli adulti vivono in media da pochi giorni (i maschi) a diverse settimane (le femmine). Le femmine di zanzara hanno necessità di effettuare dei pasti di sangue ogni 3-4 giorni per la maturazione delle uova. La caratteristica della zanzara Anopheles (a differenza della Aedes Aegipty, agente causale della Dengue) è l’abitudine di pungere durante le ore del crepuscolo e della notte, in assoluto a maggior rischio per l’uomo di potere contrarre la malattia. Attraverso una semplice puntura essa, se infetta, inocula nel sangue del malaugurato ospite il parassita Plasmodiumdi cui il più temibile in assoluto è il Plasmodium Falciparum responsabile della cosiddetta “malaria maligna”:se non riconosciuta e non trattata può portare l’individuo a morte in tempi brevi.

La malaria: sintomatologia
Il sintomo chiave della malaria è la febbre. Si tratta di una febbre con picchi anche molto elevati (fino a40°e oltre) accompagnata da brivido scuotente, atro-mialgie e sudorazione profusa alla defervescenza. La gravità del quadro clinico e della sintomatologia di accompagnamento è oltremodo variabile, dipendendo dall’ età del soggetto e dalla sua situazione immunitaria: possono coesistere alterazioni dello stato di coscienza, fino al vero e proprio coma, comparsa di ittero, comparsa di quadri di insufficienza renale acuta, fino, appunto, alla morte.

La malaria: una malattia prevenibile
Nella programmazione di un viaggio in regioni tropicali o sub-tropicali è necessario sapere se nel paese che rappresenta la destinazione finale dell’itinerario prescelto la malaria è presente come malattie endemica o meno. Questo punto è assolutamente fondamentale per prevedere il rischio di contrarla e poter mettere a punto tutta una serie di comportamenti di prevenzione/protezione individuali e di strategie di chemioprofilassi farmacologica, là ove richiesta.

È necessario, inoltre, tenere presente che il rischio di contrarre la malattia, oltreché dalla zona di destinazione del nostro viaggio, dipende dal tempo di permanenza: tanto più è lungo, tanto maggiore è il rischio di ammalarsi. Le principali misure di prevenzione individuali che si possono mettere in atto con molta semplicità sono focalizzate sulla riduzione del contatto tra zanzare e uomo. Si raccomanda, durante escursioni in luoghi “a alto rischio” (esperienza del safari, viaggi all’interno della giungla) di adottare un abbigliamento il più possibile idoneo a coprire il più possibile il nostro corpo. Sono utilissime a tal proposito maglie leggere a maniche lunghe, pantaloni lunghi, meglio se arrotolati dentro le ghette o gli stivali, ghette, per la protezione delle caviglie. Non è da dimenticare l’utilizzo di cappelli a “tesa larga” che permettano la protezione del collo e della parte superiore delle spalle l’abbigliamento dovrà inoltre, essere di colore chiaro, bianco, avorio o sabbia, perché è scientificamente dimostrato che i colori scuri fungono da vere e proprie “calamite attrattive” per le zanzare e che addirittura indirizzino il volo verso l’ospite predestinato all’aggressione.
Inoltre, è buona norma inserire nel bagaglio di viaggio prima della partenza una zanzariera. Ne esistono svariati modelli da viaggio: sono oggetti di indiscussa utilità per la salute a fronte di un minimo ingombro in valigia. L’essenziale è che ovviamente siano integra in tutte le sue parti, senza porte di ingresso, senza strappi o buchi anche piccoli, che sia montata bene attorno al letto e che, una volta montata, sia adeguatamente chiusa. L’utilizzo per l’uso che se deve ricavare è ottimale se si provvede a impregnarla di un prodotto insetto-repellente: generalmente, quello più adatto a tale uso è la permetrina spray in quanto resiste a diversi lavaggi e addirittura se spruzzata contestualmente sugli abiti garantisce protezione pressoché integrale. Sugli abiti persiste circa otto settimane e inoltre è scarsamente assorbita dalla cute.

Durante le ore diurne del soggiorno si raccomanda l’uso regolare e metodico dei repellenti per insetti a base di DEET o di Icaridina, quest’ultima molecola contenuta a diverse concentrazioni nel noto “Autan”. Ne esistono diverse tipologie di preparazione, in lozione, spray, in stick, in gel e anch’essi debbono figurare nel Kit “pronto-viaggio” ed esser utilizzati come veri e propri, preziosi alleati del nostro viaggio in sicurezza.
Tuttavia anche se correttamente conosciute e messe in pratica le sole norme di protezione individuale e gli insetto-repellenti di per sé possono non garantire assoluta incolumità da una probabile aggressione durante il nostro soggiorno: a seconda delle zone geografiche di destinazione,in aggiunta ai comuni mezzi di protezione individuale, è necessario il ricorso alla chemioprofilassi attuabile mediante l’impiego di farmaci anti-malarici che vanno utilizzati secondo schemi prestabiliti con una data di inizio, una durata, e una data di interruzione. Quest’ultimo capitolo, anche a fronte del problema sempre più pressante della farmaco-resistenza dimostrata dai ceppi di Plasmodio in quest’ultimo decennio, non è sempre di semplice gestione: esistono per questo tipo di necessità degli Ambulatori USL Territoriali predisposti a confezionare la chemioprofilassi individuale, il più possibile adeguata e sicura, tenendo presente parametri quali l’età del soggetto che deve assumerla,eventuali malattie di base pre-esistenti e concomitante assunzione di farmaci, eventuale stato di gravidanza in atto e infine, il paese di destinazione del viaggio.

Bibliografia:
– aifa.gov.it OMS-nuove-linee-guida per l’eliminazione della malaria
– Gilles H.M., Warrel D. in-Bruce-Chwatt’s Essential malariology,3 Edition, Edward Arnold, London
– Schlagenhauf P., Muentner P.: -Imported Malaria-in Traveller’s Malaria
– Van den Ende J., Van Gompel A.: -Clinical aspects of malaria-in Handbook of malaria infection in the tropics (a cura del prof. Carosi e del dott. F. Castelli-Opsedale Civile di Brescia)
– Warrell D.A., Molineaux M.E. Beales P.: – Plasmodium Falciparum severe and complicated malaria-Transactions of the Royal Society of Hygiene and Tropical Medicine
– WHO: -The world Report-Geneve, Switzerland-
– www.epicentro.iss.it>malaria
– www.salute.gov.it

About the author

Angela Vivarelli

Pistoiese Doc, consegue il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Classico "Niccolò Forteguerri". Nel 1985 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo di Firenze con il massimo dei voti e lode. Nel 1990 consegue la specializzazione in ”Malattie Infettive” presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Firenze con il massimo dei voti e lode. Dal 1991, ad oggi, esercita la professione di Dirigente Medico Ospedaliero presso l’ Ospedale di Pistoia nelle disciplina di “Malattie Infettive”.
Ha pubblicato svariati lavori su riviste scientifiche internazionali e nazionali ed è co-autrice di numerosi abstracts inerenti a tematiche infettivologiche di interesse clinico. Ha partecipato negli anni a numerose convention nazionali su argomenti di “specialità”. Vive a Pistoia con la sua famiglia.

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