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A palla ferma: ciao Paolo, benvenuto Antonino

Written by Piero Pardini

Credits: Paolo Indiani (foto archivio) © Ph. Carlo Quartieri – U.S. Pistoiese 1921

Si conclude, con l’esonero da parte della società, l’esperienza alla Pistoiese per Paolo Indiani.
Insieme al tecnico è stato rimosso, Luca Fiasconi, il suo vice.
Al suo posto arriva Antonino Asta e, come sua spalla, l’ex arancione Alberto Nardi.
Il rapporto tra Indiani e individui legati alla società, parte della stampa, gruppi di tifosi si era incrinato causa la sconfitta contro la Carrarese, nell’unica partita dei play off.
La società, a prescindere da questo episodio, aveva deciso di onorare l’accordo in essere, rimandando al mittente le eventuali voci di esonero.
Dopo le esternazioni, espresse a caldo dal presidente Ferrari al termine della partita incriminata, il clima, seppur lentamente, si era rasserenato, complice la pausa estiva.
Durante l’estate, la società si era adoperata per allestire un nuovo gruppo, causa la partenza di giocatori, di ritorno dal prestito, e la “ventilata” partenza di Zaccaria Hamlili.
L’organigramma societario vedeva l’ingresso di nuovi elementi e la rimozione di altri, spiccava, su tutti, la sostituzione del preparatore atletico, Giovanni Saracini, che, agli occhi dei più, pagava una non brillante condizione fisica di alcuni giocatori culminata con la prestazione di Carrara.
Arriviamo al campionato 2018/2019: la compagine arancione è assemblata. Il gruppo, formato da giovani e da elementi di esperienza, scalpita insieme allo staff per misurarsi con gli avversari, ma quest’anno è la Lega a offrire uno spettacolo indecoroso, oggi poi si è passato il segno, fra ricorsi e calendari che slittano da una settimana all’altra.
La società è certa di aver allestito un buon gruppo, i giovani sono di belle speranze e, seppur acerbi per la categoria, si respira ottimismo, forti di un “mister” come Paolo Indiani, conosciuto per la sua capacità di valorizzare gli atleti più giovani.
I presupposti per un campionato da protagonisti, almeno sulla carta, c’erano tutti, l’unico uomo, che non si era lasciato prendere dall’euforia, il presidente della Holding Arancione, Andrea Bonechi, “Io non giudico, prima voglio vederli all’opera“.
Il resto lo conosciamo. I numeri sono implacabili: 5 punti in classifica, due pareggi, una vittoria e quattro sconfitte troppo poco anche per il “povero” Indiani che, con la valorizzazione dei giovani durante lo scorso campionato, aveva portato un ulteriore tesoretto nelle casse della società. Il tecnico, mai entrato nelle simpatie del tifo pistoiese, per il suo carattere un po’ scontroso e per la sua poco attitudine alla comunicazione, non è riuscito a creare un feeeling con certi interlocutori non vedendo, talvolta, neppure riconosciuti i suoi meriti più evidenti: serietà, professionalità e competenza.
Quello che mi ha un po’ lasciato perplesso è stata l’assenza di un “supporto” societario. Indiani ha affrontato critiche e contestazioni senza un forte presa di posizione da parte della società, in pratica un uomo lasciato al suo inesorabile destino. Forse, il condizionale è d’obbligo, qualche attestazione di fiducia avrebbe mitigato il clima di tensione creatosi subito alle prime partite di campionato.
Soltanto in occasione della presentazione del suo sostituto, Antonino Asta, si sono spese belle parole sull’uomo e sul professionista appena esonerato, apparse scontate vista anche la situazione.
Paolo Indiani se ne va come nel suo stile, con dignità e testa alta, consapevole di aver dato quanto nelle sue potenzialità.
Inizia l’era di Asta.
Al nuovo allenatore un grosso in bocca al lupo: dovrà plasmare a sua “immagine” una nuova Pistoiese.
Dalle sue prime parole si evince che è consapevole delle difficoltà, ma farà di tutto per portare la squadra nelle posizioni di classifica che merita.
Da oggi si guarda di nuovo avanti, evitando i confronti provando a instaurare un clima di serenità e fiducia, che, credo, gioverà a tutti.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.