Letti per Voi

“Le luci della terra”: il riflesso interiore dell’abbandono

Written by Simone Baldi

Credits: Mattioli 1885

Quanto ci condizionano le scelte di chi ci circonda? E quanto, con le nostre azioni, siamo vittime o carnefici? Avere a che fare con le altre persone significa necessariamente dover rimodulare le proprie priorità e non potersi attenere a un piano o a una serie di desideri solamente nostri. Tuttavia, sia attuare sia subire un allontanamento, porta con sé conseguenze con cui, presto o tardi, si dovranno fare i conti, ciascuno secondo la propria sensibilità, come ne “Le luci della terra” (Gina Berriault, Mattioli 1885, 2021, 122 pp, 14€).

È una sera come tante altre a San Francisco quando, in una casa signorile, alla festa che sta dando il padrone di casa arrivano due invitati: Claud e Ilona. Lui è un amico, lei una sconosciuta. Hanno sentito parlare di quella donna da Martin, uno scrittore affascinante e magnetico che ha da poco avuto successo e che, come loro, è atteso. Ma la sua presenza ancora non si palesa. Ilona è, o almeno era, la sua compagna, l’amante che aveva preso il posto della sua ex moglie. Allora perché lei è lì e lui no? In quella strana serata, costellata di individui assai più simili a personaggi che a persone, ciascuno con i propri vezzi e le proprie stranezze, Ilona scoprirà che il padrone di casa ha ospitato Martin in casa sua, quando era ancora un autore sconosciuto, che ha temuto di vedersi portar via la sua, di moglie, e che anche lui si diletta nella scrittura, seppur in modo amatoriale ma, almeno dalle sue parole, viscerale. L’atmosfera è come sospesa, una lunga attesa del vero ospite d’onore che, tuttavia, non arriva mai. La ricostruzione di quegli eventi arriva tardiva, tempo dopo, quando tra Ilona e Martin si è già consumata la separazione per l’abbandono di lui, tortuosamente riavvicinatosi a sua moglie, e lei, insistentemente attaccata a quel rapporto l’ultima possibilità di una vita felice. Sono momenti ondivaghi tra presente e passato, tra il dolore per ciò che è stato e l’inconsapevolezza per la frattura che sarebbe arrivata. Eppure, in quel sofferto lasciarsi, Ilona rivede un triste parallelismo col fratello Albert, più grande di lei, che era andato via per trasferirsi altrove, in cerca di fortuna e felicità. Aveva provato a convincerla a seguirlo, a non lasciarlo partire solo, ma lei era stata irremovibile: doveva trovare la sua vita con le proprie forze. Nonostante la distanza, a intervalli riuscivano a sentirsi, a perpetrare quella promessa di ricongiungimento che, però, non si era mai concretizzata. Ecco, dunque, che le due anime dell’abbandono, quello subito da Martin e quello perpetrato ad Albert, generano nella mente di Ilona un parallelismo sofferto, che la porta a prestare attenzione a qualsiasi particolare e registrarlo con incredibile dovizia di particolari. Anche lei, come del resto pure Claud, si scoprirà scrittrice, più per un proprio bisogno interiore che per la ricerca della fama. Le sue tribolazioni esistenziali la accompagneranno tanto nei tentativi di riavvicinamento con Martin quanto nello sguardo verso le altre persone, conosciute o estranei che siano.

Romanzo intimo e delicato, in cui il piano narrativo e quello emotivo si accompagnano e si alternano, dal profondo taglio introspettivo e psicologico, in cui l’assenza di riferimenti a un preciso momento storico (si potrebbe svolgere negli anni ’60 come all’inizio degli ’80) focalizza l’attenzione del lettore ancora di più sulle azioni e i pensieri. Tutto incentrato sul tema dell’abbandono, da cui possono scaturire possibilità ma anche, se non soprattutto, sofferenze, rispecchia in pieno le sofferenze di chi, suo malgrado, si vede costretto ad affrontare e subire una scelta non sua, dettata da egoismi o individualismi che non lo hanno incluso in quel progetto. Minuziose e particolareggiate le descrizioni delle situazioni tra i protagonisti, specchio dei loro stati d’animo e delle loro incertezze. Ciascuno, nella propria insicurezza, cerca appigli a ciò che più crede stabile, per abitudine o illusione, sebbene si renda perfettamente conto che qualcosa non torna e che ricostituire la serenità precedente è una pia illusione. Non resta, dunque, che andare avanti, nel tentativo di veder apparire, tra gli strati della coscienza, una soluzione o una nuova condizione esistenziale, capace di riappacificare con i propri dubbi e le proprie insoddisfazioni.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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