Letti per Voi

“Le conseguenze”: le questioni irrisolte non hanno scadenza

Written by Simone Baldi

Credits: © Neri Pozza

L’amicizia è un sentimento potente, profondo e sfaccettato. Persone con retroterra, provenienza e caratteri completamente differenti possono ritrovarsi, inaspettatamente, a sviluppare affinità e simpatia, mentre invece chi si sente simile non può dirsi così fortunato. Certi legami resistono al trascorrere del tempo e all’avvicendarsi degli eventi, quasi fossero un patto silenzioso per la vita. Eppure, tutte le relazioni hanno un angolo cieco, una zona di conflitto da sciogliere ed esorcizzare per sentirsi, finalmente, liberi, proprio come ne “Le conseguenze” (Richard Russo, Neri Pozza, 2021, 384 pp, 19€).

È la fine dell’estate del 2015 quando Lincoln decide di invitare Teddy e Mickey, i suoi due migliori amici, nella sua casa a Chilmark, un piccolo paesino sull’isola di Martha’s Vineyard. Insieme ripercorreranno gli anni che hanno condiviso al Minerva College, dove tutti lavoravano al ristorante di una confraternita (chi a servire, chi a lavare i piatti) e rivangheranno un passato fatto di scoperte, delusioni, errori giovanili e illusioni. D’altronde, a sessantasei anni, i ricordi sono un bagaglio considerevole, soprattutto per chi ha vissuto un’epoca tumultuosa come quella della Guerra del Vietnam e le proteste studentesche. Diversi e complementari, formano un terzetto unico nel suo genere: posato e riflessivo Lincoln, introverso e indeciso Teddy, guascone e sfrontato Mickey. Quasi quarant’anni senza vedersi né sentirsi, eppure il tempo non sembra averli cambiati molto, semmai aver acuito le loro inclinazioni, spingendoli ancor di più verso gli uomini che non pensavano di poter diventare, ancorati però al loro bagaglio adolescenziale. Rivedersi è un modo per tirare le somme di ciò che hanno visuto, ricapitolando reciproche esistenze di cui sanno poco o niente, visto che il loro ultimo incontro risale al 1971 quando, proprio in quella casa, hanno trascorso un weekend carico di significati e da cui sono dipese le loro decisioni fondamentali da lì in avanti. Uno snodo nelle loro vite, in cui Lincoln ha scelto Anita come sua fidanzata, Teddy si è dedicato agli studi accademici e Mickey ha preso la decisione di espatriare in Canada per sfuggire alla leva che lo avrebbe portato in Vietnam. Sembra una storia come tante: tre ragazzi e un sacco di dubbi da sciogliere. Nel loro passato, tuttavia, c’è una spada di Damocle che pesa sul loro presente, una questione irrisolta che ha condizionato non meno profondamente i loro anni a venire: Jacy. Carismatica e anticonformista, lei era l’amica che loro avrebbero sempre voluto e, allo stesso tempo, la ragazza si cui si sarebbero voluti innamorare. E, infatti, così era successo. Ciascuno a suo modo, e a suo tempo, i tre moschettieri (così amavano definirsi), erano finiti infatuati di quella presenza femminile così impossibile da ignorare. In quel weekend d’inizio estate del 1971 iniziato come l’ultimo afflato di spensieratezza sull’isola era presente anche lei, sebbene prossima alle nozze, con le sue questioni da sciogliere e i suoi dubbi da scacciare. L’ultimo giorno, però, i tre ragazzi, al risveglio, avevano trovato un biglietto e Jacy se n’era andata. Da quel momento, non avevano più saputo niente di lei. Tra rimpianti e individualismi le loro vite erano proseguite, portandoli a costruire famiglie e carriere, fino a quel 2015, dove ritrovarsi e rivedere quei luoghi ha scatenato angosce e riaperto antiche ferite. Fare il punto delle loro esistenze significherà, inevitabilmente, anche affrontare i loro demoni interiori e mettere a nudo i loro nervi scoperti, pur di venire finalmente a capo di una verità che li ha tormentati per quarantaquattro anni. Che fine ha fatto Jacy e, con lei, loro?

Nel solco della grande narrativa americana, ecco un romanzo che dipana lentamente le singole individualità, fondendole le une con le altre, sullo sfondo di uno dei momenti più iconici e problematici della storia degli Stati Uniti: la guerra del Vietnam. Questo gioco al rimando tra il presente e il passato mette in luce aspetti della loro gioventù che poi, a ben guardare, ritroviamo anche nella loro fase adulta, come se, in qualche modo, il tempo si fosse cristallizzato. Il ritmo lento di un incedere che predilige la lenta e distillata messa in scena dei loro tratti caratteriali, delle loro idiosincrasie e delle loro fragilità fa da contrappunto a bagaglio di questioni (irrisolte e non) che va progressivamente ingrandendo, dipanandosi con lo svolgersi degli eventi ma non nella sua interezza. L’alternanza di due voci narranti (Lincoln e Teddy) lascia presagire un’epifania nel caso dovesse unirsi a loro anche il terzo moschettiere (Mickey).

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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