Letti per Voi

“Fuga”: i segreti sono la causa e l’effetto di ogni instabilità

Written by Simone Baldi

Credits: Longanesi

Le nostre esistenze, nella loro quotidianità e monotonia, possono essere sconvolte da cambiamenti improvvisi, deviazioni inaspettate dell’abituale corso degli eventi. Che si abbia o meno il potere di porre rimedio agli errori, ciò non ci esime dal provarci o, quanto meno, dal non arrendersi di fronte alla possibilità di una ricostituzione della tranquillità originaria. Sono però i segreti a costituire l’inizio e, spesso, la conclusione di un percorso che (non è detto) conduca a una conclusione positiva, come in “Fuga” (Harlan Coben, Longanesi, 2021, 380 pp, 18,60€).

Un uomo sta passeggiando vicino a Central Park, vicino a Strawberry Fields, dov’è stato ucciso John Lennon. In quel cuore pulsante e vibrante di vita, di persone che si spostano veloci da un posto all’altro, quell’angolo sembra una bolla di isolamento speciale, alieno dalla frenesia generale. Forse è per la vicinanza al parco e alla natura, o forse per una ragazza che, sola con la propria chitarra, sta cantando le canzoni dei Beatles. Non ha un bell’aspetto, trasandata ed emaciata, né canta bene, con la sua voce che stona più di quanto non prenda le note giuste. Eppure Simon Greene, quell’uomo che si trova lì, non riesce a toglierle gli occhi di dosso, perché quella figura irriconoscibile è Paige: sua figlia. Sono mesi che lui non ha sue notizie, ma adesso è lì. Una volta che ha finito di cantare le si avvicina e, per un breve istante, sembra quasi riuscire a riportarla alla ragione, a farla tornare con lui. Poi, tutto precipita: Aaron, il suo fidanzato, uno spacciatore, si frappone tra loro, facendola fuggire e ricevendo, in risposta, un cazzotto che lo manda ko. Tutto viene ripreso dai telefonini degli spettatori attoniti intorno a loro, che poi bloccano e picchiano a loro volta Simon. Quando riprende conoscenza, la polizia lo sta trattenendo come sospetto aggressore. Nessuno crede alla sua versione dei fatti, ma lui sa ciò che ha visto. Una volta tornato a casa parla di Paige a sua moglie Ingrid che, invece dell’appoggio sperato, lo biasima per l’ennesimo tentativo, soprattutto perché avevano deciso insieme di desistere e accettare la triste realtà: la loro amata figlia è ormai diventata una tossica e solo lei può trovare la strada per la redenzione. Passano tre mesi e, quando ormai tutto sembra essere finito nel dimenticatoio, soprattutto l’aggressione al ragazzo diventata virale su internet, la visita di un poliziotto scombussola nuovamente la loro esistenza: Aaron è stato trovato morto, ucciso brutalmente. Potrebbe essere stata Paige a ridurlo così, visto che di lei si sono perse le tracce, oppure si è trattato di un regolamento di conti tra spacciatori? La polizia, dal canto suo, vede in lui il principale sospettato, così, per scagionare se stesso e sua figlia, l’unico modo è indagare per conto alla ricerca della verità. Nel farlo, grazie a una soffiata, riesce a entrare nell’appartamento del ragazzo e poi, inaspettatamente, a parlare con Rocco, il suo capo. Purtroppo, proprio mentre stava per entrare in possesso delle informazioni che stava cercando, Luther, un altro spacciatore, spara contro lui e Ingrid, che lo aveva accompagnato, ferendola seriamente. Da lì, gli eventi precipitano: la donna è trasportata d’urgenza all’ospedale, dove rimane in coma senza dare segni di risveglio, Simon è braccato dalla polizia, sempre meno convinta della sua presenza in ogni scena del crimine, e la sua vita sembra andare in mille pezzi.

Contemporaneamente accadono altre due cose: Elena Ramirez, una ex agente dell’FBI, viene ingaggiata per ritrovare il figlio scomparso di un uomo, dall’altra parte degli Stati Uniti, e due ragazzi, Ash e Dee Dee, commettono un paio di omicidi con modalità del tutto diverse, nel tentativo di depistare le indagini e rendere impossibile un collegamento tra i due decessi. Ma ciascuno di loro dovrà scontrarsi con qualcosa che, indipendente dalla propria volontà, li costringerà a cambiare piani e modus operandi, nel tentativo di pervenire al proprio scopo. Le tre tessere di questo intricato mosaico, che lentamente prende forma e fa affiorare la Verità dietro i segreti, iniziano a combinarsi, dapprima in modo del tutto casuale, poi decisamente infruttuoso e infine inestricabilmente interconnesso. Da una semplice scomparsa il raggio d’azione si allarga, coinvolgendo altre sparizioni, omicidi irrisolti e ferite esistenziali aperte e sanguinanti, per ciascuno dei protagonisti. Ogni cosa ha una genesi: i segreti.

Per chi sta cercando un thriller dal ritmo incalzante, ricco di eventi, colpi di scena e continui ribaltamenti di prospettiva, “Fuga” non delude di certo. Il punto di forza è proprio il ricco intreccio di informazioni che, lentamente, entrano in gioco, conducendo il lettore insieme a Simon ed Elena alla ricerca di un senso per ciò che, ai loro occhi, appare solo come una serie slegata di accadimenti, mentre Ash e Dee Dee spostano l’attenzione sul lato mistico-esistenziale di chi, per il proprio passato, ha bisogno di un conforto e una sicurezza, aprendo lo spiraglio a un’altra questione, più profonda e lacerante: come alleviare i propri traumi del passato. Molti i temi in gioco: l’essere genitori e cosa si è disposti a fare per i propri figli, le responsabilità filiali, i dubbi personali nati dalle scoperte traumatiche, l’insicurezza personale e la distanza tra le persone. Ma, in ultimo, il grande tema centrale intorno a cui tutto ruota e a cui tutto fa ritorno alla fine è solo uno: i segreti, con il loro potere dirompente nelle nostre vite.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.