Storie (Di)Vino

Strada del vino dell’Istria

Written by Veronica Lavenia

Un territorio meta di turismo Internazionale. Luoghi incantevoli, ricchi di arte, storia e culturale, l’Istria è molto nota per tutto questo ma ancora poco per la sua interessante tradizione vinicola.

Istria Wine Route consente al turista di percorrere itinerari consigliati alla scoperta delle migliori mete enogastronomiche in cui il vino diventa veicolo di cultura e di conoscenza del territorio.

Scopriamo di più dalle parole di Denis Ivošević, managing director di Istria Tourist Board.

©Istrian wine route

Da quando è nata la Strada del Vino dell’Istria?

L’Istria è da sempre nota come una destinazione balneare, dedicata al turismo famigliare e percepita come una destinazione con numeri sproporzionati di turisti durante l’alta stagione, ovvero i tre mesi estivi.

A partire degli anni Novanta, abbiamo voluto, però, cambiare la nostra filosofia del turismo perché eravamo coscienti che, a lungo termine, il turismo di massa non sarebbe stato un modello idoneo su cui sviluppare la nostra regione, anche perché l’idea di turismo di massa non era più sostenibile. Per questo motivo, abbiamo creato un documento con il quale abbiamo definito i nuovi obiettivi: operare a favore della destagionalizzazione, creare nuove esperienze, spostando l’interesse dal litorale all’entroterra e dimostrando di essere in grado di mettere a disposizione un’Istria diversa, in un’ottica che si sarebbe incentrata alla volta dei profumi, colori, gusti.

©Istrian wine route

Sono state proprio le Strade del vino, il progetto originario che, per la prima volta, ci hanno portato a spostarci verso l’entroterra, alla scoperta di un nuovo mondo di esperienze vitivinicole istriane. Il risultato è stato immediato. In base al progetto Strade del vino abbiamo creato altri prodotti quali le Strade dell’olio EVO, del Tartufo Istriano, del miele, del Prosciutto Istriano. Abbiamo, inoltre, rinnovato i vecchi casolari e trasformato le note “stanzie”(vecchie proprietà rurali e produttive) in piccoli alberghi di charme o curiosi agriturismi. Con i piccoli borghi medievali, situati su cucuzzoli delle colline istriane, nonché abbinando un ricco patrimonio storico-culturale, abbiamo creato un nuovo e sorprendente mosaico, un tessuto turistico che piace molto, con contenuti che rispecchiano la vita istriana.

©Istrian wine route

Quali obiettivi avete raggiunto e quali ancora devono essere raggiunti?

I risultati sono stati immediati e sono magnifici. Innanzitutto, abbiamo riproposto un’Istria diversa, spostando i flussi turistici nell’entroterra. Il turismo è, in questo caso, servito come veicolo principale per ripopolare più di 150 paesetti, villaggi e borghi nell’entroterra. I giovani, che prima emigravano verso il mare o nelle grandi città, adesso hanno cambiato rotta, tornando a ripopolare i villaggi e borghi, diventando imprenditori agricoli, viticoltori, albergatori… Questo nuovo flusso verso l’interno ha rivalutato il mercato immobiliare delle vecchie strutture, casali. Oramai, i terreni agricoli non sono più abbandonati come prima e il loro valore è cresciuto immensamente. La vita è tornata anche in questa magica parte dell’Istria, si respira e vive un’aria di ottimismo reale, tantoché le ville nell’entroterra hanno, adesso, una stagione che dura sei mesi, mentre quelle nella zona litoranea al massimo quattro, mentre i prezzi che si ottengono nell’entroterra sono tre o addirittura quattro volte più costosi.

©Istrian wine route

Può descrivere brevemente le strade e quali territori di interesse culturale ed enoturistico attraversa?

L’Istria si divide in sei cluster, ognuno dei quali porta le sue specificità, interessante a modo suo. La zona vinicola “cru” comunque rimane quella dell’Alta Istria, ovvero quella a nord della regione, conosciuta per la sua offerta gastronomica di alta qualità: il prestigioso tartufo bianco e quello nero; la bellissima città medievale di Montona; la città degli artisti Grisignana; la pittoresca Portole, Momiano e il suo castello; Pinguente e il suo rinnovato castello Pietrapelosa, situato nell’area soprastante il fiume Quieto. Ancora, l’incantevole Parenzana – ex tratta ferroviaria a scartamento ridotto, trasformata in “museo all’aperto”, trascorribile a piedi o in bici da Buie a Parenz. Soprattutto, però, di grande interesse sono le varietà autoctone, il Terrano istriano, il Moscatto di Momiano e la Malvasia istriana da degustare nelle strutture vinicole all’avanguardia e di design.

©Istrian wine route

Perché scegliere la Strada del vino dell’Istria?

L’appellativo più conosciuto per l’Istria era da sempre “terra magica”. Noi abbiamo voluto riscoprire questa magia, capirne bene il perché e dove si trovasse questo incanto. Proprio per questo motivo abbiamo studiato il nostro territorio, il nostro ricco patrimonio storico-culturale, le nostre tradizioni popolari e altri aspetti e abbiamo capito che non bisogna inventare niente di nuovo, solamente ripristinare quello che tanto tempo fa funzionava molto bene. Ovviamente, per fare tutto ciò ci è voluto un bel po’ di tempo, in modo da cambiare completamente la filosofia e stile di vita. Abbiamo investito tantissimo nell’educazione, nella preparazione turistico-organizzativa, nella preparazione delle nuove generazioni di imprenditori. In poche parole, abbiamo dovuto reinventare la vita  moderna nei posti che erano abbandonati da oltre 50 anni. La peculiarità delle Strade di vino d’Istria sta nel fatto che in nessuna parte del mondo, in un territorio così piccolo, si trova una rete di prodotti e servizi turistici così ben organizzati e diversificati.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Writer and magazine contributor, some of her works have appeared in the most popular International Food magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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