Opinion

Una maglia da basket per la Juventus

Written by Piero Pardini

Credits: © Juventus Football Club

Per adesso è  una voce o una semplice suggestione estiva.
Eppure, oltre alla nuova maglia, per la stagione 2018/2019, la Juventus Football Club ha commissionato al proprio sponsor, ADIDAS, una divisa da basket.
Dopo la conferma della seconda squadra, che giocherà nel campionato di serie C, la Juventus B potrebbe essere inserita nel girone della U.S. Pistoiese 1921, la dirigenza bianconera guarda con un certo interesse al mondo del basket.
Con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, CR7, il presidente Andrea Agnelli ha dato una svolta alla politica economica del gruppo, dove spettacolo e progetto imprenditoriale sembrano muoversi verso nuove mete e, coinvolgere, nuovi segmenti imprenditoriali e sportivi.
Allora tra l’idea e il “business plan” il passo è veramente breve. Le esperienze di società come Real Madrid e Barcellona fanno scuola e con risultati più che soddisfacenti.
Una maglia da basket può essere usata, come “carta di tornasole”, per testare l’interesse del pubblico in vista di un impegno più concreto nel mondo della palla a spicchi?
Fantasia giornalistica in una settimana di caldo torrido? Può darsi, ma le 55.000 maglie CR7 vendute in pochi giorni sono state anch’esse un segnale di marketing molto significativo. Riflettendo, chi avrebbe mai pensato anni fa che il gruppo Armani si sarebbe così impegnato nel mondo del basket? Mera soddisfazione della proprietà? Oppure che, Larry Ellison, fondatore e CEO di Oracle, abbia acquistato il torneo di tennis di Indian Wells, semplicemente perché gli piaceva vedere questo sport?
L’evento sportivo è diventato il nuovo cardine intorno al quale si muove l’economia. Basti pensare ai diritti televisivi, che rappresentano solo la punta dell’iceberg nell’universo dei profitti che gravitano nel mondo sportivo.
I palazzetti da 5000 posti, sono forse le prime avvisaglie di un mondo che sta cambiando sotto i nostri occhi? Che ruolo rivestiranno nel prossimo futuro le piccole società, saranno fagocitate o riusciranno a ritagliarsi un ruolo da protagonista?
Fantasia estiva? Forse, ma non ne sono così sicuro.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.