Letti per Voi

“Melody”: l’apparenza è il pregiudizio più ingannevole

Written by Simone Baldi

Credits: © Giangiacomo Feltrinelli Editore

A volte, nella nostra quotidiana superficialità, ci fermiamo solo alle apparenze, considerando chi ci sta intorno solo per ciò che riesce a dire o fare e non per cosa potrebbe avere dentro di sé. È una reazione comune, condivisa da tutti, eppure, dietro questo comportamento automatico, si nascondono pregiudizi e superficialità da combattere e da sconfiggere. La storia di “Melody” (Sharon M. Draper, Feltrinelli, 2016, 248pp, 13€) ci mostrerà che l’impossibilità di comunicare non è un sinonimo di stupidità e che la parte più nascosta di noi cela segreti e potenzialità al di là di ogni più rosea aspettativa.

Melody è una ragazzina di quasi dodici anni, che vive in una famiglia con i suoi genitori, la sua sorellina Penny di poco più di tre anni e il suo cane Cubik, e che frequenta la prima media di una normale scuola americana. Peccato che la parte di normalità della sua vita, finisca qua. Si, perché Melody è affetta, fin dalla nascita, da tetraplegia spastica, non può parlare né tanto meno muoversi autonomamente. Riesce a comunicare con dei piccoli e sconclusionati gesti, senza poter controllare correttamente il suo corpo che, anzi, in alcuni momenti (che lei chiama i suoi “tornado”) si irrigidisce e prende il sopravvento sulla sua volontà, agitandosi in ogni modo. L’unica parte perfettamente funzionante sono i suoi pollici, da lei definiti magici, che riescono a muoversi perfettamente e con cui segnala le parole che le sono state sistemate su un vassoio alla sua sedia a rotelle rosa. Ma se pensate che ci sia qualcosa di carino in una sedia a rotelle rosa, vi sbagliate di grosso. Ebbene, a causa di questa pressoché totale incapacità di comunicazione verbale e motoria, la ragazzina viene giudicata dalla maggior parte delle persone (dottori, insegnanti e, soprattutto, compagni di scuola) come ritardata e menomata, e per questo sminuita ed emarginata. Fa anche parte di una classe speciale, con altri ragazzi affetti da diverse patologie che ne rallentano l’apprendimento, pensate un po’. Eppure Melody coltiva una ricchissima vita interiore, il suo cervello funziona perfettamente, meglio di tanti suoi coetanei, ha una memoria fotografica che le permette di ricordare qualsiasi cosa. Lei conosce quantità smisurate di parole, numeri, concetti e nozioni che, purtroppo, per una sfortuna non decisa da lei, non è in grado di comunicare agli altri. Come fare dunque per accedere a questo variegato e complesso mondo interiore?

Il romanzo parte e si svolge tutto attraverso lo sguardo di Melody. Ogni azione viene raccontata da lei come se lo stesse facendo realmente, una specie di via di mezzo tra conversazione e confessione scritta. Osserviamo quindi la quotidianità della sua famiglia, con le difficoltà per nutrirla, vestirla e gli sforzi di ridurre al minimo la sua disabilità, trattandola come una bambina “normale”, semmai esista un vero concetto di normalità; a scuola, le sue banali e noiose lezioni, ripetizioni infinite dell’alfabeto, invece di potersi cimentare con le materie di tutti gli altri ragazzi. Finché un giorno, un nuovo progetto non fa in modo che quegli alunni “speciali” frequentino delle ore insieme ai loro coetanei. È l’inizio di un periodo nuovo, fatto di aspettative, frustrazioni, delusioni e ulteriori discriminazioni. Non potersi esprimere sarà un handicap importante, ma non fermerà la determinazione di chi vuol dimostrare di essere ben più di ciò che appare. Un computer le regalerà la parola da lei sempre agognata, ma non per questo sarà automaticamente accettata e compresa. Potrebbe forse essere la gara di conoscenza generale l’evento perfetto per mettere in chiaro a tutti quanti le sue vere potenzialità nascoste e prendersi una meritata rivincita sulle superficiali bullette della scuola?

Profondo, coinvolgente, emozionante e toccante, “Melody” è un romanzo per ragazzi che travalica i confini del proprio genere. Nato e scritto pensando ad un pubblico di (post) adolescenti, incentrato sulle tematiche chiave della crescita e dei dubbi diffusi tra la maggior parte dei ragazzi di quell’età, tocca però una vasta gamma di altri temi: l’instabilità, l’empatia, i pregiudizi, la caparbietà, l’accettazione e l’inclusione. Eppure, nonostante il suo pubblico di riferimento, la storia riesce a parlare anche a fasce più adulte, mostrando una gamma di comportamenti e costringendoci ad una continua introspezione e una messa a nudo dei nostri pregiudizi. Melody unisce toni di drammatico dolore (come potrebbero non esserci) a momenti di leggerezza assoluta, con passaggi scanzonati e ironici, alternati a passaggi di sconforto e disperazione. Questa intrusione nel suo mondo interiore ci regala uno spaccato di vita altrimenti invisibile, impossibile da conoscere. La nostra idea delle altre persone non sarà più la stessa dopo aver conosciuto questa giovane ma determinata ragazza, capace di farci capire che l’apparenza è il più ingannevole dei nostri pregiudizi.

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.

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