Letti per Voi

“Una bestia in Paradiso”: la strazianti conseguenze delle nostre scelte

Written by Simone Baldi

Credits: Edizioni E/O

Cos’è, in definitiva, l’amore? Capire la radice di questo sentimento e trovare la strada per la sua concretizzazione è un percorso arduo, non privo di insidie e sicuramente costellato di fallimenti, primo fra tutti il fraintendimento delle intenzioni altrui. Ma se si vuole uscire dal solipsistico attaccamento individualistico che abbiamo con le nostre radici, evolvendoci quindi in esseri sociali e dall’orizzonte più ampio, dobbiamo sicuramente scendere a compromessi e rinunciare a quella parte di noi ancorata al passato, traumatico o felice che sia stato. Non sempre è facile e non è detto che ci si riesca, come in “Una bestia in Paradiso” (Cécile Coulon, E/O, 2021, 187 pp, 17€).

Il Paradiso esiste. E si trova in Francia. Ai margini di una piccola città sorgono campi verdi con incastonato un lago e percorsi da animali liberi. Quella è la fattoria di Émilienne Émard, vedova energica che ha avuto la forza e il coraggio di crescere da sola i suoi due nipotini: Blanche e Gabriel. All’inizio insieme a loro c’erano anche Marianne, sua figlia, ed Étienne, suo marito, i genitori di quei due bambini concepiti dall’unione della campagna e la città, ritrasferitisi lì per restare e crescere. Dopo alcuni anni, proprio quando l’unità famigliare sembrava aver iniziato a fondersi con l’ambiente circostante, un tragico incidente aveva posto fine alla vita dei due giovani. Così, per i due piccoli, non c’era stata altra opzione che crescere con quella nonna burbera e dai modi rudi, nonché dalle parole centellinate e dalle manifestazioni di affetto elargite con parsimonia. Ma sotto quel suo modo antico, il suo cuore batteva d’amore per i suoi nipotini. Insieme a loro, quando Blanche aveva solo cinque anni, era venuto a vivere anche Louis, un ragazzo appena sedicenne scappato di casa dopo l’ennesima violenza del padre e inazione della madre. Si era stabilito lì e da quel momento aveva imparato il mestiere che avrebbe segnato indelebilmente la sua vita. Crescendo, i due Émard avevano manifestato reazioni opposte alla prematura scomparsa dei loro genitori: volitiva e solitaria Blanche, fragile ed emotivo Gabriel. Più il tempo passava e più, crescendo, i due sembravano sempre meno fratelli. Poi, un giorno, all’epoca dei sedici anni di Blanche, qualcuno entra a far parte della sua vita: Alexandre, compagno di classe dalla bellezza cristallina e dai modi affabili. Pur essendo compatibili come l’acqua e l’olio, i due iniziano a vedersi, con la scusa addotta da lui delle ripetizioni, visto che lei è tra le migliori dell’istituto. Da quel primo passo alla fascinazione il passo è breve, entrambi sentono crescere l’attrazione reciproca, inibita dalla repulsione di Blanche per il contatto con gli altri e per lasciar entrare qualcuno nel suo io ferito e sofferente. Ma Alexandre ha pazienza e un forte sentimento dalla sua. E ciò che è iniziato, com’è naturale che sia a quell’età, cresce e si fortifica, diventando un sentimento che li accomuna e li avvicina. A vigilare su quella strana coppia è Louis, geloso per non essere stato scelto come il compagno da quella ragazza così a lungo desiderata e da cui viene visto solo come un aiuto per il bestiame. Anche Émilienne tiene d’occhio i due fidanzatini, ma con occhio benevolo, di chi sa come va il mondo. Questa felicità, che si spande contagiosa tra loro, sembra annichilire ogni differenza e cancellare ogni distanza. Ma al momento della scelta tra radici e carriera, tra la cittadina in cui sono nati e la possibilità di un’istruzione di ottimo livello altrove, l’equilibrio si spezza, lasciando solo cocci sanguinanti su cicatrici irrimarginabili. Come curare il dolore causato da chi avrebbe dovuto prendersene cura e lenirlo? Nel loro destino, Blanche e Alexandre si troveranno di fronte a scelte che condizioneranno non solo le loro giovani vite, ma anche quelle di chiunque stia loro accanto.

Una storia sull’amore e il dolore, sulla sofferenza che genera un cortocircuito che rende impossibile il nostro corretto modo di provare sentimenti e renderli manifesti. Ma l’amore non è solo quello per un’altra persona, ma anche per abitudini, luoghi e la tranquillità che le nostre radici hanno generato. E tuttavia, quando questi legami vengono improvvisamente recisi, cosa ci rimane: speranza o disperazione? Una storia dove tutto non può che, disgraziatamente e inevitabilmente, andare male, ma da cui il lettore rimane fin da subito ipnotizzato, trascinato da un linguaggio scarno ma potentissimo, all’interno di una realtà vivida e concreta, proseguendo in essa verso una fine inesorabile, senz’altra possibilità se non quella di assistere impotente agli eventi e al loro collasso. Accompagnato da un linguaggio asciutto ma potentissimo, capace di far risuonare vibrazioni profonde e inconsce, il lettore viene portato attraverso paesaggi e sentimenti di chi, dogmatico e intransigente, vede nelle proprie priorità l’unica via per una realizzazione. Impossibile rimanere impassibili e non provare empatia e pietà di fronte al dolore di chi, tradito, non riesce a trovare una via per lenire ed esorcizzare la propria sofferenza, in qualunque forma si presenti.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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