Storie (Di)Vino

Importatori di vino: Giuseppe Tripodi- Wines of Italy Ltd

Written by Veronica Lavenia

Fondata nel 2009 da Giuseppe Tripodi, Wines of Italy Ltd., è una delle aziende di import/export più quotate in Irlanda.
Tripodi ha oltre cinquant’anni di esperienza nel settore, avendo iniziato come enologo, per proseguire come ristoratore fino ad arrivare al business del vino da esportazione.
Wines of Italy Ltd., mette al servizio del consumatore/cliente la vasta esperienza del suo fondatore, proponendo un gran numero di aziende provenienti da tutta Italia. Non solo vino ma anche una selezione di grappe, liquori e birre artigianali di alta qualità.
Scopriamo di più su questa realtà dalle parole di Giuseppe Tripodi.

©Wines of Italy- Giuseppe Tripodi

Quando è nata Wines of Italy, quali sono state le difficoltà incontrate all’inizio e quali obiettivi sono stati raggiunti?

Wines of Italy Ltd nasce a Gennaio 2010 e, come tutte le attività commerciali appena avviate, ha scontato le difficoltà di ogni inizio attività. Difficoltà accentuate dal fatto che il periodo non era favorevole per la forte recessione che vivevano l’Irlanda e il mondo intero in quegli anni. A quel tempo, circa 80,000 Irlandesi sono emigrati in cerca di lavoro, senza contare i non Irlandesi residenti nella Repubblica che sono ritornati nei propri paesi di origine. Le persone, pur non privandosi di andare al ristorante, consumavano il necessario e, per quanto riguardava il vino, anziché consumare una o più bottiglie, sceglievano il vino al bicchiere e sempre il più economico.

La scelta di Wines of Italy, fin dall’inizio, è stata quella di volere servire solo ed esclusivamente la ristorazione, tralasciando altri possibili canali di vendita. Questo, ha, fortemente, penalizzato i primi anni di attività, visto il difficile periodo.

L’aspetto più positivo, invece, oltre alla mia, caparbietà tipicamente calabrese, è stato l’aver generato vendite, nonostante il  momento di crisi. Questo, perché, pur avendo avviato l’attività in un periodo complesso, sono riuscito a creare solidi legami con diversi ristoratori, conosciuti quando lavoravo come venditore per un altro importatore.

Rispetto ai vostri esordi, come si è evoluta la domanda di vino italiano in Irlanda? C’è una maggiore conoscenza da parte dei clienti dei vini italiani o si (af)fidano esclusivamente alla vostra esperienza?

Siamo costantemente impegnati a promuovere e fare conoscere i vini importati, sia alla clientela da  noi servita, sia a quella che pensiamo di acquisire perché crediamo che il vino Italiano in Irlanda non sia ancora abbastanza conosciuto nella importante varietà proposta e nella qualità.

Cerchiamo di spiegare la qualità, la ricchezza e diversità offerta dal mondo del mondo del vino in Italia. Non è sempre facile, soprattutto con i nuovi clienti che, solo dopo consolidato rapporto, ascoltano con maggiore interesse i nostri suggerimenti.

©Wines of Italy

Ci sono vini più richiesti di altri, magari provenienti da determinate regioni italiane, o vince ancora il buon nome del vino italiano, indipendentemente dall’area geografica?

Purtroppo, c’è poco personale in sala che possa orientare e guidare la clientela nella scelta dei vini. Il consumatore si affida a quella lista che il ristoratore gli sottopone e, di conseguenza, il cliente seleziona tra quei pochi vini che sono in lista, facendo ricadere la scelta su quei  nomi che già conosce, spesso, senza sapere da quale paese arrivino quei vini.

Il Pinot Grigio e il Sauvignon sono i vini bianchi Italiani più richiesti con il Gavi di Gavi che si sta creando sempre maggiore spazio. Il Chianti, il Valpolicella e il nero d’Avola sono tra i più richiesti per quanto riguarda i rossi.

