Medicina

Viva l’estate ma … occhio al caldo!

Written by Angela Vivarelli

L’estate è indubbiamente la più ambita delle quattro stagioni dell’anno, in quanto rappresenta per noi tutti la libertà: libertà dagli impegni scolastici, libertà dagli impegni quotidiani di lavoro, possibilità di lunghe passeggiare all’aria aperta, fruibilità di ore luce fino a tarda sera. È il periodo dell’anno in cui la natura raggiunge il massimo rigoglio e ci invita ad assaporarne l’essenza nei periodi di vacanza, sia essa al mare, ai laghi, in montagna o siano momento di gite spensierate alla scoperta di luoghi vicini o lontani.
Non bisogna, tuttavia, dimenticare che è anche il periodo dell’anno in assoluto più caldo, come ci ricorda il nome stesso che deriva dal latino “aestas”, letteralmente “calore bruciante”: è ovvio, dunque, che vivendo all’aperto a temperature talora elevate possiamo incappare in quadri patologici che possono essere gravati da risvolti anche gravi, innescati proprio dalle elevate temperature a cui possiamo esporci durante le ore più calde del giorno.

Giuseppe Arcimboldo – Estate – 1563 – Olio su tavola, 67×51 cm- Kunsthistorisches Museum, Vienna

Il colpo di calore
Il “colpo di calore”si definisce scientificamente come “ipertermia contestuale a una mancanza di resetting del centro termoregolatore” a cui consegue l’aumento della temperatura corporea per incapacità del nostro organismo a disperdere il calore accumulato. La sintomatologia che ne consegue i rischi ad esso collegati possono esprimersi a vari stadi di gravità anche se i soggetti più a rischio di quadri gravi sono i bambini e gli over 65.

Qualche accenno di fisiologia umana: l’uomo come creatura” omeoterma”
Con il termine “omeotermo”si definisce qualunque organismo animale, tra cui l’uomo, in grado di mantenere “un equilibrio termico” attraverso sofisticati meccanismi fisiologici regolati dall’ipotalamo e dagli organi periferici.
L’effetto finale di questo equilibrio è assicurare l’equilibrio fra produzione e perdita di calore e quindi il mantenimento di una temperatura corporea stabilmente compresa fra i 36,4° e i 37°gradi Celsius in stato di benessere.
La dispersione di calore a livello periferico attraverso la cute avviene con meccanismi fisici che nel loro insieme costituiscono la cosiddetta “termoregolazione fisica”. Quello universalmente conosciuto è la “sudorazione”. La sudorazione è un processo attivo di secrezione di un liquido da parte delle ghiandole sudoripare, il sudore che evapora dalla nostra cute in maniera più o meno evidente, a seconda del tasso di umidità ambientale e della temperatura esterna in cui si trova un organismo, dissipando il calore in eccesso dal corpo.
Accanto alla sudorazione esiste un altro importante meccanismo, la ”perspiratio insensibilis” che consiste nella continua evaporazione dei liquidi interstiziali della cute e delle mucose.
Quando questi meccanismi, per le più svariate ragioni, vengono alterati, si ha un aumento della temperatura corporea, o “ipertermia”, o una sua diminuzione” ipotermia”.
Un alto tasso di umidità ambientale associata o meno all’aumento della temperatura esterna e all’assenza di ventilazione sono le cause ambientali principali di ipertermia, ovvero di un allontanamento più o meno marcato dal punto di equilibrio della nostra temperatura corporea fisiologica, alla base della sintomatologia del colpo di calore.
Contestualmente a meccanismi di regolazione neurogena e meccanica a cui accennavo brevemente, esistono negli animali, sia vertebrati che invertebrati meccanismi di termoregolazione “comportamentali”, innati e propri dell’animale o “acquisiti”. L’esempio più tipico di comportamento termoregolatore in animali invertebrati è quello delle lucertole e degli anfibi per mantenere costante la temperatura corporea sono costretti a stazionare in luoghi caldi, ma in realtà per ogni specie animale esistono condizioni termiche preferenziali che le specie stesse selezionano per l’ottimizzazione della temperatura corporea.
Accanto ai meccanismi “innati” esistono poi meccanismi “acquisiti” attraverso l’apprendimento.

