Letti per Voi

“Il country club”: non è mai troppo tardi per rimediare ai propri errori

Written by Simone Baldi

Credits: NNEditore

I giornalisti, si sa, sono famosi per non avere un’anima. O almeno così dicono (di) loro. La notizia del momento è il loro pane quotidiano, sia per le vendite che per la loro popolarità. Eppure, in uno stuolo di pennivendoli e cercatori di scoop, qualcuno ancora sente un afflato di deontologia professionale che però, da flebile alito, può trasformarsi in un vento impetuoso, capace di spazzare via anche i dubbi più pervicaci, proprio come accade ne “Il country club” (Howard Owen, NNEditore, 2021, 264 pp, 18€).

Capita, nella vita, che certi fantasmi del passato tornino a farci visita quando meno ce lo aspettiamo. Per WIllie Black, quel momento arriva ventisette anni dopo un processo su cui era stata messa una pietra tombale. I fatti parlano chiaro: nell’agosto 1983, nel più esclusivo dei country club di Richmond, il Philadelphia Quarry (o semplicemente il Quarry, per tutti), Richard Slade, un diciannovenne di colore, aveva violentato Alicia Simpson, sedicenne figlia di una delle più altolocate e potenti famiglie della città. Lei lo aveva identificato e denunciato alla polizia che, in seguito ad un rapido processo, lo aveva poi condotto alla sua nuova residenza: il carcere. Ebbene, quasi trent’anni dopo l’esame del dna ha dimostrato che quel ragazzo non c’entrava assolutamente nulla con i fatti di quel terribile giorno. Inutili i suoi appelli alla propria innocenza e anche i ricorsi alla giustizia. Per tutti, nelle coscienze popolari, era lui lo stupratore. Anche Willie Black, che di mestiere fa il bastian contrario, era molto in dubbio circa la sua colpevolezza o meno. Ma, un po’ per altri articoli da scrivere, un po’ per negligenza, non ci si era mai dedicato. Così, quando nel 2011 Richard Slade viene rimesso in libertà, il giornalista decide di intervistarlo e provare a tirarne fuori un bel pezzo, ma viene respinto con tutte le scarpe. Quindi, addio buco alla concorrenza. O forse no… visto che, per un fortuito caso del destino, scopre di essere un lontano cugino proprio dell’ex carcerato. Purtroppo, subito prima che possa andare a parlarci, Alicia Simpson viene freddata con tre colpi alla testa nella sua auto. Com’è ovvio che sia, il principale sospettato è proprio quell’uomo che ha goduto della libertà per nemmeno dieci giorni. La polizia e l’opinione pubblica hanno già deciso e per Richard Slade il baratro sembra aprirsi una seconda volta: un déjà-vù infinito. Cosa fare, dunque: gettare ancora la croce addosso a chi si era solo finto innocente o provare a scavare dietro le apparenze alla ricerca di una storia più interessante? Per chi conosce Willie Black, non c’è nemmeno da chiederlo. Così, insensibile alle richieste del proprio editore e di chiunque altro lo metta sul chi vive, il giornalista decide di dare fondo a tutto il suo repertorio di scorrettezze, sotterfugi, mosse sporche e trucchetti, pur di accaparrarsi qualche informazione che lo conduca un passo più vicino alla verità. Tuttavia, quel percorso non sarà lastricato d’oro né verrà accolto favorevolmente da chi avrà notizie delle sue intenzioni. Certo, essere Mister Simpatia avrebbe aiutato, ma Willie Black è abituato a chi lo guarda diffidente o gli si mette di traverso, per cui, niente di nuovo sotto il sole. Sicuramente tutto potrebbe andare più liscio se i suoi problemi famigliari non gli dessero qualche grattacapo in più, tipo una figlia all’ospedale in prognosi riservata e la sua seconda (di tre) ex moglie in crisi coniugale col nuovo marito e con cui sembra riaccendersi una passione sopita da tempo. Per essere uno che sembra aver scelto di anelare (ma non ottenere) la tranquillità, le settimane che verranno saranno una calamita per (possibili) disastri e minacce alla propria incolumità, lavorativa e fisica.

Secondo capitolo delle gesta di Willie Black (dopo “Oregon Hill”, del 2020, sempre pubblicato da NNEditore) e ritroviamo subito il cinico guastafeste dalla battuta pronta che avevamo lasciato. I dubbi che lo tormentano, o meglio che lo infastidiscono, scalfiscono solo leggermente la sua serenità con l’idea di aver preso un abbaglio ventisette anni addietro e di aver compromesso la sua personale reputazione. Eppure, questo labile stimolo è così potente da fargli rischiare tutto quel poco che ha, in un rutilante caleidoscopio di colpi di scena e trame famigliari. La prima è la propria, diviso tra due ex mogli e una figlia, poi c’è quella tra sua madre e il suo compagno, un omone grande e grosso vittima dei propri attacchi di disorientamento, quasi da ultimo quella di Alicia Simpson, a cui si aggiungono sua sorella Lewis, decisionista e insensibile, e suo fratello Wesley, problematico e irrequieto, e, per concludere, quella “nuova” di Richard Slade e sua madre Philomena, cioè il suo bis-cugino e la sua bis-zia, con cui però i rapporti sembrano più tesi che mai. Servirà sangue freddo e sapienza, per venire fuori senza danni da una situazione così esplosiva, e non è detto che un simil-alcoolizzato con la repulsione per l’attenersi agli ordini riesca a fare percorso netto senza inciampi.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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