Medicina

Il ragno violino: piccolo, solitario e potente!

Written by Angela Vivarelli

Caratteristiche morfostrutturali
Il ragno violino (Loxosceles Rufescens – Phylum Arthropoda – Classe Arachnida) è una creatura che appartiene alla fauna del Mediterraneo oramai da oltre cento anni. Estremamente diffuso nel bacino del Mar Mediterraneo, dal Marocco fino ai paesi dell’Africa Settentrionale, in Italia lo si ritrova prevalentemente nelle zone costiere peninsulari e delle isole, in particolare Sicilia e Sardegna.In questi cento anni di idi convivenza condivisa, gli zoologi non hanno rilevato alcun aumento della sua diffusione in natura e neppure della sua aggressività verso l’uomo, peraltro molto bassa anche se pericolosa.
Grazie al colore del corpo che varia dal marrone chiaro al gialliccio, il “ragno violino”si mimetizza molto bene con la sabbia e con le rocce, ove ama annidarsi, al caldo, a causa della sua innata avversione per il freddo. Il curioso appellativo con cui è popolarmente conosciuto è legato alla presenza di una macchia posta al centro dell’ opistosoma, di un marrone più scuro rispetto al resto del corpo,con morfologia allungata che ricorda, appunto l’aspetto, di un violino; le zampe, sottilissime, sono solitamente più chiare rispetto al corpo e ricoperte da una corta, sottile peluria che lo rende lievemente translucido al riflesso della luce.

Ragno Violino

Gli habitat preferiti
Timido e schivo, soprannominato anche “il ragno eremita marrone”, il ragno violino ama gli interni delle nostre abitazioni in quanto teme il freddo. I suoi habitat preferiti sono i luoghi riparati e poco luminosi quali le fessure dei muri, i battiscopa, gli interni delle scatole, le parti posteriore dei mobili, le intercapedini fra le porte; si può ritrovare anche nei solai, nelle cantine, nei garage, e nelle stalle. Negli ambienti esterni trova rifugio sotto le cataste di legna e sui muri delle stalle. La femmina depone le uova, generalmente numerose, nel periodo dell’anno compreso tra febbraio a ottobre: e la vita media dei ragnolini neonati dal momento della schiusa delle uova è di circa quattro anni. Notevole è la sua resistenza alla mancanza di cibo e di acqua.

La sua giornata tipo
Il “ragno violino” è un accanito lavoratore notturno: passa le ore a tessere la ragnatela, piccola ma robusta, con aspetto vagamente vischioso, e ad attaccare le proprie prede, piccoli insetti o ragni morti. Durante il giorno è perlopiù quiescente.
Solitamente, se non attaccato, non attacca mai per primo, non avendo un istinto aggressivo, comportandosi come pacifico co-inquilino. Se sollecitato dall’ esterno, o calpestato, reagisce prontamente per legittima difesa con un morso in grado di iniettare un veleno pericoloso per l’uomo: non a caso è annoverato nel gruppo dei ragni d’ Italia “velenosi”, assieme alla vedova nera e alla tarantola. Il veleno che inietta è una sostanza una sostanza “citotossica” da natura proteica, ovvero tossica nei confronti dei nostri tessuti, cutanei e sottocutanei, che possono essere danneggiati con una vera e propria necrosi di lenta e difficile cicatrizzazione.

Il quadro clinico della puntura del ragno violino
Solitamente il morso è indolore e passa del tutto inosservato. Al morso, dopo 24-48 ore fa seguito la comparsa di una lesione cutanea rossa, talvolta pruriginosa, generalmente mono-laterale localizzata nel sito anatomico di “attacco” dell’artropode. La lesione primaria, di per sé morfologicamente aspecifica è caratterizzata da un peggioramento progressivo nei giorni successivi.
Come abbiamo detto, con il morso sono introdotte nel tessuto sottocutaneo e nel derma macromolecole estranee ai tessuti dell’organismo ospite che causano una reazione infiammatoria cutanea locale e un a vera e propria distruzione tissutale, ovvero una vera e propria “dermo-necrosi”: Il risultato finale, a breve, è la comparsa a livello di cute, di un’ulcera più o meno estesa che si approfonda nello strato sottostante la cute, dolente, che richiede generalmente tempi lunghi per cicatrizzare. Può, inoltre, concomitare la sovraimmissione di batteri che rendono necessaria l’introduzione di terapia antibiotica.
Il quadro sopra descritto, quando limitato alla sola cute, viene denominato: ”loxoscelismo cutaneo”. Nei soggetti più fragili e vulnerabili l’azione velenosa può dar luogo a una sintomatologia, oltreché cutanea, sistemica, con comparsa di artro-mialgie diffuse e di febbre anche elevata con compromissione del sensorio il quadro può evolvere verso un interessamento multi-sistemico può successivamente comparire quest’ ultimo caso possono comparire in breve tempi dolori diffusi articolari e febbre anche elevata. Si parla in questo caso di “loxoscelismo sistemico”. In ogni caso è assolutamente indispensabili rivolgersi al Pronto Soccorso o dal proprio medico di fiducia per intraprendere un’adeguata terapia a base di antidolorifici, antipiretici in caso di febbre, eventualmente associate anche a terapia antibiotica. Se non in regola, formalizzare il rinnovo del vaccino anti-tetanico.

