Letti per Voi

“Lo schiaffo”: le conseguenze dirompenti di un gesto

Written by Simone Baldi

Credits: © Beat Edizioni

Le convenzioni e le regole sociali delimitano il nostro raggio d’azione, delineando più o meno nettamente ciò che uno può o non può fare. All’interno del nostro spazio privato siamo liberi di comportarci come crediamo, ma non se il nostro agire interferisce con quello di altri o, ancor peggio, prevarica prerogative non di nostra competenza, allora si pone un problema. È il caso de “Lo schiaffo” (Christos Tsiolkas, Beat, 2013, 535pp, 9€) in cui un barbecue festivo si trasforma in una bomba ad orologeria in grado di sgretolare i rapporti di tutti i presenti.

Siamo a Melbourne, città cosmopolita abitata da decine di etnie e popolazioni diverse, Hector, come in una rappresentazione ideale di quel meltin pot, ha deciso di dare una festa a casa propria, invitando parenti e amici. Greco di nascita, ma ben presto trasferitosi in Australia, ha sposato Aisha, una ragazza indiana bellissima ed estremamente intelligente, tanto da dirigere una clinica veterinaria di successo. I genitori di lui sono ellenici che rimpiangono la madrepatria, ma che si sono adattati alla vita dall’altra parte del globo. Tra gli altri invitati, spiccano suo cugino Harry, imprenditore di successo sposato con Sandi, una serba dall’apparenza di una fotomodella, Bilal, un aborigeno autoctono da poco convertitosi all’Islam, e altri amici australiani di Aisha. Tra loro Rosie e Gary, improbabile coppia dall’ingestibile figlioletto di cinque anni, Hugo, bello ma esagitato, tanto da girare con una mazza per darla in testa a qualcuno. Quando Harry cerca di fermarlo il bimbo reagisce, sferrandogli un calcio negli stinchi, e l’uomo, per chiudere la questione, lo schiaffeggia. Da quel momento gli equilibri si rompono: chi si schiera con l’adulto, chi con il bambino, chi cerca di rimanere neutrale e chi non vuol prendere posizione. Eppure, evitare di esporsi sembra praticamente impossibile, perché ci sono in ballo relazioni che vanno al di là della pura e semplice ricerca di un colpevole e della incongruità del gesto. Attenersi ai fatti non servirà ad evitare discussioni e frizioni, sia tra parenti che amici. Hector non troverà l’appoggio sperato di Aisha, né tanto meno la sua comprensione, Harry verrà accusato di essere un violento e di aver svolto un ruolo non suo, Rosie se la prenderà con chiunque non la appoggi apertamente, andando ben oltre il limite del ragionevole. La verità non sarà una carta ben accetta, interpretata un po’ da tutti, invece, come una pugnalata alle spalle o un tradimento palese. Chi vorrà dare ragione all’uno o all’altro dovrà farlo a proprio rischio e pericolo, soppesando bene pro e contro di una decisione che potrebbe mettere in crisi equilibri matrimoniali o amicizie di lungo corso. Come un pretesto, lo schiaffo verrà ingigantito e caricato di significati molto più profondi, pedagogici e sociali di quelli che, molto banalmente, ha. Perché, come viene più volte detto a Rosie, se è vero che Harry si è sostituito a loro nel punire un figlio non suo, è altresì vero che il piccolo Hugo è un tornado ingestibile, che ha bisogno di un controllo più stretto e, in alcune occasioni, di una punizione esemplare tale da fargli capire i limiti e la scorrettezza delle sue azioni.

Provocatorio, realistico, sfaccettato e stimolante, il punto di vista di Tsiolkas ci pone di fronte ad un quesito che tutti, prima o poi, ci siamo posti: è giusto intervenire in una questione, anche se non ci compete? Lo schiaffo è solo un esempio, un pretesto, un gesto che si fa concetto, in un contesto sociale regolato dalle apparenze e in cui le relazioni sono fragili e inconsistenti. La crepa che si aprirà con lo shock del gesto di Harry si farà sempre più profonda, mettendo gli uni di fronte agli altri e facendo venire alla luce i loro pregiudizi, le loro differenze culturali, le reciproche aspettative e le delusioni continue. Non vedersi supportati significa immediatamente deprezzare la qualità e la forza dei legami che li uniscono: anni di amicizia o, peggio, di matrimonio, spezzati come rami secchi in un attimo. La narrazione procede per focus individuali, dove ciascun capitolo propone il punto di vista di uno degli invitati, creando così una catena omogenea che ci conduce attraverso lo sviluppo delle azioni e del cambiamento dei singoli. Il linguaggio chiaro e semplice, senza inutili fronzoli o artifici retorici, lascia fluire lo svolgimento del romanzo in modo veloce e armonico. Ognuno, comprensibilmente, ha una sua (piccola) parte di correttezza nel reclamarsi come vittima, eppure, nonostante questo, nessuno può dirsi né totalmente nel giusto né completamente nel torto. Ricostruire uno schema delle colpe sarà un compito molto arduo, sia per i partecipanti al barbecue sia per il lettore desideroso di schierarsi con uno piuttosto che con un altro.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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