Il nostro continuo suggerimento al ristoratore è quello di osare, inserendo in lista anche dei vini dal nome poco conosciuto perché c’è sempre e comunque una buona fetta di clientela che frequenta i ristoranti aperta e curiosa, disponibile a scoprire nuovi vini e nuovi sapori a patto che gli vengano proposti.

©Wines of Italy

Quali fattori influenzano la scelta del consumatore irlandese nell’acquisto dei vini italiani?

La scelta del consumatore irlandese, nei riguardi del vino italiano, è influenzato, prevalentemente, dal fascino che l’Italia ed il Made in Italy esercitano su tutti, o quanto meno, sulla stragrande maggioranza e che non credo che venga ancora valorizzato e sfruttato nel suo potenziale. Con  l’appeal di cui gode l’Italia basterebbe fare davvero poco per ottenere tantissimo. L’infinità di ristoranti e  pizzerie italiane che operano in Irlanda costringe il proprietario  ad avere anche dei vini italiani in lista perché il cliente che va nel ristorante italiano vuole mangiare e bere italiano anche se, molto spesso, viene rifilato di tutto al malcapitato. La nutrita e ben inserita comunità italiana nella società irlandese è un altro importantissimo fattore di promozione del Made in Italy. Quando si va a cena e nel gruppo Irlandese vi è un italiano, la scelta ricade sempre sul vino italiano. A scegliere è l’italiano perché agli occhi degli Irlandesi noi italiani siamo esperti e competenti, in tutto.

Un altro importante fattore che orienta gli irlandesi sul vino italiano è dovuto al fatto che un numero sempre maggiore di irlandesi viene a passare le vacanze in Italia e, tornando a casa, essi chiedono quei vini che hanno avuto occasione di degustare durante il loro soggiorno.

Come selezionate le aziende italiane per entrare nel mercato IE?

Ho fatto l’Enotecaro per oltre 25 anni, ho partecipato ad almeno 25 edizioni del Vinitaly, sia come produttore di vino, sia come acquirente per l’enoteca di famiglia. Ho girato in lungo e in largo l’Italia andando a proporre il famoso vino “greco di bianco”, prodotto dalla azienda di famiglia, “La Vintripodi”, presso le più importanti enoteche italiane. Tutto questo bagaglio di conoscenze e contatti ci facilita molto nella selezione e scelta di quelle cantine per cui crediamo ci possa essere spazio tra la nostra clientela.

Un elemento indispensabile che cerchiamo sempre e in maniera ostinata è la qualità. Prima di iniziare il rapporto di collaborazione andiamo a trovare il cliente. Più si conosce il produttore e i vini che produce meno difficile è venderli.

©Wines of Italy

Quanto è importante contatto diretto con i clienti?

Il contatto diretto, continuo e costante tra noi e il produttore e tra noi e la nostra clientela è importantissimo, vitale ed estremamente proficuo. Noi siamo il braccio operativo del produttore, elemento importante per la nostra clientela perché con i vini che selezioniamo e forniamo contribuiamo, nel nostro piccolo, al successo del ristoratore.

©Wines of Italy- Giuseppe Tripodi

Pandemia: come è cambiato il settore dell’export del vino e quali criticità ha evidenziato?

La pandemia ha stravolto quelli che erano i canoni consolidati del commercio. Buona parte degli importatori hanno cominciato a vendere online, se non lo facevano già. Noi siamo rimasti fedeli alla nostra scelta iniziale, proponendo i vini importati solo alla ristorazione. La loro chiusura, per un così lungo periodo, ci ha fortemente penalizzato facendo crollare le nostre vendite. Con la riapertura dei locali al pubblico abbiamo regione di pensare che saremo premiati più di prima.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Italian based writer and magazine contributor.
Author of six books, some of her works have appeared in the most popular International Food magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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