Come riconoscere il morso del ragno violino?
È molto difficile vedere il nostro amico “in azione”, anche perché il suo è un morso del tutto indolore se per caso lo vedessimo, l’aspetto è talmente insignificante da non dar peso alla sua presenza, nel momento in cui ci attacca.

loxoscelismo-cutaneo

Cosa debbo fare in caso di aggressione?
Poche e semplici sono le mosse da attuare se si sospetta di essere stati morsi dal ragno. Per prima cosa è opportuno lavare la parte lesa con abbondante acqua e sapone evitando l’impiego di disinfettanti aggressivi
Evitare di incidere la zona colpita dove è presente il morso
Applicare il ghiaccio per evitare il gonfiore
Asciugare delicatamente passano poi a disinfettare la parte lesa con pomate antibiotiche quali la gentamicina
Osservare con attenzione l’evoluzione del quadro locale cutaneo: in caso di comparsa di rossore e gonfiore, oltre la disinfezione e l’antibiosi locale è opportuno il pronto inizio di terapia antibiotica per bocca.
In caso di comparsa di ulcera del tessuto è opportuno recarsi subito al più vicino Pronto Soccorso e far contattare al medico il Centro Antiveleni.
In caso di comparsa dell’insorgenza di sintomi gravi quali febbre, artralgie diffuse, malessere generalizzato mal di testa e sopore è indispensabile rivolgersi a un Pronto Soccorso in urgenza e contattare da qui il Centro Antiveleni.
Là ove possibile, infine, è sempre importante cercare di dare un’occhiata in giro alla ricerca dell’aggressore e se è individuabile, portarlo in visone, anche una volta ucciso, al Pronto Soccorso, o esibirne la foto per l’identificazione.

La prevenzione
Si basa fondamentalmente sulla bonifica degli ambienti in cui viviamo, curando l’igiene delle nostre abitazioni, rimuovendo eventuali insetti morti che costituiscono il pasto preferito del nostro aggressore. Gli insetti morti non rimosso possono costituire un invito a entrare e a sostare all’interno dell’abitazione, in un piccolo anfratto oppure in un luogo buio. Può rendersi necessario sigillare battiscopa, fessure nei muri, passaggi per le tubature e tutti gli anfratti che possono costituire un nascondiglio stabile e sicuro. Inoltre, è indispensabile valutare la presenza di eventuali ragnatele nelle stanze in cui viviamo, la loro forma, il colore, solitamente biancastro con aspetto “translucido”: nel qual caso è utilissimo ricorrere all’uso di DDT in quanto si traccia di segni rappresentativi della sua presenza.
Opportuno è sempre sbattere a lungo indumenti conservati al buio per tempi lunghi dentro armadi o bauli: nel caso di sospetti la sua presenza attraverso l’osservazione di ragnatele nelle nostre case, è opportuno sapere che esistono in commercio prodotti specifici per la disinfestazione delle abitazioni dagli aracnidi e animali striscianti che garantiscono una soddisfacente disinfestazione ambientale.
Oltre la prevenzione ambientale, esiste, poi, una prevenzione “individuale/comportamentale basata sull’utilizzo routinario di guanti durante il giardinaggio e quando si puliscono ambienti in penombra, a lungo chiusi, quali garages, cantine, soffitte.

È giusto temere il “ragno violino”?
Normalmente conviviamo con animali/insetti assi più pericolosi del ragno violino quali zecche, api, tafani, calabroni: ad oggi non sono riportati decessi da morso di ragno violino in Italia. È comunque importante sapere che è ben rappresentato anche nei nostri territori e che la tossicità del suo veleno rende degno da parte nostra un doveroso rispetto e una conoscenza sulle reazioni innescabili nel nostro organismo, onde attuarne i protocolli di diagnosi e cura più adeguati.

Bibliografia:
-ASSOCIAZIONE ITALIANA di ARACNOLOGIA (www.forum.aracnofilia.org)
– FANAN E., ZINA A, ARNO C,1999: -Necrotic bite by Loxosceles rufescens: a case report. Int.J. Med.Biol. Environ.27(2):131-132
HANSEN H.-: L’importanza medica di alcuni ragni viventi negli ambienti urbani a Venezia-Boll.Mus.civ.St.nat.Venezia
-http: www.aracnofia.org/aracnologia/il-ragno-violino-e-cosi-pericoloso-loxosceles-rufescens-in-Italia/
-SCHENONE h., SUAREZ G.: -Genus Loxosceles-Handbook of experimental pharmacology. Springer, Berlin 48:247-275
-WONG R.C., HUGHES S.E., VOORHEES J.J.,1987: Spider bites – Arch Dermatol. 123:98-104

About the author

Angela Vivarelli

Pistoiese Doc, consegue il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Classico "Niccolò Forteguerri". Nel 1985 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo di Firenze con il massimo dei voti e lode. Nel 1990 consegue la specializzazione in ”Malattie Infettive” presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Firenze con il massimo dei voti e lode. Dal 1991, ad oggi, esercita la professione di Dirigente Medico Ospedaliero presso l’ Ospedale di Pistoia nelle disciplina di “Malattie Infettive”.
Ha pubblicato svariati lavori su riviste scientifiche internazionali e nazionali ed è co-autrice di numerosi abstracts inerenti a tematiche infettivologiche di interesse clinico. Ha partecipato negli anni a numerose convention nazionali su argomenti di “specialità”. Vive a Pistoia con la sua famiglia.

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