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“Margine di fuoco”: l’impedimento alla costruzione di un amore

© Margine di fuoco - Mattioli 1885
Written by Simone Baldi

Credits: © Margine di fuoco – Mattioli 1885

Quali sono gli equilibri di una coppia? Chiunque abbia avuto una relazione degna di questo nome saprebbe dire senza problemi che il cardine imprescindibile di ogni legame duraturo sono i compromessi. Eppure, a volte, sembra che tali accomodamenti siano resi più difficoltosi da un passato incombente, un mantra indesiderato che, ciclicamente, torna a disturbare la voglia di stabilità e serenità. Questa intromissione delle esperienze pregresse nel presente è il tema centrale di “Margine di fuoco” (John Smolens, Mattioli 1885, 2019, 255 pp, 16 €).

Hannah LeClaire è una diciannovenne in procinto di finire il liceo, in attesa di decidere del suo futuro che, a causa di un incidente di percorso l’anno precedente che le ha fatto perdere alcuni mesi di scuola, sembra allontanarsi sempre più dall’idea del College. Martin ha dieci anni più di lei, viene da Chicago e gira con una vecchia Mercedes fuori moda, ma molto stravagante. Capita così che a Whitefish Harbor, sulle rive del Lago Superiore, nel Michigan, all’inizio dell’estate si incontrino questi due ragazzi, ciascuno perso nel tentativo di dare una direzione alla propria esistenza. Dopo le prime schermaglie conoscitive, i due finiscono per frequentarsi, piacersi e, incredibile a dirsi, andare a vivere insieme nella casa della zia di Martin che lui sta ristrutturando insieme al cugino Pearly, noto ubriacone cittadino sulla via della redenzione. Sembrerebbe un quadro idilliaco, se non fosse per l’incidente di Hannah: un aborto, in seguito ad un rapporto con Sean Colby (suo ex fidanzato), che getta lei nella solitudine e nell’emarginazione pubblica e manda lui in arruolamento (non proprio) volontario nell’esercito. La questione, sembrerebbe risolta così. Ma quando il giovane torna dall’Italia, congedato tanto velocemente quanto misteriosamente, il passato irrompe con violenza nel quadro idilliaco dell’amore di Martin e Hannah. Sean, infatti, si rivela essere incapace di accettare il fatto che il mondo sia andato avanti e, pur di riappropriarsi di ciò che aveva (o pensava di avere), decide di intimidire, forte anche del suo ruolo di poliziotto cittadino, il suo rivale prima intimidendolo, poi cercando di dare fuoco alla sua casa, e infine ferendolo quasi mortalmente. Il recupero della normalità sarà un processo lungo e doloroso, in cui i due fidanzati impareranno a conoscere i lati oscuri e imprevedibili dei reciproci caratteri, che metteranno a dura prova i loro sentimenti e la loro tenacia. Per riappropriarsi della propria serenità c’è bisogno di mettere una pietra sul proprio passato, ma come fare quando uno dei diretti interessati non vuole saperne? Sean, infatti, continuerà a molestare e intromettersi nella vita di Hannah e Martin, incapace di ragionare o di fare un’analisi lucida dei propri desideri, in un crescendo di tensione e azioni estreme, che porterà ognuno di loro sull’orlo del punto di non ritorno.

Romanzo drammatico, dall’ambientazione rarefatta delle tipiche province rurali, in cui i dialoghi sono costellati di non detti e le azioni sono mute espressioni di pensieri trattenuti, “Margine di fuoco” è il racconto di un’esperienza, del tentativo della costruzione di una relazione felice e degli effetti devastanti che del passato sul presente. Il benessere e la tranquillità di Hannah e Martin passa, necessariamente, per l’accettazione del trauma dell’aborto e delle difficoltà della loro differenza d’età, che però imparano a condividere e annullare. Ma è Sean, invece, la vera mina vagante, la scheggia impazzita che rompe le regole, incapace di elaborare il lutto per la fine della sua relazione con la ragazza, tanto da esserne ossessionato in ogni momento. L’escalation di violenta e aggressività è un riflesso proporzionale al suo senso d’impotenza che, invece di placarsi con l’aggravarsi della situazione, aumenta sempre più. L’atmosfera delle tre sezioni che compongono il romanzo cambia con lo svolgersi degli eventi: da storia post-adolescenziale all’inizio, fino a vero e proprio dramma nell’ultimo capitolo, con un livello di pathos decisamente superiore, a tratti soffocante. Se in fondo a ogni azione, persino quelle più altruistiche, riposa la convinzione che tutto viene fatto per sé e per un proprio personale appagamento, la criticità che spezza un equilibrio acquisito stravolgerà i piani di ciascuno, esibendogli la dura realtà: i cattivi eventi, per cui non si è mai pronti, ci rivelano chi siamo, mettendo a nudo la nostra vera natura. La vera domanda è: sapremo affrontare le nostre debolezze o ci lasceremo sopraffare dallo sconforto?

About the author

Simone Baldi

Simone Baldi, nasce a Pistoia nel 1982, appassionato di sport, musica e fotografia. Lettore per passione e libraio per deformazione professionale. Preferisce la letteratura contemporanea: per avere un’idea su dove sta andando il mondo. C'è una citazione di Jules Renard nella quale si sente particolarmente a suo agio: “Ogni volta che penso ai libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.