Medicina

Il colesterolo: amico o nemico? Vizi e virtù

Written by Angela Vivarelli

Legenda: epatocita = cellule del fegato.

Quante volte capita di sentir fare la seguente affermazione: “Mi ha detto il dottore che – HO IL COLESTEROLO- e pertanto mi ha raccomandato una dieta ferrea per evitare conseguenze dannose a livello dell’apparato cardio-vascolare! Detta e raccolta così sembra che il colesterolo sia un nemico temibile da combattere, sconfiggere, annientare onde evitare il peggio: al contrario forse non tutti sanno che il colesterolo è un costituente vitale dei nostri tessuti di cui salvaguardia l’integrità e la funzionalità. Cerchiamo di capire meglio.

Struttura molecolare del colesterolo

Il colesterolo: amico o nemico?
Il colesterolo è un alcool policiclico alifatico largamente rappresentato negli organismi dei mammiferi. È infatti il componente strutturale principale, assieme ai fosfolipidi, della membrana di rivestimento delle cellule dei tessuti a cui garantisce la stabilità e la flessibilità necessarie e adattative al variare delle condizioni ambientali in cui le cellule si trovano a dover lavorare. In particolare, esso promuove un aumento della loro fluidità alle basse temperature, evitandone l’irrigidimento e il rischio della cristallizzazione e una riduzione di fluidità alle temperature alte impedendone la liquefazione: in entrambe queste due situazioni estreme ne salvaguardia funzionalità e integrità strutturale. In termini scientifici, il colesterolo assieme ai fosfolipidi garantisce il cosiddetto “adattamento omeoviscoso” cellulare: con questo termine si indica la capacità di mantenere a livelli ottimali la viscosità della membrana cellulare al variare delle condizioni ambientali in cui esse si trovano a dover lavorare. Solo attraverso la salvaguardia del processo di “adattamento omeoviscoso” della loro membrana, le cellule hanno la garanzia di poter godere di un buon stato di salute, contestualmente alla salute dei tessuti che esse compongono.
Altro compito importante è quello di supportare la permeabilità selettiva di membrana regolando l’ingresso e l’uscita di ioni di piccole dimensioni.

Sezione trasversale della membrana cellulare

Inoltre, il colesterolo è il costituente chimico-molecolare dei sali biliari e degli ormoni sessuali maschili e femminili (progesterone, testosterone): per questo motivo si comprende l’importanza delle alte concentrazioni con cui lo si ritrova a livello delle gonadi maschili e femminili (testicoli e ovaie).
Queste funzioni ci fanno ben comprendere il ruolo di indubbia, insostituibile utilità nel benessere dei nostri tessuti, organi, apparati.
Esistono due tipi di colesterolo: il colesterolo “esogeno”, così definito perché assunto dall’esterno attraverso gli alimenti, corrispondente a circa il 30% del colesterolo totale misurabile; e il colesterolo “endogeno”, parte preminente del colesterolo totale, che corrisponde al colesterolo prodotto quotidianamente dai nostri epatociti. Il colesterolo endogeno, una volta prodotto è dismesso dal fegato e trasportato ai tessuti ove verrà inserito nei processi metabolici in base alle esigenze del momento.

