Letti per Voi

“La Regina delle Greggi”: non è mai troppo tardi per sapere chi siamo

Written by Simone Baldi

Credits: Neri Pozza

Che valore ha la nostra identità? Quanto è il prodotto dell’ambiente in cui siamo stati cresciuti e delle persone che si sono prese cura di noi? Lungi dall’essere solo il risultato di un semplice accoppiamento genetico, la nostra personalità, oltre che la nostra essenza, è sia un mistero che andiamo progressivamente svelando, sia una costruzione che affonda le proprie radici nel passato, come un fiume dagli affluenti, per ritrovarsi più forte e completa. Scoprire da chi discendiamo è un modo per sapere chi siamo, anche a costo di rivelazioni inaspettate e dolorose, proprio come ne “La Regina delle Greggi” (Thomas Savage, Neri Pozza, 2019, 252 pp, 17€).

Questa è la storia di tre famiglie. E questa è anche la storia di un’unica famiglia. Come rami che dipartono tutti dallo stesso tronco, ciascuno si ritrova lontano ma collegato agli altri. Tutto ha inizio un giorno del 1912, a Seattle. Lì Elizabeth Owen dà alla luce Amy, una neonata che lascia però in ospedale, alle cure delle infermiere, prima di andarsene per sempre. Quella piccola viene accudita e data in adozione ai coniugi McKinney, ancora sofferenti per la perdita del loro primo e unico figlio, che la accolgono e se ne prendono cura con tutto l’amore che hanno. Nel corso degli anni la piccola cresce, inconsapevole delle proprie origini, una volta adulta abbandona i suoi genitori e intraprende una vita propria. Trova un lavoro, si sposa e poi, dopo una decina d’anni, divorzia. Gli sconvolgimenti non sembrano distruggerle la vita, sono per lo più degli assestamenti, che lei impara a gestire. Tutti meno l’ultimo: una lettera in cui suo padre le annuncia di sapere chi sia la sua vera madre. Nel frattempo, dall’altra parte degli Stati Uniti, nel Maine, vive Thomas Burton, un romanziere che vive con sua moglie. Hanno diversi figli, ma ciascuno ha la propria vita, si rivedono per il Ringraziamento o altre festività, eppure, nonostante la distanza, sono una famiglia unita. È lui a tessere il filo del passato e a raccontarci la storia di sua nonna, Emma Russell, soprannominata la Regina delle Greggi, per la sua capacità innata di allevare pecore a Lemhi, località boschiva dell’Idaho. Lì, verso la metà dell’800, incontra Thomas Sweringen, il giovane figlio di chi, con tutta la propria testardaggine, è riuscito a trovare l’oro in quelle terre. Ma non è la ricchezza ad attrarla, piuttosto la sua bellezza e la sua splendida capacità di suonare il violino. In breve, i due ragazzi si innamorano e si sposano, negli anni avranno quattro figli, tre femmine e un maschio. Alla morte dei genitori di lui, diventano proprietari del più grande possedimento dello Stato. Con gli anni Emma arriva ad avere uno sterminato numero di pecore, alla faccia di tutti quelli che dicono sia impossibile allevare pecore e cavalli insieme. È un’esistenza fatta di sacrifici e fatica, ma le soddisfazioni non mancano, soprattutto il prestigio che gli altri abitanti gli tributano quotidianamente. Ma è quando Elizabeth, la loro figlia maggiore, diventa adulta, che Emma capisce che non potrà proteggerla né tenerla al riparo dal mondo per sempre. E così, non può fare altro che assistere all’innamoramento della sua piccola per Ben Burton, un venditore, anche se lei già sa che quell’unione non è destinata a un futuro fortunato. Cosa c’entra, dunque, Amy con Thomas e perché gli scrive una lettera che potrebbe sconvolgere entrambe le loro vite?

Romanzo dal respiro amplissimo, che lentamente si dipana e aggiunge un piccolo tassello ad un ritratto dell’America rurale riccamente sfaccettato. La tripartizione della narrazione, con i suoi relativi punti di vista, è il modo perfetto per farci scoprire la storia di una famiglia che appare molto più numerosa delle sue tre generazioni. Il tema centrale di tutta l’opera è il nostro bisogno di sapere e rimarcare costantemente chi siamo e da dove veniamo, come se, in assenza di uno di questi due pilastri, la nostra vita non possa dirsi completa né salda. Amy, con i propri dubbi circa l’indagare sulla sua vera madre, è un coacervo di curiosità e timore. Thomas si vede sconvolto nella propria tranquillità da una novità che potrebbe distruggere tutto il suo passato, e con esso il suo presente, in un istante. Attraverso le sue parole ripercorriamo la storia dei suoi nonni e facciamo, finalmente, luce anche sulla sua esistenza, con le molte ombre che, inevitabilmente, accomunano abbienti e poveri. Passato e presente si susseguono e si accavallano senza soluzione di continuità, trascinando il lettore in un vortice che lo fa passare dall’800 al 900 a cavallo di un unico filo conduttore, la storia della Regina delle Greggi, da cui però si dipanano singole individualità, a lei legate e a lei ricondotte.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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