Calcio Sport

A palla ferma: la Pistoiese crea, ma vincono gli avversari

Written by Piero Pardini

Credits: © Gentile concessione di ReportSport – Ph. Carlo Quartieri

Premessa: i giocatori sono scelti dai direttori sportivi sulla base di scelte societarie ma, è evidente che, alla Pistoiese, manca un attaccante vero.
Il campionato di calcio di Lega Pro 2018/2019 è qualcosa di inconprensibile, irreale, ai limiti del comico.
Le partite si giocano, non più sui campi come dovrebbe essere, ma nelle aule dei tribunali e nelle stanze della Lega.
I tifosi negli stadi diminuiscono, per non parlare di quelli in trasferta che si contano quasi sulle dita di un paio di mani.
Anche la Pistoiese non è immune da questo trend.
Se le situazioni societarie di alcune squadre del girone, garantiranno una quasi sicura salvezza non c’è da esser molto entusiasti delle prestazioni.
Certo, la squadra paga sempre le distrazioni difensive: ieri tre azioni avversarie e due goal subiti, a fronte di una buona mole di opportunità in attacco, mai concretizzate. È diventata ormai una certezza subiamo e non riusciamo a ribaltare a nostro favore le occasioni, che non sono poche, in fase offensiva.
A Pistoia manca uno di quei giocatori che “vivacchia” durante tutta la partita ma, quando capita l’occasione giusta, punisce con freddezza gli avversari.
Manca un cannibale d’area, un avvoltoio, un giocatore che vede la porta, anche un giovane, ma di sostanza come lo scorso anno si era rivelato Giacomo Vrioni.
Tifosi e addetti ai lavori auspicavano, durante il mercato di riparazione, di veder arrivare un giocatore di questo tipo, evidentemente, la società ha ritenuto di indirizzarsi verso altre figure.
All’occorrenza, e per necessità contingenti, un difensore può fare il centrocampista, il centrocampista può svolgere mansioni di attaccante, un portiere può fare il libero aggiunto, ma non dobbiamo dimenticarci che esistono i ruoli e quelli sono incontrovertibili.
I social ci hanno fatto credere, sbagliando, che tutti potevamo fare tutto e di più, i fatti hanno confermato che ciascuno nella vita ha un ruolo e lo deve svolgere al meglio secondo le proprie competenze.
Spero di sbagliarmi, ma questo è il mio lavoro e invito tutti, ma proprio tutti a un’attenta riflessione.

About the author

Piero Pardini

Giornalista pubblicista da maggio 2002.
Coautore del saggio "Gianni Clerici - Lo scrittore, il poeta il giornalista" edito da Le Lettere (2010) Firenze.
Dal 2015, è sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier).
Scrive di tecnologie, sport ed enogastronomia.
Dal 2016, è direttore responsabile di "The Wolf Post", di cui è l'ideatore.