Il colpo di calore: i sintomi e la clinica
La sintomatologia è variabile, a seconda della gravità del quadro. Nei casi più lievi compaiono malessere generalizzato, astenia intensa, nausea associata a comparsa di cefalea. Se la gravità progredisce, compaiono vertigini, tachicardia (quest’ultima legata all’abbassamento della pressione arteriosa) e febbre elevata anche fino a 40°. La febbre elevata è responsabile di alterazioni dello stato di lucidità mentale del soggetto che può sfociare in uno stato di vera e propria confusione mentale. Se non si interviene prontamente, questa perdita di lucidità mentale può sfociare in un vero e proprio stato di sopore fino ad arrivare a un vero e proprio stato di coma suscettibile anche di decesso.
La gravità del quadro clinico è strettamente correlata all’ età del soggetto colpito: è notoriamente più grave nei bambini o nei soggetti anziani con età >65 anni.

Il colpo di calore: la terapia
È essenziale il riconoscimento immediato di uno stato di ipertermia per attuare le manovre terapeutiche salva-vita: si tratta di poche semplici regole che debbono essere messe in atto in tempi brevi.
Il primo accorgimento consiste nell’allontanare il soggetto dalla fonte di calore, sia essa una spiaggia assolata o una radura collinare o montana nelle ore più calde del giorno, disponendolo in posizione distesa e con le gambe sollevate in un luogo fresco e possibilmente ventilato. Per favorire l’abbassamento della temperatura corporea, che è il primo, indispensabile rimedio da mettere in pratica, è necessario togliere gli indumenti indossati e ricoprirlo, là ove disponibili, con asciugamani o garze imbevute d’acqua fresca che andranno collocate in punti del corpo cruciali quali la fronte, i polsi, le ascelle e gli inguini.
Importantissimo, inoltre, se il soggetto è lucido e collaborante, è l’avvio di un programma di reidratazione aiutandolo ad assumere acqua o altre bevande, purché fresche.
È comunque sempre raccomandato, soprattutto se si tratta di bambini o soggetti anziani con età superiore ai 65 anni, una volta messi in pratica questi primi soccorsi possibili a tutti, il trasporto al Pronto Soccorso più vicino per il monitoraggio della temperatura corporea e della pressione arteriosa. Nel caso di marcata ipotensione è necessario il supporto terapeutico anche per via endovenosa con l’infusione di liquidi da parte di personale medico (Soluzioni Fisiologiche o Glucosate).

Il colpo di calore: la prevenzione
Per prevenire il colpo di calore è essenziale seguire alcune, semplici, regole comportamentali.
– Evitare di praticare attività nelle ore più calde del giorno, quali abbronzarsi, praticare attività sportive di qualsivoglia natura, passeggiare in luoghi assolati
– bere anche in assenza di sete, poco durante l’arco della giornata ma spesso, prediligendo le bevande fresche e leggere quali acqua, thè, succhi di frutta fino a raggiungere almeno due litri di liquidi nelle 24 ore
– evitare l’assunzione di alcool e super-alcoolici
– prediligere diete leggere a base di frutta e verdura
– indossare abiti leggeri e di colore chiaro

Bibliografia
– Dinarello Charles A., Gelfand Jeffrey A.: in Harrison’s-Principles of Internal Medicine-pgg.91-94
– Moruzzi Giuseppe: -Fisiologia della vita di relazione (vol.II)

About the author

Angela Vivarelli

Pistoiese Doc, consegue il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Classico "Niccolò Forteguerri". Nel 1985 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo di Firenze con il massimo dei voti e lode. Nel 1990 consegue la specializzazione in ”Malattie Infettive” presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Firenze con il massimo dei voti e lode. Dal 1991, ad oggi, esercita la professione di Dirigente Medico Ospedaliero presso l’ Ospedale di Pistoia nelle disciplina di “Malattie Infettive”.
Ha pubblicato svariati lavori su riviste scientifiche internazionali e nazionali ed è co-autrice di numerosi abstracts inerenti a tematiche infettivologiche di interesse clinico. Ha partecipato negli anni a numerose convention nazionali su argomenti di “specialità”. Vive a Pistoia con la sua famiglia.

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