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Crepuscolo: l’unico sinonimo di “giustizia” è “vendetta”

Written by Simone Baldi

Credits: © Bompiani Editore

Se volessimo definire Crepuscolo (William Gay, Bompiani, 2018, 251 pp, 13€) in tre parole basterebbero: ricatto, fuga e inseguimento. Eppure, dietro una trama così scarna ed essenziale, si nasconde molto altro…

Nel cuore del Tennessee, al limitare di una foresta selvaggia e inospitale, vive una piccola comunità. Persone cresciute insieme, memori di pregi e difetti altrui, ignare e disinteressate però dei segreti che ognuno nasconde nell’intimo della propria individualità. Proprio grazie a questa apparente indifferenza, nascosta nelle pieghe dell’ipocrita omertà silenziosa di paese, Fenton Breece opera indisturbato dietro la propria impresa di pompe funebri. Per anni è stato l’ultimo a vedere i cari estinti, l’ultimo tramite prima della sepoltura, l’ultimo, sgradevole ricordo di chi se n’era appena andato. Né rispettato, né temuto, solo un uomo viscido da evitare. Ed è proprio verso di lui che si rivolge l’odio di Kenneth e Corrie Tyler dopo la loro macabra scoperta: la tomba del padre è stata profanata. Dopo lo sbigottimento e la rabbia iniziale, troveranno la conferma che non si sia trattato di un episodio isolato. La verità andrà al di là di ogni più agghiacciante e oscura fantasia.

Una volta confermati i loro sospetti, i due fratelli decidono di raccogliere altro materiale compromettente e, grazie ad un audace quanto fortunoso furto, entrano in possesso di fotografie del becchino che, semmai fosse possibile, chiariscono in modo inequivocabile la sua posizione. Facendo leva sulla vergogna e sullo scandalo generato da quel materiale, invece di consegnarlo alle autorità, i Tyler decidono di usarlo per ricattare l’uomo, nella speranza di rifarsi una vita altrove. La voglia di fuggire da quel posto sperduto ha la meglio persino sulla più nobile intenzione di restituire al padre una degna sepoltura. Le loro aspettative, tuttavia, andranno deluse. L’ira e l’incapacità di rassegnarsi alle conseguenze delle proprie azioni spingeranno Breece a rivolgersi a Granville Sutter astuto e spietato bifolco che deve la propria libertà (e la conseguente fama) all’uccisione dei suoi principali accusatori. Tutti lo sanno e per questo lo temono. D’altronde, tra persone che ignorano cosa sia il rispetto, riconoscersi come simili è un meccanismo automatico. Sarà questo killer improvvisato a mettersi sulle tracce dei ragazzi, seguendoli e, grazie al suo fiuto razionalmente diabolico, stanandoli nei loro rifugi. Comincerà dunque una fuga che porterà Kenneth ad abbandonare la sorella e fuggire da solo attraverso gli impenetrabili boschi dell’Harrikin, un dedalo impervio e inestricabile di vegetazione, dalle inquietanti sembianze antropomorfe, in cui reietti e solitari vivono e si fondono alla perfezione con la solitudine di quei luoghi. Sarà solo addentrandosi all’interno di quel labirinto che i due uomini troveranno una realizzazione ai loro piani inconciliabili: una fine imprevista e, a suo modo, sconvolgente.

Crepuscolo (William Gay, Bompiani, 2018, 251 pp, 13€) è un romanzo che basa tutta la sua forza sulla capacità materica e ipnotica della scrittura. Attorno ad una trama scarna e ridotta all’osso, si innestano immagini vivide e concrete, in cui i pensieri dei singoli protagonisti si fanno cosa concreta, tangibile come le foglie degli alberi o le rocce dei crepacci. In una realtà dominata dalla crudeltà e la violenza, in cui nessuno spazio viene lasciato al dibattito o al compromesso, ogni elemento finisce per essere permeato della lucida e razionale cattiveria. Se gli uomini sono incapaci di trovare una soluzione, ci penserà la loro stessa natura a farlo, tanto da spingerli verso azioni e comportamenti primordiali e primitivi. L’istinto come unico faro guida, nelle macabre azioni di Breece, come nella voglia cieca e sconsiderata dei fratelli Tyler di andarsene da quella terra di privazioni e sofferenze, e, per finire, nella paranormale capacità di Sutter di inseguire chi lo precede. Un lungo, multiforme, onirico percorso nei recessi della psiche e dell’animalità umana.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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