Il colesterolo: prezioso ingrediente al nostro metabolismo endo-cellulare
In condizioni di normalità sussiste una produzione pressoché continua di colesterolo da parte dei nostri epatociti a cui fa seguito una sua immissione pressoché a ciclo continuo dal fegato nel nostro torrente circolatorio, indipendentemente dall’ apporto esterno garantitoci attraverso gli alimenti. Il trasporto del colesterolo nel sangue avviene grazie ad alcune proteine “trasportatrici” o ”proteine carrier” che funzionano da veri e propri taxi-driver. Quando le proteine di trasporto si legano al colesterolo neo-prodotto e destinato ai vari tessuti ,formano assieme ad esso strutture molecolari complesse con un “core” centrale a consistenza lipidica e un involucro esterno di natura proteica: le lipoproteine LDL: LDL è l’acronimo di “low-density lipoprotein”. Arrivate in corrispondenza delle membrane dei tessuti, le lipoproteine LDL si dispongono in zone target delle membrane delle cellule da dove protrudono dei recettori di riconoscimento ai quali agganciano. Una volta legate al recettore (denominato ”clatrina”) penetrano all’ interno della cellula e liberano il colesterolo trasportato nel citoplasma sottoforma di molecola metabolicamente fruibile: da qui ne seguirà il suo utilizzo modulato sulle esigenze metabolico-sintetiche contingenti della cellula in quell’istante. Nel caso che il colesterolo endo-cellulare sia trasportato in quantitativi eccedenti per il metabolismo delle cellule in quel momento, entra in funzione un sistema di salvataggio naturale sostenuto da un altro gruppo di proteine prodotte dal fegato che fungono da veri e propri ”spazzini”: le proteine HDL (HDL è l’acronimo di high-density lipoprotein). Esse si caricano del colesterolo in eccesso formando delle strutture circolanti vescicolari e ne curano il trasporto dentro il fegato perla sua distruzione.

Il colesterolo a tavola
Il colesterolo è largamente rappresentato negli alimenti di cui è ricca la nostra tavola. Con il termine di “colesterolo esogeno” è definita la quota, minima parte di colesterolo, oltre quello che noi produciamo autonomamente, che introduciamo quotidianamente con l’alimentazione. Ne sono ricchi il latte e tutti i derivati del latte, tutti i formaggi freschi, la ricotta, lo stracchino, la mozzarella, lo yogurt e latticini utilizzati come condimento quali il burro, la margarina, la panna, lo strutto.

Si ritrova anche nel tuorlo d’uovo, nei salumi e insaccati in generale (mortadella, salame, salsiccia) infine nella cioccolata al latte (16mg/100gr.).

Uno stile alimentare sbilanciato con un eccesso di grassi animali fa aumentare la quota colesterolo assorbita a livello intestinale e di LDL circolanti nel sangue: il rimedio naturale, fino a certi limiti, è rappresentato dalle lipoproteine HDL grazie alla loro funzione di caricare dal sangue il colesterolo in eccesso veicolandolo al fegato per la sua distruzione: da qui la denominazione popolare di “colesterolo buono” (veicolato dalle HDL), denominato “colesterolo HDL”, antitetico al colesterolo impropriamente definito “ cattivo”, il colesterolo cosiddetto ”colesterolo LDL”. Naturalmente le due quote debbono trovarsi in perfetta, reciproca omeostasi. Se il colesterolo LDL oltrepassa determinate concentrazioni ematiche, il colesterolo HDL non ha la possibilità di smaltimento oltre un certo limite (ciò che avviene quando un autobus è stracolmo di persone a una fermata e non può farne salire oltre quel certo limite). Il colesterolo eccedente non veicolato, pertanto, precipita lungo la parete dei vasi sanguigni, solitamente le arterie di grande e medio calibro (aorta, carotidi, arterie vertebrali, arterie iliache e femorali, le coronarie). La precipitazione produce a questo livello la formazione di veri e propri aggregati di grasso, le “strie lipidiche endovascolari” che possono evolvere nella “placca ateromasica endoluminale ”dando luogo al processo patologico degenerativo vascolare noto come“ “aterosclerosi”.

Endotelio sano

Non a caso il colesterolo LDL è un parametro molto importante per una valutazione circa il rischio di aterosclerosi e dunque di danno cardiovascolare di un soggetto che ne è affetto.

Il colesterolo amico o nemico?
Indubbiamente i nostri tessuti necessitano del colesterolo come materia prima di numerosi processi metabolici essenziali a livello cellulare da queste considerazioni rispondo al quesito affermandone l’importanza capitale e indispensabile al nostro benessere. Naturalmente tali effetti benefici ne richiedono il rispetto di determinate concentrazioni ematiche misurabili i attraverso un prelievo di sangue.
Nell’adulto è considerato nella norma un valore di colesterolo totale compreso tra 150 e 200mg/dl.
Valori compresi tra 200 e 240mg/dl. sono associati al rischio di malattia coronarica o di malattia ischemica cerebrale.
Valori oltre 240mg/dl sono ad alto rischio di eventi acuti a carico dell’apparato cardio-vascolare o neurologico.
La quota di colesterolo LDL (il colesterolo cattivo) è considerata entro la norma se compresa <115mg/dl. La quota di colesterolo HDL (il colesterolo buono) è considerato nella norma se >45mg/dl.
In tutto ciò è fondamentale metterci tutto l’impegno per mantenere i livelli ematici come da indicazione sopra riportata nell’interesse del nostro benessere: e come sempre per raggiungere l’obiettivo è basilare per noi tutti il rispetto di certe abitudini di vita.
In prima istanza si ribadisce la costanza e la regolarità allo svolgimento di un’attività fisica basata su esercizi muscolari in aerobiosi, i quali la classica camminata quotidiana di almeno trenta minuti, o l’uso della bicicletta sostituzione della macchina. Una regolare, costante attività fisica aumenta il nostro metabolismo, aiuta a bruciare le calorie in eccesso, facilita il metabolismo degli zuccheri, contrasta l’ipercolesterolemia.
È fondamentale corredare il tutto di un regime dietetico appropriato equilibrato dove siano ben rappresentati pane, pasta (meglio se integrali), riso, farro, le carni bianche, il pesce, la frutta, la verdura e i legumi (lenticchie, ceci, fagioli borlotti).
Assolutamente raccomandato l’uso di olio extra-vergine di oliva come condimento nella misura di almeno due cucchiai al giorno e il consumo di uova nella misura di due-tre una volta la settimana.
È da limitare l’uso di formaggi freschi a cento grammi per dì due volte la settimana e bandire del tutto la panna e il mascarpone.

Se tutto questo non è sufficiente
Se uno stile di vita sano, attivo corredato da una corretta alimentazione non sono sufficienti a garantire i livelli di colesterolo circolante entro i range di normalità è necessario il ricorso all’aiuto di un medico per un aiuto farmacologico.
Oltre certi valori di rischio, è opportuno l’uso delle statine che sono la classe farmacologica predisposta ad abbassare i livelli di colesterolo al di sotto della soglia di rischio cardio-vascolare. Per valori moderati di ipercolesterolemia esiste un prodotto naturale ricavato dal riso rosso fermentato, la “monocolina K”, che ha un potere terapeutico simile a quello esercitato dalla lovastatina(una statina di sintesi): 10 mg al giorno assunti con regolarità, associati a uno stile di vita adeguato e a un corretto regime alimentare sono risultati efficaci ad operare una riduzione di colesterolo totale pari al 12,5% e di colesterolo LDL DEL 22% rispetto al valore di partenza in uno studio condotto nel 2014.
Sicuramente non sarà la panacea ma comunque da tenere presente stante anche la scarsità degli effetti collaterali potenzialmente legati al suo impiego, fronte di un beneficio certo e misurabile.

Bibliografia
Barbieri M.C.: -Malattie dei vasi-in-Manuale di Medicina Interna Sistematica-Vol 1 pgg. 33-51-
Libby, P.: -The pathogenesis prevention and treatment of atherosclerosis-in- Harrison’s priciples of Internal Medicine-pgg.1501-1509(ed.2008)
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G. De Leo – S. Fasano – Biologia e Genetica – Pagg. 10 – 90.
B. Walter and M.S. Israel.Trombosi arteriose e cardiache- da: Patologia Generale- pgg.571-576

About the author

Angela Vivarelli

Pistoiese Doc, consegue il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Classico "Niccolò Forteguerri". Nel 1985 consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo di Firenze con il massimo dei voti e lode. Nel 1990 consegue la specializzazione in ”Malattie Infettive” presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Firenze con il massimo dei voti e lode. Dal 1991, ad oggi, esercita la professione di Dirigente Medico Ospedaliero presso l’ Ospedale di Pistoia nelle disciplina di “Malattie Infettive”.
Ha pubblicato svariati lavori su riviste scientifiche internazionali e nazionali ed è co-autrice di numerosi abstracts inerenti a tematiche infettivologiche di interesse clinico. Ha partecipato negli anni a numerose convention nazionali su argomenti di “specialità”. Vive a Pistoia con la sua famiglia.

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